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Il grande timoniere

pubblicato in data 9 Giu 2012 | Scarica in PDF | Stampa |
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Per chi non lo avesse capito ancora, la crisi del debito sovrano non ha più connotazioni economiche quanto piuttosto politiche. In poco tempo è cambiato l’equilibrio geopolitico che reggeva quel poco che rimaneva dell’Unione Europea. Dopo la vittoria all’Eliseo di Hollande e il risultato elettorale alle amministrative sia in Germania che in Italia adesso si apre uno scenario di profonda perplessità (forse peggiore di quella che vi era prima). Almeno sul piano politico in precedenza l’asse Sarkozy-Merkel faceva da pilastro portante per tutta Europa, anche se non accontentava proprio tutte le nazioni comunitarie e creava in continuazione forti dissidi interni, tuttavia al di fuori dei confini europei si era rincuorati dal fatto che i due primi ministri tenevano le briglie dello sgangherato calesse europeo. Adesso alle porte delle nuove elezioni politiche in Grecia siamo parcheggiati tutti in una soglia di limbo spettrale: se gli ateniesi faranno gli spartani, allora prepariamoci alle peggiori conseguenze possibili su ogni fronte.
Crollo dei listini, nazionalizzazioni di banche in Europa, ulteriore tassazione dei redditi e dei patrimoni, embargo commerciale contro la Grecia e cosi via discorrendo. Senza dimenticare che ci si è messa anche la Spagna con il suo fragile sistema bancario. Purtroppo non abbiamo un precedente, pertanto possiamo solo ipotizzare gli scenari che ci attendono in caso di uscita della Grecia (eventualità che non desidera nessuno, nemmeno gli stessi USA). Mai come in questo momento noi europei abbiamo bisogno di un grande timoniere (come Mao per la Cina), una sorta di superministro economico per la coesione dell’Europa e la sua messa in sicurezza. Più che un anglosassone, con il suo rigore e virtuosismo, mi affiderei più a un hispanico, a una sorta di gladiatore, unbarbaro lottatore contro i poteri forti e contro l’attuale establishment finanziario che controlla il destino delle popolazioni europee. Forse molti non comprendono ancora il grado di pericolo e rischiosità che contraddistingue la nostra epoca: la fine dell’euro genererebbe il ritorno ad un medioevo economico in Europa.
Paesi come il nostro sarebbero velocemente messi in ginocchio per la loro bilancia commerciale (da quattro anni in deficit a colpi di 10/15 miliardi all’anno) causa eccesso di importazioni, soprattutto forniture energetiche. Un grande timoniere servirebbe anche all”Italia per fare quello che nemmeno Monti ha saputo fare: togliere privilegi, tagliare copiosamente l’ingerenza dello stato nella vita dei cittadini, creare i presupposti per i licenziamenti economici anche nel settore pubblico e mettere gli italiani nelle condizioni di riacquistarsi velocemente il loro debito pubblico attraverso incentivi fiscali. Se ci penso forse l’ultimo grande timoniere che abbiamo avuto è stato Alcide De Gasperi, rappresentate di una classe politica che non ha niente a che vedere con quella attuale. L’epopea dei discorsi conditi di retorica che ci hanno propinato il centrodestra ed il centrosinistra ormai fanno parte di un passato che forse non rivedremo mai più. Da come si percepisce attraverso i media la nazione sembra stia passando dall’esaltazione del berlusconismo a quella del grillismo in meno di sei mesi.
Questo rappresenta un aspetto incoraggiante sul piano politico, un po meno invece sul piano ideologico. Significa che siamo privi di spirito di identità, oggi abbiamo un leader, mentre domani accettiamo senza tante remore il suo antagonista. Queste sono le tipiche caratteristiche di un mood popolare che consentono l’emersione improvvisa di un nuovo timoniere. Come contribuente ed imprenditore mi auspico pertanto che questo hispanico possa non solo farsi garante del risanamento e rilancio del nostro paese, ma anche che possa farsi portavoce di un profondo cambiamento in Europa,scalzando l’odierna ortodossia economica e le forze che attualmente la impongono, diventando il nuovo leader europeo sorretto da un largo consenso a livello popolare. Purtroppo per adesso possiamo solo sognare, ci aspettano sette giorni di angosciante attesa in balia del dictat ellenico: curioso comunque se vi fermata a riflettere, i più grandi timonieri della civiltà umana sono nati proprio in terra ellenica.

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