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Il rischio emittente nelle obbligazioni

pubblicato in data 30 Dic 2012 | Scarica in PDF | Stampa |
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Scrivo questo redazionale sulla base delle continue richieste via email che mi sono arrivate in queste ultime settimane relativamente a investimenti di natura obbligazionaria che si dovrebbero effettuare in questo periodo in merito sia alla convenienza dei tassi proposti da numerose offerte bancarie e sia in merito alla presenza di un rischio sistemico ancora ben definito. Come ho avuto modo di rappresentare in altre occasioni noi europei siamo destinati a vivere un periodo di limbo finanziario di circa settanta giorni dovuto all’attesa delle prossime elezioni in Italia, il cui esito potrebbe destabilizzare sia l’attuale equilibrio geo-economico e sia la volatilità dei mercati. A fronte di queste considerazioni è inutile pensare di puntare tutto su un unico emittente, sia esso di ottimo rating, o su un unico prodotto bancario di deposito,  qualora si desideri percepire un rendimento a scadenza dall’impiego di una parte del proprio capitale. Ancora oggi vi è grande confusione tra il rischio emittente collegato alla detenzione di una obbligazione o alla effettuazione di una operazione bancaria di deposito a tempo vincolato.
Per far capire il più possibile quanto sopra posso darvi alcune indicazioni su come a livello personale ho deciso di allocare una parte di patrimonio in conto capitale destinato a generare un flusso di cassa certo (nei limiti comprensibili che oggi questo termine può significare). La mia view mi ha pertanto portato a costruire un portafoglio di fondi obbligazionari con stacco cedolare mensile. Sostanzialmente si tratta di un pool di fondi che provvedono a erogare il flusso cedolare del proprio portafoglio titoli con una cadenza mensile: la distribuzione mensile dei proventi è certa (a mio parere comunque sino al manifestarsi di eventi sistemici inattesi), ogni fondo sottoscritto stabilisce il livello di cedola che rimane fisso per i successivi dodici mesi. Il livello delle cedole è sempre inferiore ai proventi incamerati dal fondo, in tal modo il flusso cedolare non intacca i titoli in portafoglio, che tuttavia sono esposti a variazione di valore per l’andamento del mercato obbligazionario. Le investment house che ho deciso di selezionare si fanno carico dei costi amministrativi e degli oneri fiscali relativi allo stacco della cedola.
Per chi desidera replicare questo portafoglio ho realizzato un report riassuntivo che mira a descrivere la ratio ed il modus operandi delle singole case di gestione oltre alle singole specifiche diversificazioni. I fondi obbligazionari a distribuzione mensile del flusso cedolare rappresentano un’opportunità di investimento piuttosto recente: chi li utilizza per costruire portafogli o strategie di investimento solitamente si concentra solo sui TRN o gli ACC (total return o accumulation) i quali prevedono il reinvestimento sistematico dei proventi che scaturiscono dal portafoglio titoli del fondo, questo vale in particolar modo per i fondi azionari. I fondi obbligazionari con stacco cedolare mensile possono essere pertanto delle valide soluzioni per investire sul mercato obbligazionario potendo beneficiare di una rendita certa in base a quanto comunicato con periodicità dalle singole case di gestione, in quanto consentono una diversificazione del rischio per emittente e per tipologia degli strumenti (titoli di stato, corporate, high yield) sia sul versante geografico che sul piano della sostenibilità del debito emesso (come ad esempio qualità del debito per classi di rating).
L’importante rimane comunque la comprensione e la finalità di un portafoglio di fondi cosi diversificato, preferendolo in termini di investimento complessivo ad un solo e singolo emittente sia esso anche di ottima qualità, come già ribadito. I fondi obbligazionari, che ricordo devono sempre essere privi di commissioni di ingresso ed uscita, una volta individuati possono consentire di ottenere una redditività costante prestabilita almeno per un periodo di tempo predefinito di non oltre dodici mesi, comunque sempre ricordando che il mercato obbligazionario si muove in simbiosi con le politiche monetarie delle banche centrali e con i rischi sistemici che possono emergere con il tempo (come il rischio sistemico della crisi del debito sovrano). In estrema sintesi questi strumenti ovvero i fondi obbligazionaria a stacco mensile, possono consentire di mettere a reddito una parte del proprio capitale da cui si desidera ottenere un flusso di cassa da investimento piuttosto certo durante una finestra temporale ben definita, non vincolando rigidamente l’investitore in caso di richieste di smobilizzo anticipato, al pari invece dei tradizionali strumenti di deposito a termine.

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