Facebooktwittergoogle_pluslinkedinyoutube

Aspettando le elezioni

pubblicato in data 22 Mag 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
Invia a un amico
image_pdfimage_print
Mentre aspettiamo l’esito delle Europee e la possibile turbolenza che caratterizzerà i mercati finanziari a seguito di un nuovo assetto di governance per tutta la politica economica europea, a fronte delle segnalazioni ed apprezzamenti ricevuti da moltissimi lettori, mi permetto di ritornare su alcuni punti del MEI (Manifesto Economico per l’Italia). Premesso che i temi caldi della campagna elettorale in Italia sono stati unicamente l’uscita dall’euro e le millimetriche coperture dei famosi 80 euro, al di là di questo non si è sentito parlare di altro, se non i vari scandali che nel frattempo hanno caratterizzato la cronaca politica in Italia: il vergognoso spettacolo del calcio alla finale di Coppa Italia, la richiesta di estradizione di Dell’Utri in Libano, gli sbarchi di clandestini senza fine dalla Libia, l’ennesima tangentopoli sull’EXPO. I vari talk show su scala nazionale si sono concentrati su argomenti che sul piano politico sembrano esaltati come la risposta italiana alla crisi, ad esempio l’eliminazione delle provincie e del senato (ammesso che si possa definirla eliminazione), la modifica della legge elettorale, la lotta alla corruzione e la tassazione delle rendite finanziarie. In sintesi sono ormai passati cinque mesi da inizio anno e in mano di effettivamente concreto ed efficace non abbiamo niente.
Non vi è un dispositivo di legge per favorire con una tassazione più soft le aziende che reinvestono l’utile che producono preferendo quindi non distribuirlo, non vi è la volontà di fare chiarezza sulla tassazione degli immobili volendo finalmente escludere quelli adibiti ad uso produttivo ed imprenditoriale, non vi è l’intenzione di far rientrare in Italia quei 200 miliardi di euro stimati oltre confine frutto di evasione fiscale attraverso una qualche sorta di sanatoria, non vi è la volontà di modificare le modalità e gli strumenti utilizzati dall’Amministrazione Finanziaria per l’accertamento tributario. Per creare un effetto shock allo Stato e non ai contribuenti basterebbe lasciare tutto immutato inserendo tuttavia l’abolizione dell’utilizzo dei metodi e strumenti di accertamento sintetico del reddito (redditometro, spesometro, studi di settore): lo stato di polizia tributaria cesserebbe per sempre di esistere. Si parla in continuazione di rifinanziare la Cassa Integrazione e di come ricollocare i vari lavoratori del settore pubblico, tuttavia nessuno si sogna di proporre altrettanto per i lavoratori del settore privato. La vera casta in Italia sono i 3.4 milioni di lavoratori della pubblica amministrazione (dirigenti, quadri, funzionari, dipendenti) di cui ¼ è rappresentato da persone inette, imboscate, raccomandate e soprattutto nullafacenti.
Quando proposi lo scorso anno il RUDAL – come strumento giuslavoristico – per un mese sono stato bombardato di comunicazioni minatorie da parte di anonimi estremisti di sinistra. Ridefinire il concetto di flessibilità per il pubblico impiego rappresenterà quel tipo di effetto shock al Paese di cui abbiamo bisogno per modificare la produttività e lo strapotere della burocrazia. Non ho sentito nessuno proporre la ridefinizione dei budget della spesa sanitaria, l’altro totem sacro  della ortodossia economica italiana, assieme alle modalità di fruizione dei servizi di assistenza essenziali (cosidetti LEA). Vi lascio consapevole ormai di come la patrimoniale sui depositi sia praticamente certa nella sua attuazione, l’unica incertezza è rappresentata dalla dimensione dell’intervento e le relative soglie di franchigia. Qui di seguito riporto due tematiche che mi sono sempre state molto a cuore, riportate ed approfondite all’interno del MEI, ma che in questi ultimi cinque mesi non ho mai sentito sviluppare o affrontare dai vari esponenti politici in Italia Buone elezioni a tutti.
Istituzione dell’A.I.D.A. acronimo di Authority Italiana per le Derrate Agroalimentari, organismo indipendente garante della sostenibilità economica tra le filiere produttive del settore primario e la Grande Distribuzione Organizzata avente il compito di interporsi tra la domanda e l’offerta di mercato al fine di riequlibrare la reddittività ed il valore aggiunto per i vari attori di mercato all’interno dei vari settori di produzione. Sul piano pratico l’AIDA ha come obiettivo principe quello di monitorare, controllare e limitare la concorrenza sul mercato tra i diversi attori, mirando ad una più equa ripartizione del valore aggiunto tra GDO e filiere produttive, utilizzando qualora ve ne fosse la necessità anche atti ed interventi in regime di monopolio al fine di tutelare e garantire la prosperità e convenienza economica del settore primario italiano.
Istituzione dell’I.T.A. ovvero acronimo di Italian Tourism Authority, organismo ibrido concepito come unica cabina di regia nazionale per la promozione e sviluppo del potenziale turistico italiano all’estero ed unico referente operativo con gli attori di mercato. L’Authority nasce come fondo sovrano di investimento in cui il 51% della quota di controllo è detenuta dal MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ed il restante 49% è collocato sul mercato ad operatori istituzionali e fondi di investimento esclusivamente stranieri. Il fondo gestisce tutti i diritti di sfruttamento in via esclusiva delle principali risorse ed attrazioni turistiche del paese (dai poli museali ai parchi nazionali). Il management del fondo, affidato ad un board di attori turistici internazionali ha l’obbiettivo di generare proventi da distribuire tra gli azionisti oltre a remunerare la dotazione delle risorse disponibili in portafoglio.

Iscritivi alla Newsletter

EVENTO IN EVIDENZA

image_pdfimage_print

WEBINAR

LA TUA PENSIONE
QUANDO > 21/01/2017
DOVE > YOUR TABLET
INFORMAZIONI  ED ISCRIZIONI
Vedi Tutti

rivediamoli

1
2
3
4
5