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Il sistema bancario maltese

pubblicato in data 31 Gen 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
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L’evento più funesto sul piano finanziario avvenuto lo scorso anno riguarda il tanto famigerato prelievo sui depositi che ha colpito il sistema bancario cipriota: ricordo ancora l’isteria finanziaria conseguita successivamente all’annuncio da parte delle autorità monetarie cipriote. Milioni di risparmiatori italiani ed europei hanno temuto allora e tuttora temono per l’integrità dei loro depositi bancari dopo aver vistol’applicazione di una deposit tax al 40% nei confronti dei correntisti non residenti con disponibilità a prima vista superiori alla soglia psicologica di Euro 100.000. Invero ancora ad oggi vi è moltissima disinformazione su cosa sia effettivamente accaduto con la formula obbligata del bail-in di Nicosia: infatti la dicitura di prelievo coatto sui depositi è fuorviante. Infatti chi è stato oggetto del prelievo si è anche vistoaccreditare un numero di azioni della banca presso cui deteneva il deposito di controvalore pari all’importo sottratto. Si è trattato di una prima forma di bail-in sperimentale ovvero le due banche cipriote che ne hanno beneficiato (Laiki Bank e Bank of Cyprus) sono state ricapitalizzate attingendo a parte dei depositi dei loro stessi clienti. Sappiate che quanto accaduto a Cipro rappresenta la soluzione da implementare prossimamente in Eurozona quando si ripresenteranno situazione similari.
Nell’imminente futuro ogni istituto di credito oppure ogni sistema bancario dovrà ricercare internamente le risorse per  il proprio salvataggio senza ricorrere ad operazioni di fiscalità straordinaria: significa che d’ora in poi dovranno pagare per il risanamento o il salvataggio, rispettivamente azionisti, obbligazionisti e depositanti (con il livello di garanzia di massimo Euro 100.000). Non sarà più possibile pertanto addebitare sommariamente ai contribuenti le perdite del sistema bancario o i costi di una sua ristrutturazione. Di questo abbiamo avuto modo di parlarne anche in altre occasioni: sostanzialmente è iniziata l’era del terrore per chi detiene ricchezza finanziaria in quanto le certezze del passato, tipo le banche non falliscono o i depositi sono garantiti, rappresentano ormai solo stereotipi del passato. Ricordo che in concomitanza del bail-in di Cipro vi furono molte testate giornalistiche che parlarono degli altri Stati-Banca a possibile rischio di contagio finanziario come ad esempio Malta, dove ormai vivo da quasi dieci anni. Vi sono tre analogie tra Malta e Cipro che sono visibili a tutti: la dimensione in percentuale del debito pubblico sul PIL, di poco superiore  al 70%, la loro natura di nazione insulare ed infine il rapporto del 700% tra gli asset detenuti dai rispettivi sistemi bancari in relazione al PIL del paese.
La tragedia greca che si è perpetrata a Cipro ha giovato moltissimo a Malta in quanto ha consentito di evidenziare le caratteristiche distintive del suo sistema bancario rispetto a quello cipriota. Partiamo sottolineando come diversamente da altri paesi dell’Eurozona, Malta ha potuto vantare una irrisoria esposizione finanziaria nei confronti dei PIGS, elemento che invece si deve molto enfatizzare per Cipro. L’attività finanziaria in senso lato nell’isola è  regolata e vigilata dalla seconda autoritià per prestigio internazionale in Europa, dopo la FSA di Londra, troviamo infatti la MFSA (Malta Financial Services Authority). Il sistema bancario maltese ha letteralmente chiuso le porte in faccia nei confronti della clientela potenziale che scappava da Cipro o che proveniva dalla Russia, con il fine di mantenere un elevato standing finanziario e una riconosciuta reputazione di safe heaven. Le cinque domestic banks (Bank of Valletta, HSBC Malta, Lombard Bank, Banif Malta e APS Bank) detengono assets finanziari pari ad appena due volte il PIL del paese, quando le sole due grandi banche di Cipro arrivavano oltre il 600%. Tanto per dare ulteriori elementi di paragone pensate che BNP Paribas in Francia detiene assets per  il 90% del PIL francese.
In Germania Deutsche Bank detiene assets per oltre il 75% del PIL tedesco, in Olanda ING ha un ratio del 200% sul PIL olandese, in Italia Unicredit ed Intesa SanPaolo messe assieme hanno un ratio del 110% sul PIL italiano, nel Regno Unito Royal Bank of Scotland ha un ratio del 95% sul PIL britannico, mentre in Spagna il Banco di Santander ha un ratio del 130% sul PIL ispanico. La tipologia degli attori bancari e finanziari presenti a Malta è inoltre riconducibile anche a subsidiaries e merchant bank collegate a gruppi bancari internazionali con clientela a sua volta internazionale e abroad business. In sintesi quanto emerge dall’architettura del sistema bancario maltese evidenzia che quest’ultimo è caratterizzato da un profilo di rischio-paese e rischio-sistema molto contenuto in considerazione a numerosi parametri strutturali e peculiarità tematiche come il LTD Ratio (rapporto tra prestiti e depositi), nel caso della prima banca sistemica maltese, Bank of Valletta. Ricordo per dovere di cronaca che la scorsa estate, la Banca Centrale Europea, ha ritenuto di considerare il sistema bancario maltese come il più solvente all’interno di tutta l’Eurozona a fronte di caratteristiche qualitative degli assets finanziari detenuti dalle proprie banche nazionali in rapporto alla media europea.

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