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DUBBI FINANZIARI

pubblicato in data 9 Giu 2016 | Scarica in PDF | Stampa |
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Anche quest’anno in prossimità dell’estate ho provveduto a raccogliere ed analizzare le principali preoccupazioni dei risparmiatori ed investitori italiani: il 2016 inizia alla luce di nuovi elementi esogeni di vulnerabilità finanziaria. Emergono infatti durante i primi mesi del nuovo anno sia nuovi rischi sistemici in Europa a causa del tanto vituperato referendum inglese atteso il prossimo 23 Giugno quanto nuovi rischi di mercato a fronte della divergenza nelle politiche monetarie delle economie avanzate con in testa gli USA che hanno dato avvio alla fine dello scorso anno all’era del rialzo dei tassi. Personalmente rimango attonito osservando che percezione di rischio ha mediamente una persona comune. Siamo lontani più di otto anni dal fallimento Lehman, tuttavia, e sembra un paradosso, oggi siamo caratterizzati da un gradiente di rischio notevolmente più elevato rispetto al passato. La dimensione di questo rischio che l’uomo medio della strada non percepisce ancora è direttamente proporzionale alla dimensione ed entità delle misure di contenimento e salvaguardia finanziarie che sono state varate in questi ultimi dodici mesi: dal nuovo QE in versione 2.0 all’entrata in vigore del bail-in sino ad arrivare al rallentamento e deterioramento economico della crescita cinese. Il piccolo e medio risparmiatore sta affrontando questo momento storico con una superficialità disarmante nonostante in Italia abbiamo anche avuto episodi di mascherato default bancario senza precedenti storici. La paura la si è vista la scorsa estate con la Grecia che apriva i notiziari di tutto il mondo con il rischio di break-up sempre dietro l’angolo. Terminata la sceneggiata napoletana del governo ellenico abbiamo visto che cosa hanno dovuto accettare per rimanere in Eurozona.

Oggi rischiamo molto di più: non è più in discussione la moneta unica ma addirittura tutta l’Unione Europea. Lo scenario macroeconomico mondiale è molto caldo su più fronti: il timore di una recessione globale permane ed alimenta le paure delle comunità finanziarie e degli operatori istituzionali. L’Asia alle prese con l’evoluzione del modello di sviluppo cinese voluto dalle autorità di Pechino, il prezzo del greggio che sta mettendo a dura prova la stabilità finanziaria di grandi paesi esportatori come Russia e Brasile, la necessità di quasi tutti i fondi sovrani arabi di vendere asset finanziari sui mercati per compensare la discesa dei profitti derivanti dalla vendita di petrolio a prezzi inferiori il 50% rispetto alla media degli ultimi cinque anni, un Europa in stallo economico nonostante la cura ricostituente, assediata tanto sul fronte immigratorio quanto su quello politico. Aggiungiamoci la Grecia tra un mese che ritornerà più problematica dello scorso anno, gli USA alle prese con un delicato turnover presidenziale ed un panorama bancario in Europa alquanto dissestato, soprattutto in Italia, a causa di un volume di crediti deteriorati troppo ingombrante. Fatemi inserire a chiosa, la Spagna che ritorna al voto due giorni dopo il referendum inglese ed un prossimo appuntamento referendario in Italia destinato a far cadere il Governo Renzi. Anche questa estate si dormirà male la notte, non per il caldo o le zanzare ma per ben altro, purtroppo.

Il risparmiatore italiano medio a quanto menzionato sopra rimane ancora piuttosto indifferente, l’unico timore che lo innervosisce è solo il bail-in alla sua banca, segno questo di una fuorviante percezione del rischio effettivo di mercato. Sono veramente pochi quelli che in questo momento cercano di strutturare una architettura resistente per il proprio patrimonio finanziario in grado di produrre immunità ai rischi di mercato attuali. La lamentela maggiore proviene dai Bot People ossia da chi era abituato a rendite più che decorose a fronte di rischio sostanzialmente assente: queste persone vorrebbero ancora realizzare un 4/5% all’anno senza rischiare niente. Rido. Mai come in questa epoca diventa necessario correre dei rischi per poter remunerare anche di poco il proprio patrimonio. Sul fronte protezione finanziaria, penso che scriverò presto un nuovo vademecum finanziario: solo una diversificazione strategica dei propri asset con strumenti finanziari di ultima generazione può consentire di avere un approccio market neutral o non direzionale all’andamento generale dei mercati finanziari. Qui sotto trovate riepilogata la consueta hit parade dei dubbi finanziari del pubblico risparmiatore italiano risalenti alle ultime settimane, dubbi che sono riconducibili alla tenuta dell’euro, al pericolo Brexit o all’andamento dei mercati finanziari & company:

Cosa può accadere ai miei risparmi in caso di Brexit ?
Esistono fondi che riescono a contenere il rischio sistemico in Europa ?
Quali sono i rischi nel detenere euro in un conto bancario in Europa ?
La Grecia può ancora diventare un problema come la scorsa estate ?
Meglio euro o dollari a questo punto visto il rialzo dei tassi ?
In Italia quali sono le banche più a rischio ?
Vi possono essere altri episodi di banche salvate dal Fondo Atlante ?
Se compro un BTP o un BUND riesco a proteggermi ?
Esistono obbligazioni che mi rendono più del 5% ?
Ha ancora senso detenere denaro in un conto deposito ?
Come faccio a remunerare decorosamente il mio capitale ?
Se volessi correre dei rischi, che rendimenti potrei sperare di ottenere ?
La discesa delle borsa da inizio anno è un segnale di allerta ?
Sono passati otto anni dalla Lehman, che cosa rischiamo ora ?
La patrimoniale in Italia è realmente un rischio da valutare ?
Con che tipologia di fondi mi conviene investire per i prossimi tre mesi ?
Se investo nei mercati emergenti, non potrei evitare i rischi che ha l’Europa ?
Ho visto le performance dell’oro da inizio anno: è tornato il momento di acquistarlo ?
Il QE di Draghi non rischia di creare delle bolle sui mercati obbligazionari ?
Meglio essere esposti all’azionario o all’obbligazionario in questo momento ?

La maggior parte dei lettori è ormai consapevole di come sia sempre più opportuno evitare una eccessiva esposizione in titoli governativi ed obbligazioni bancarie (causa bail-in), il tutto per evitare fenomeni di ristrutturazione forzata del debito da parte del rispettivo emittente: le vicende che hanno colpito Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca qualcosa hanno insegnato. I prossimi appuntamenti sul calendario internazionale potrebbero presentare spiacevoli sorprese, specie se non ci si sarà premuniti in tempo a reggere eventuali impatti funesti e catastrofici sui mercati finanziari, proprio come sottolineato tanto dalle agenzie di rating quanto dall’Unione Europea. Mi auguro vivamente che gli inglesi non facciano gli spartani, proprio come fecero i greci lo scorso anno. Per cercare di dare un aiuto, ricco di indicazioni pratiche, commenti operativi e note tecn09iche, ho provveduto a redigere anche questa estate il tanto atteso report finanziario denominato INVESTMENT & STRATEGY REPORT 2016 di 67 pagine in formato PDF in cui sono contenute informazioni tecniche, operative, grafiche e macroeconomiche che dovrebbero aiutare a salvaguardare il proprio patrimonio e a guidare il piccolo risparmiatore nelle proprie scelte di allocazione per i prossimi mesi, quest’anno molto più ardue e delicate rispetto al precedente triennio. Con l’occasione invio a tutti i migliori auguri di buoni investimenti per l’inizio di questa nuova estate confidando in una vittoria del fronte europeista al referendum inglese, nell’interesse tanto del mio patrimonio finanziario quanto di quello vostro.

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