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BITCOINMANIA

pubblicato in data 21 Set 2017 | Scarica in PDF | Stampa |
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Uno dei più gratificanti conforti professionali che ho ricevuto in questi ultimi anni è stata l’esternazione la scorsa settimana di Jamie Dimon, CEO di JP Morgan, che ha sentenziato come il Bitcoin sia una delle più grandi frodi finanziarie che si stanno perpetrando e come rappresenti un esempio di bolla finanziaria superiore addirittura a quella dei Tulipani, andata in scena durante la prima metà del 1600. Uno dei miei redazionali più letti in questi ultimi tre anni è stato proprio Inside Bitcoin pubblicato il 1 Giugno di quest’anno in cui si menzionava per analogia l’ascesa della criptomoneta più conosciuta al mondo con la bolla finanziaria più impattante e devastante nella storia del capitalismo umano. Sostanzialmente tre mesi dopo la mia pubblicazione anche uno dei più grandi banchieri al mondo ha avvalorato questa mia rappresentazione. Andiamo per gradi. Il Bitcoin non è più una criptovaluta, questa è l’unica certezza che al momento abbiamo: ne ho dato spiegazione anche con un videoclip in cui sostanzialmente si analizza la metamorfosi genetica del Bitcoin, vale a dire che ora si è convertito in uno strumento finanziario non regolamentato ad altissima volatilità. In pratica non si desidera detenere Bitcoins perchè qualcuno me li richiede in cambio di una merce o erogazione di servizio, ma semplicemente perchè con l’enfasi mediatica che sta caratterizzando il fenomeno della Bitcoinmania sta inducendo alla corsa all’acquisto per sognare di replicare le performance di questo strumento finanziario, ripeto non regolamentato. Provate a googlare come keywords di ricerca i termini “investimenti” o “trading” e noterete quanti banner vi compariranno sulla destra del vostro schermo di società che offrono servizi di compravendita sul Bitcoin.

L’unica domanda a cui si deve cercare di dare una risposta il più possibile oggettiva è ora la seguente, posto quello che sta accadendo sulla quotazione di questo asset finanziario (ripeto, non è più una criptocurrency) siamo in presenza di una bolla in formazione e pertanto destinata a scoppiare oppure no, trattasi di un mercato efficiente con operatori razionali ? La scorsa settimana sono stato ospite relatore dell’Investing Roma 2017 per una tavola rotonda dedicata anche al Bitcoin. Confrontandomi con altri colleghi, alcuni molto scettici ed altri invece autentici adulatori della ex-criptovaluta, quello che ho potuto constatare è che vi è una preponderanza di opinioni in merito alla bolla in formazione rispetto al fatto che il Bitcopin sia effettivamente un mercato maturo, efficiente e soprattutto razionale: elemento quest’ultimo essenziale per capire se le quotazioni siano drogate o no. Ovviamente chi sostiene che il Bitcoin è paragonabile al sangue di Cristo sono generalmente operatori e soggetti che hanno un legame molto stretto con questo strumento finanziario non quotato in quanto vendono servizi di varia natura ad esso associati. Altri soggetti che lo idolatrano quasi ieraticamente invece sostengono che rappresenterà il cavallo di Troia per combattere l’attuale sistema monetario mondiale e dare in questo modo inizio ad una rivoluzione tecnologica in ambito monetario. Mi può anche star bene partecipare e dar vita ad una rivoluzione, tuttavia quando si chiede a questi soggetti chi sia effettivamente l’inventore del Bitcoin, in modo da comprendere chi è il leader ed il condottiero della rivolta, nessuno è in grado di dare una risposta definitiva ed autorevole.

In rete girano addirittura rumors che il Bitcoin sia invece una ideazione della CIA per il controllo dei flussi di pagamento nell’economia sommersa. Se cosi fosse, non me la sento tanto di prendere parte a questa mirabolante rivoluzione tecnologica. Ma torniamo ancora a noi. Sempre durante la convention finanziaria di Roma un collega ed amico ha postato sui socials una foto che mi ritraeva assieme a lui con la seguente didascalia: Eugenio Benetazzo finalmente convertito al Bitcoin. La foto (ovviamente manipolata in seguito) mi ritraeva con una bandierina che sventolava l’effige del Bitcoin. Le conseguenze di quel post tuttavia sono degne di notevole considerazione in merito alla ricerca di una risposta al quesito precedentemente posto. Ebbene nel giro di qualche giorno sono stato letteralmente bombardato da email e sms di conoscenti ed amici di conoscenti che mi chiedevano come acquistare Bitcoins, che prezzo di ingresso consigliavo e soprattutto quanti ne avevo invece acquistati a titolo personale. Il top di gamma sono state due ex-fiamme del passato (molto ex e molto ancient regime) che mi hanno addirittura chiamato per avere un parere tecnico sul Bitcoin & Company: ossia se fosse meglio acquistare Litecoin oppure Dashcoin. Sto parlando di due ragazze di quasi quarant’anni (finanziariamente piuttosto ignoranti) che nella loro vita non hanno mai investito in niente se non in finte borsettine di marca e mojitos scadenti. Soprattutto volevano sapere come si fa ad acquistare Bitcoins e se risponde a verità che hanno una copertura aurea che supporta la loro quotazione. Alla seconda ho buttato giù il telefono, anche perchè mi aveva chiamato con un numero che non conoscevo.

Episodi similari in termini di comportamento irrazionale di massa me li hanno descritti anche altri colleghi: l’essenza di questo momento di mercato quindi è conoscere e quantificare chi si sta letteralmente buttando su questo mercato in stile disperato alla ricerca del guadagno facile. Tuttavia assieme all’onda dei disperati (e penso siano migliaia e migliaia in tutto il mondo, in Asia è ancora peggio) dobbiamo affiancare i traders professionisti. Il crollo della volatilità nei mercati finanziari regolamentati tradizionali ha obbligato molti traders a ricercare nuovi mercati emergenti che avessero la caratteristica principe per essere considerati interessanti. Il Bitcoin ha una volatilità media di almeno quindici punti percentuali al giorno tra minimo e massimo: praticamente il paradiso sulla terra per chi deve tradare. Riassumendo quindi abbiamo una parte della domanda che è composta da disperati in cerca del profitto facile, gente che non trada, compra e tiene nel portafoglio virtuale (buy & hold) la ex-criptovaluta, sperando nel colpo di fortuna, mentre una seconda componente della domanda è costituita da operatori professionisti (almeno per una parte consistente) che comprano e vendono lo strumento in questione in ottica hit & run. A questi ultimi che la quotazione del Bitcoin vada a 200 dollari o 10.000 dollari nel medio termine non importa molto: in quanto possono cavalcare sia la propulsione rialzista che quella ribassista mese dopo mese. Pertanto chi si dovrebbe preoccupare se il Bitcoin è una bolla finanziaria o un fenomeno del momento (mi ricorda Tiscali nel 1999) sono proprio i disperati ossia quelli che attuano il buy & hold.

A tal fine infatti si devono ricordare alcune comportamenti delle quotazioni avvenuti in passato: del tipo fino a quanto lo potete detenere in portafoglio il Bitcoin se il mercato non vi dà ragione e va dalla parte opposta ? Esempio: alla fine del 2014 il Bitcoin arrivò alla soglia del 1.000 dollari, tuttavia nei cinque mesi successivi la quotazione scese a 350 dollari ossia un – 65 %. Pensaci bene, oggi investi 10.000 dollari e dopo poche settimane te ne ritrovi 3.500. L’anno successivo valeva ancora meno, appena 200 dollari (conosco alcuni invasati del Bitcoin che in quell’anno lo vendevano per contanti nelle spiagge di Malta ad amici e conoscenti). Solo quest’anno abbiamo già avuto due crash spazza-soldi: il primo nel mese di giugno, dai 3.000 ai 1.800 (- 40 %) ed un secondo giusto la scorsa settimana da 5.000 a 3.000 dollari in appena pochi giorni. La volatilità dello strumento è tale che impone una riflessione: non si parla più di investimento, ma di pura scommessa, infatti quando ti trovi a perdere molto denaro in poco tempo entra in gioco la tua psiche che non ti fa più dormire bene durante la notte. Mantenere una posizione con un meno 30% è dura, a meno che non si tratta di qualche centinaia di euro come ho visto in passato su alcuni e-wallet. A quel punto che te ne fai se 500 dollari si trasformano in 5.000 dollari ? Pensi che la tua vita cambi veramente ?

Lo stesso dicasi in caso di rialzo: pensate veramente che esistano persone che abbiano in portafoglio Bitcoins acquistati a qualche centesimo di dollaro (tranne forse chi li ha effettivamente ideati) ? Una persona comune già con una performance del 50 % scalpita per capitalizzare il profitto. Infine un’ultima considerazione: l’analisi tecnica. Ha senso studiare graficamente il Bitcoin come se fosse un’azione quotata al NYSE ? A quanto pare, decisamente no. Si tratta infatti di un fenomeno (non mercato) finanziario a cui non si possono ancora applicare gran parte delle considerazioni e leggi dell’analisi tecnica: la quotazione del Bitcoin è live 24 ore al giorno, Natale e Capodanno compresi, non si ferma mai. Proprio questo aspetto non giova a chi deve tradare professionalmente: la bibbia dell’analisi tecnica (Japanese Candlesticks), presuppongono infatti orari di chiusura ed apertura delle sessioni di negoziazione, necessari a far metabolizzare i livelli raggiunti e dare il tempo agli operatori di somatizzare successi e sconfitte. Non parliamo per concludere dell’assenza delle opzioni ossia la possibilità di coprirsi dai rischi del mercato qualora si detenga effettivamente il sottostante. Se proprio volete sapere se questo fenomeno finanziario è destinato a cambiare il mondo, allora per adesso investite il denaro che vi potete effettivamente permettere di perdere interamente senza che questo modifichi il vostro stile di vita. Attitudine che generalmente hanno i milionari o le persone molto benestanti e non i disperati come invece stiamo assistendo in questi ultimi mesi.

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