Facebooktwittergoogle_pluslinkedinyoutube

Quel rischio sui depositi

pubblicato in data 18 Apr 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
Invia a un amico
image_pdfimage_print
Tempi sempre più duri per gli istituti bancari ormai colpiti da processi di deterioramento della qualità del credito che sembrano inarrestabili. Solo nella mia regione abbiamo nomi di banche storiche altisonanti che devono alla prossima assemblea degli azionisti proporre ulteriori operazioni di rafforzamento patrimoniale, conversione di prestiti obbligazionari e cessione di partecipazioni ed asset un tempo strategici. Le banche continueranno a soffrire almeno per un altro quinquennio sia sul fronte dellostress patrimoniale e sia sul fronte dei profitti attesi, per non parlare delle persone che vi lavorano all’interno le quali dovranno presto fare i conti anche con l’evoluzione sia nell’offerta che nella fruizione dei servizi bancari, come conseguenza diretta delle nuove tecnologie digitali e dei dispositivi di comunicazione di ultima generazione (tablet e smartphone). Pertanto consiglio di prestare molta attenzione nei confronti di banche il cui management continua a essere fossilizzato sulla crescita in dimensione attraverso le sole acquisizioni di filiali tradizionali, in quanto già nei prossimi cinque anni queste ultime diverranno voci di costo operativo che non produrranno più il flusso di proventi attesi al pari degli anni in precedenza.
La fruibilità multicanale – online e telefonica – diverrà la metodologia preponderante, chi pertanto non sta oggi investendo in tal senso (pagamenti mobili, dealing online, remote banking di ultima generazione e servizi di portfolio management online) sarà destinato ad affrontare e subire imbarazzanti crisi di redditività. Pensate che tra dieci anni esista ancora la figura del cassiere allo sportello ? Su chi lavora in banca e sul destino che attende queste persone abbiamo già lo scorso anno dedicato un post mirato. L’epoca che stiamo vivendo porta non poche preoccupazioni anche per chi si trova al di là del bancone: azionisti, obbligazionisti e correntisti. Non per gli investimenti che questi stessi potranno fare presso la loro filiale, quanto piuttosto per il diverso grado di coinvolgimento in caso di perdite prodotte da una cattiva gestione bancaria. Sostanzialmente per chi non lo sapesse ancora (e sono milioni di persone in Italia) dal 2015 le banche che si troveranno in difficoltà non saranno più salvate da interventi di assistenza straordinaria finanziati facendo ricorso alla fiscalità diffusa. Pagheranno con un diverso grado di chiamata in causa rispettivamente, azionisti, obbligazionisti ed infine correntisti.
Si tratta di un cambio di mentalità epocale, almeno per l’italiano medio: significa che d’ora innanzi ognuno di voi avrà una responsabilità personale nello scegliere l’istituto di credito a cui affidare i propri risparmi ed investimenti. Non c’è stato un talk show su scala nazionale che abbia affrontato la questione. L’Europa e l’Unione Bancaria dovranno produrre proprio questo risultato (sempre che le elezioni di Maggio non stravolgano anche questo): chi sbaglia paga, basta salvataggi di stato o interventi di simile portata. Basta con i matrimoni eterni per la clientela: dovrete imparare ad essere elastici da questo punto di vista, sempre e solo relazioni bancarie ad assetto variabile. Da questo punto di vista quello che oggi è sicuro e solido magari non lo è più tra tre anni. Ricordo che ad inizio del 2008 scelsi come conto di tesoreria aziendale quello offerto da una banca del mio territorio che allora aveva i requisiti di solidità patrimoniale più elevati della provincia. Nel 2011 tale istituto decise di intraprendere un percorso di crescita piuttosto ambizioso rilevando le filiali di una piccola banca concorrente appartenente ad una provincia confinante. Qualche mese dopo a fronte di questa scelta strategica che avrebbe messo in discussionel’outlook originario decisi di estinguere il rapporto di deposito migrando verso altro istituto bancario in quel momento con credenziali decisamente molto confortanti.
A titolo di cronaca, nel 2013 la prima banca è stata commissariata e ora sta attraversando una difficile fase di ristrutturazione e soprattutto di credibilità verso la sua stessa clientela. Nulla è per sempre in questo settore, imparate pertanto ad individuare i migliori attori di mercato, le banche più solide, quelle più patrimonializzate e possibilmente quelle che si stano attrezzando a gestire il cambiamento ovvero l’evoluzione di tutto il mercato dei servizi bancari. Soprattuttoevitate di sottoscrivere obbligazioni bancarie, di qualunque natura o emittente (a meno di enti sovranazionali tipo BEI o simili). I rischi nel detenere i propri risparmi sotto forma di depositi vincolati nella stessa banca di cui abbiamo acquistato sia le azioni che le obbligazioni oggi sono alquanto amplificati, anche se per adesso sono esentati e garantiti i depositi di ammontare inferiore alla soglia psicologica di euro 100.000come da linee guida del più recente Ecofin. Piuttosto se volete veramente preservare i vostri investimenti e ricercare al contempo anche una remunerazione sostenibile allora ricreate un basket di strategie di investimento negativamente correlate, by-passando l’obsoleta formulazione della semplicisitica diversificazione per asset class generiche come azioni, obbligazioni, valute e titoli di stato. Un augurio a tutti di una Santa e Cristiana Pasqua, rigorosamente vegetariana, senza inutili e crudeli sacrifici di innocenti creature animali.

Iscritivi alla Newsletter

EVENTO IN EVIDENZA

image_pdfimage_print

WEBINAR

LA TUA PENSIONE
QUANDO > 21/01/2017
DOVE > YOUR TABLET
INFORMAZIONI  ED ISCRIZIONI
Vedi Tutti

rivediamoli

1
2
3
4
5