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QUEL NUOVO MONDO

pubblicato in data 4 Mag 2017 | Scarica in PDF | Stampa |
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Sono in atto due grandi mutamenti epocali per la società umana, il primo di natura economica ed il secondo a sfondo sociale. Con grande presunzione hanno anche un legame di causa ed effetto uno con l’altro, condizioneranno e modificheranno purtroppo il nostro stile di vita cosi come oggi lo conosciamo. Sul primo versante abbiamo la quarta rivoluzione industriale attualmente in corso ed in costante evoluzione giorno per giorno. Con questa terminologia si vuole definire in senso molto ampio l’innovazione digitale nei processi industriali che consentono di aumentare significativamente la competitività in ogni settore economico, soprattutto nei comparti manifatturieri. Qualcuno potrebbe definirla per semplicità l’era dei robots, tuttavia questa definizione abbraccia uno spettro di interazioni tecnologiche molto più ampio: infatti la quarta rivoluzione ingloba e amalgama diverse nuove tecnologie tra di loro contigue come il cloud computing, i big data, il 3D printing, l’automazione con interfaccia umana e l’internet delle cose (internet of things). Quest’ultima in particolar modo rappresenta una evoluzione dell’uso del world wide web che consente agli oggetti con cui interagiamo tutti i giorni di acquisre un’intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati tra loro stessi ed accedere ad informazioni aggregate da parte di altri: l’esempio più intuitivo è il vostro frigorifero il quale sarà in grado di ordinare la spesa online sulla base delle scorte e giacenze presenti sui vari ripiani. Questo sarà possibile grazie ad etichette di identificazione a radio frequenza (RFID) che possono comunicare informazioni in rete o a dispositivi mobili come il vostro smart phone. La quarta rivoluzione industriale sta già facendo vittime, alla pari di tutte le altre rivoluzioni precedenti, soprattutto in ambito occupazionale. Ne abbiamo già parlato anche all’interno di altri redazionali in passato, tuttavia non fa male ricordarlo soprattutto per chi ha figli adolescenti o in tenera età.

Circa il 60% delle attuali professioni e mestieri entro dieci anni scomparirà in quanto inutile, obsoleto o economicamente improduttivo. Sostanzialmente tutto quello che può essere codificato e riprodotto in serie in quanto rappresenta un protocollo operativo o un processo di produzione standardizzato è destinato a scomparire, perchè sarà sostituito da un robot, da un software senziente o da un dispositivo ad interfaccia umana. Il numero di mestieri che scompariranno è impressionante: si va dal tassista all’ormai inutile cassiere, dal ragioniere contabile all’infermiere, dall’operaio in fabbrica al promotore finanziario, dal receptionist al conducente di mezzi pesanti. Il cielo è il vostro limite. Se vi fermate a pensare quali conseguenze economiche in ambito occupazionale avranno le auto che si guidano da sole (che già esistono ed andranno a regime in produzione tra qualche anno) capirete la criticità che ha questa nostra epoca in ambito sociale. Ad esempio scompariranno carrozzerie, assicurazioni auto, pompe di benzina, meccanici e cosi via in quanto le automobili con self-drive non saranno causa di incidenti e cosi via discorrendo. Continueranno invece ad esistere e saranno super richiesti (e molto ben remunerati) tutti quei lavori che non possono essere sostituiti da protocolli standard perche ad esempio necessitano di improvvisazione, creatività, personalizzazione, negoziazione, intuizione e cosi via, in sintesi quello che una macchina proprio non può fare in quanto non essere senziente. Pertanto, per dirla alla Bill Gates, o sei uno o sei zero: significa che se hai delle capacità, più per dote personale che per rango sociale o percorso di studio, che ti consentono di smarcarti dalla folla allora puoi sperare di conseguire uno stile di vita che abbia significato vivere (denaro, status sociale, potere contrattuale, libertà) mentre negli altri casi sarai schiacciato al suolo come un insetto insignificante ed un livello di reddito di mera sussistenza.

Proprio qui si aprono scenari a sfondo sociale. La quarta rivoluzione industriale sta già mutando anche l’ordine economico mondiale ossia chi comanda su chi e chi decide cosa per tutti. Pensate a riguardo che Tesla oggi ha una capitalizzazione di borsa superiore a quella di General Motors. Considerazioni analoghe si potrebbero dire per corporations che detengono di fatto una posizione dominante e preoccupante per la fruizione e gestione di queste nuove tecnologie e processi di interazione trasversali: si va da Apple a Samsung, da Paypal a Vodafone, da Google a Facebook, da Amazon ad Alibaba (le Grandi). Google ad esempio è proprietaria della Boston Dynamics: vi invito a visionare il loro sito per comprendere che cosa stanno sviluppando e produrranno in serie nei prossimi anni. Nell’antichità esisteva l’aristocrazia ossia una forma di governo nella quale poche persone (i migliori, secondo l’etimologia greca) controllavano interamente lo Stato. Oggi, come razza umana, stiamo regredendo ad una forma di governo di nuova etichettatura nella quale poche giovani corporations hanno più potere ed influenza di interi governi: si tratta di una oligarchia di soggetti privati che controlla la mobilità, il commercio online, la visibilità mediatica, la fruizione di contenuti, l’accesso alla rete e cosi via, sostanzialmente quel nuovo mondo che in origine era parallello alla old economy, ma che ora la sta decisamente surclassando e soffocando.

E qui entriamo nel secondo mutamento epocale della nostra società ossia la vita e presenza nei socials network. Sean Parker è stato co-sviluppatore assieme a Mark Zuckerberg dei principali strumenti di Facebook, oltre che fondatore di Napster. A lui si deve l’idea di far vivere le persone nei socials. Abbiamo vissuto nella campagne, abbiamo vissuto nelle città e adesso vivremo nei social networks. Sta accadendo proprio questo infatti: le generazioni di giovani adolescenti vivono sul web, non hanno più una vita sociale a risvolto fisico nel senso tradizionale del termine, tutto è virtuale, troppo virtuale, sesso compreso. La presenza e l’interazione sociale su questo mondo parallello è ormai una ossessione compulsiva per queste giovani generazioni sempre più dissociate e staccate dalla realtà circostante, quasi come se per loro fosse inesistente o secondaria. Solo in Italia abbiamo 2.2 milioni di giovani ragazzi che non studiano e non lavorano, ma che stanno attaccati alla rete come se fossero alimentati da quella Matrix che abbiamo conosciuto con lo strepitoso film ideato e prodotto dalle sorelle Wachowski. La disoccupazione prodotta dalla quarta rivoluzione industriale non potrà essere soluzionata, vale a dire che non ci saranno altri nuovi posti di lavoro in grado di assorbire chi perderà il posto di lavoro a causa di un robot o per un software o per un algoritmo a interfaccia umana.

A tal fine quindi la domanda qualcuno sta iniziando a farsela: ma come sarà possibile dare sostentamento economico a questa moltitudine di esseri umani. Difficile che verranno a divervelo nello specifico, meglio lasciare tempo al tempo in modo da consentire una lenta metabolizzazione di questa trasformazione sociale. Di certo ci aspetta una sorta di neocomunismo in cui invece del politburo sovietico di vecchio stampo avremmo un pool di giovani aziende mondiali, detentori di killer application della quarta rivoluzione industriale, che vi diranno come e cosa mangiare, vestire, ascoltare, interagire, vedere, possedere e cosi via. Tuttavia proprio a queste stesse coprporations (le Grandi) verrà richiesto economicamente di sostenere una sorta di sussidio (reddito) di base per tutti coloro che non potranno o non vorranno lavorare e si accontenteranno di un livello di sussistenza sociale minima, l’importante che sarà loro garantito l’accesso alla rete, la fruizione e la produzione di contenuti e il mantenimento di uno stile di vita in linea con le politiche di consumo delle Grandi. Benoit Hamon, il giovane socialista che è succeduto ad Hollande in Francia e si è recentemente candidato alle presidenziali con un flop elettorale degno di Ingroia, nel suo programma politico prevedeva proprio la tassa sui robots ovvero una imposizione fiscale dedicata per le Grandi che producevano disoccupazione sfrenata implementando le loro innovazioni. Gli introiti di questa imposta avrebbero fornito copertura finanziaria al reddito di base. Come ho detto un neocomunismo rivisitato. In Italia si parla di reddito di cittadinanza. Si tratta solo di aspettare che il disagio sociale aumenti al punto tale da produrre un consenso trasversale per l’accettazione di queste proposte politiche. Alla fine non manca poi così tanto a Matrix.

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