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La farsa dell’assistenza sanitaria

pubblicato in data 12 Dic 2013 | Scarica in PDF | Stampa |
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Con il termine di assistenza sanitaria è di pacifico intendimento far riferimento all’insieme delle prestazioni ed iniziative volte alla prevenzione e cura della salute. Noi italiani da quando nasciamo percepiamo quasi osmoticamente come l’assistenza sanitaria sia un diritto insindacabile ed imprescindibile, meglio ancora un diritto che la nostra vetusta Costituzione sancisce con quella intonazione pomposa del primo capoverso all’articolo 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti). Diamo per scontato che le cure e tutte le loro manifestazioni pratiche (farmaci, protesi, visite, ricoveri, degenze e cosi via) debbano essere fruibili a tutti indistintamente dalla classe sociale di appartenenza e soprattutto debbano essere gratuite a prescindere dall’aspetto meritocratico per cui queste vengono richieste (tralasciamo per adesso l’applicazione del ticket sanitario). Quando pensiamo agli Stati Uniti ci viene da rabbrividire sapendo che ognuno si deve arrangiare e procurarsi privatamente la propria copertura sanitaria. Stranamente anche gli Statunitensi rabbrividiscono pensando alla fiscalità della copertura sanitaria italiana.
Non riescono a capire perchè il singolo contribuente deve partecipare alla copertura delle spese sanitarie altrui. Ovviamente Stati Uniti ed Italia rappresentano i due estremi che individuano i modelli operativi di intervento per la copertura sanitaria: totalmente pubblica o totalmente privata. Pensate che attualmente proprio Obama ha raggiunto il minimo di consenso e popolarità proprio grazie alla sua volontà di istituire l’Obama Care (tecnicamente conosciuto con il nome di Patient Protection and Affordable Care Act), la tanto denigrata copertura federale che promette assistenza sanitaria generica a circa 38 milioni di americani indigenti: per lo statunitense medio il tutto è visto quasi fosse una sorte di crimine federale o una scandalo nazionale. Ma torniamo a noi: la soluzione di ottimo con grande presunzione si posiziona ad un livello intermedio nel senso che lo stato sociale deve garantire cure ed assistenza in prossimità di casi conclamati di vita o di morte o innanzi a malattie genetiche e severe patologie mortali, eliminando invece tutte quelle attenzioni e cure tipiche di patologie generiche o croniche frutto solitamente di scarsa o addirittura inesistente prevenzione da parte del singolo contribuente.
Su questa base ho voluto sviluppare ed articolare la sezione denominata Salute ed Assistenza Sanitaria all’interno del mio Maniesto Economico in cui gli attuali oneri di assistenza e copertura sanitaria vengono splittati in due aree di competenza, una pubblica generica ed una privata dedicata. Sono rimasto molto sorpreso dal livello di consenso ed approvazione ricevuto, pur considerando l’impopolarità della proposta, soprattutto dal personale medico e sanitario. Non nego anche le email di insulto dai contenuti incivili recapitatemi anonimamente da chi contestava e denigrava con veemenza la sua ipotetica applicazione, soprattutto non concependo il perchè pagare privatamente quando la fiscalità diffusa oggi garantisce tutti. Su questo vorrei che ognuno si soffermasse a quanto segue: la spesa sanitaria in Italia nel 2012 è costata 112 miliardi di euro, oltre il 7% del PIL del paese, un capitolo di spesa che cresce mediamente tra il 3/4% all’anno (abbastanza comprensibile a fronte dell’invecchiamento della popolazione e dell’allungamento della speranza di vita). La legge di bilancio ha stimato per competenza in 500 MLD i costi di esercizio comprensivi degli interessi per il 2012, questo significa che la sanità nazionale pesa oltre il 22% se rapportata alla copertura delle rispettive entrate fiscali.
Ora fate questa simulazione: supponiamo che guadagnate 20.000 euro all’anno lordi e dopo aver versato tasse e ritenute ve ne restano 12.000 euro come reddito disponibile netto, possiamo idealmente quantificare in quasi 1.800 euro l’onere fiscale della vostra assistenza sanitaria nazionale (calcolati come il 22% di 8.000 euro). Quindi in poche parole pagate ogni anno circa 1.800 euro per usufuire dell’assistenza sanitaria “gratuita tutto compreso” (magari anche se non ne avrete mai necessità). Ma se è tutto gratuito, ticket a parte, grazie alle tasse che avete già pagato, mi spiegate perchè quando vi rivolgete al servizio sanitario nazionale e desiderate fruire in tempi rapidi (entro trenta giorni ad esempio) di una prestazioni mediche specifica o anche urgente siete costretti a rivolgervi alle strutture convenzionate e pagare privatamente il servizio richiesto in quanto il servizio pubblico (che pagate) non è in grado di erogarvi la prestazione i tempi ragionevoli ? Mi sembra come pagare la polizza RCA per l’assicurazione sul propria vettura ed in presenza di un sinistro/incidente la compagnia di assicurazione vi dice di pagare con denaro vostro il danno per cui vi siste assicurati ! Evviva l’articolo 32 della Costituzione, mi raccomando continuamo a tenere il paese ancorato a idealismi medioevali e fallimentari.

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