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EUROPATETICI

pubblicato in data 31 Ago 2017 | Scarica in PDF | Stampa |
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Avete mai pensato a che cosa hanno fatto a Raqqa i leaders ed i combattenti dell’ISIS successivamente all’attentato di Barcellona ? Soprattutto dopo la risposta che hanno dato i catalani per voce del sindaco di Barcellona, Ada Colau ed il presidente della Comunità Catalana ? Stanno ancora ridendo in Siria e dintorni. Ridendo proprio di gusto. Facciamo il focus: una delle città europee più conosciute e visitate da tutto il mondo viene brutalmente e drammaticamente colpita da un ennesimo atto di terrorismo a matrice islamica mediante lo schema dell’auto ariete rubata. Che cosa fa allora il sindaco ? Indice un minuto di silenzio il giorno dopo la tragedia nella piazza principale di Barcellona ed il sabato scorso proclama una marcia per la pace dal titolo “non abbiamo paura”. Avete capito perchè purtroppo vinceranno loro ? In Europa ormai la stupidità regna sovrana, nelle istituzioni e nei media. Dopo quello che abbiamo subito come europei da più di due anni la risposta europea è una marcia per la pace. Siamo degni di rappresentare la pateticità in tutto il mondo. Per la cronaca ad un atto di violenza ingiustificata si risponde subito con un atto di violenza mirata, sospendendo anche i diritti costituzionali di alcune persone considerate potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale, proprio in stile Patrioct Act negli USA. Provate a fare gli attentati in Russia: vediamo come reagisce Putin ad una aggressione pianificata e atroce come quelle che abbiamo visto andare in scena a Bruxelles, Nizza, Londra o Barcellona. Se siamo così stupidi da lasciarci ferire alzando le mani e gli occhi al cielo cantando “Osanna” allora è giusto che soccomberemo all’avanzare dell’orda islamica.

Il top di gamma comunque sono state le esternazioni di alcuni portavoce delle varie comunità islamiche in Spagna che nei giorni successivi agli attentati si sono fiondati davanti alle telecamere delle varie emittenti nazionali televisive sostenendo che l’Islam è una religione di pace e che loro prendono le distanze da quanto accaduto, condannando apertamente l’atto criminale. Sono stato in passato in tre paesi a religione islamica, uno in Africa, uno in Medio Oriente ed uno in Asia: le persone più false ed inaffidabili mai incontrate nella mia vita fatalità le ho trovate proprio lì. Non penso che sia una coincidenza. Come me infatti la pensano anche milioni di spagnoli: sono stati innumerevoli infatti gli attentati cosidetti islamofobi (secondo i media mainstream) contro alcune moschee in Spagna, soprattutto nella regione dell’Andalusia con scritte sui muri e sulle porte del tipo: “asasinos lo vais a pagar” oppure “moro que reza, machete en la cabeza”. Ovviamente questo tipo di fenomeno sociale è stato subito smorzato anche in Spagna dai media nazionali come attività riconducibili a estremisti di destra o simpatizzanti di Franco. La verità è che anche in Spagna non se ne può più della retorica perbenista dei partiti progressisti ossia di quelli che istigano al siamo tutti uguali, dobbiamo perdonare, cerchiamo di capirli oppure solo la fratellanza universale è la risposta. Insomma patetiche menzogne di questa portata propinate soprattutto da una stampa ormai addomesticata che deve per forza essere accondiscendente con la propaganda dell’attuale establishment europeo.

Basterebbe solo il botta e risposta tra l’intelligence catalana e quella belga per capire che in Europa non siamo sicuri e protetti. Alla fine questo deve essere il messaggio principe che dobbiamo metabolizzare: l’intelligence europea non è in nessun grado capace di fermare il fenomeno, almeno con le dotazioni e direttive attuali. Pensate solo alla Francia: ripetutamente lacerata in poco tempo. Il nuovo modus operandi delle cellule terroristiche produce di fatto l’imprevedibilità e l’indipendenza della regia: pensiamo solo alle auto-ariete o ai cosidetti lupi solitari (disperati disposti al suicidio con un semplice coltello da cucina nella mano) che agiscono per spirito di emulazione. In tal senso nemmeno i nostri militari si sentono protetti e sicuri. Soffermatevi un momento: avete più fiducia di un governo che indice una marcia per la pace dopo un bagno di sangue conseguente ad un attentato terroristico oppure avete più paura per come si stanno verificando gli attentati, della serie nessuno è al sicuro. La risposta è piuttosto ovvia ed anche le conseguenze se ci pensate bene. La Francia ad esempio negli ultimi diciotto mesi ha perso qualcosa come due milioni di turisti che hanno scelto altri paesi per le loro vacanze. Il tanto decantato nuovo presidente di Francia ha visto in questo ultimo mese crollare di brutto la sua popolarità, forse i francesi si sono resi conto della loro follia andata in scena alcuni mesi fa eleggendo un giovane samaritano con in tasca il Manuale delle Giovani Marmotte alla guida di un paese al cui interno si sta sviluppando un cancro terminale.

Come puoi credere ad un tizio, diversamente uomo, che dovrebbe rappresentarti e difendere la nazione se alla prima prova come leader politico in seguito all’ennesimo attentato in Francia se ne esce dicendo ai media: dobbiamo imparare a convivere con il terrorismo. In tempi straordinari, la difesa deve essere altrettanto straordinaria, nella consapevolezza, priva di retorica, che cristiani e musulmani non possono convivere assieme nel medesimo territorio o meglio l’islamismo non può convivere con il cristianesimo in quanto ideologia (mascherata da religione) che contrasta brutalmente con i principi cristiani, lo stile di vita occidentale e soprattutto anche con gran parte degli ideali costituzionali europei. Questo pensiero ossia la dottrina separatista, non è nuovo, ha qualcosa come mezzo secolo di vita, lo si attribuisce a Malcom Little, più conosciuto come Malcom X, un attivista statunitense diversamente bianco per i diritti degli afroamericani. Inizialmente si era distinto da Martin Luther King per contrastare con il ricorso alla violenza lo status quo dominante. Successivamente ad una lunga carcerazione, affronta la conversione all’Islam e diventa portavoce della Nazione Islamica negli USA. Bianchi e neri non possono vivere assieme: devono essere separati e vivere in totale indipendenza. Questa sua tesi centrale si basava sulla constatazione che la maggior parte degli schiavi africani erano musulmani prima di venire catturati e pertanto i neri americani avrebbero dovuto riconvertirsi all’Islam e riprendersi il loro cognome originario (da cui la sua X al posto del cognome, rappresentativa di un’incognita). Tuttavia venne assassinato nel 1965 proprio da altri islamici appartenenti alla Nazione Islamica per aver sostenuto la religione islamica come religione capace di abbattere ogni barriera razziale e ogni forma di discriminazione.

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