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di Eugenio Benetazzo
Recentemente è uscito l'ennesimo
report di Assogestioni che dimostra come il sistema
bancario sia profondamente in crisi. Sia chiaro che
questa crisi nulla a che vedere con quella dei mutui e
del settore immobiliare, in quanto grazie a vergognose
operazioni di cartolarizzazione, le banche hanno
trasferito il rischio che correvano con i mutui
ballerini recentemente erogati dalle loro tasche a
quelle dei piccoli risparmiatori attraverso la creazione
di fondi immobiliari di investimento che hanno nella
loro pancia questi mutui con la miccia accesa: a
riguardo andate a leggere l'ultimo redazionale
intitolato Farloccolandia e capirete di che cosa sto
parlando !
La crisi che sta colpendo il sistema
bancario è dovuta invece alle decine di miliardi di euro
di riscatti di quote di fondi comuni di investimento: in
buona sostanza da oltre quattro anni gli italiani si
stanno riprendendo a colpi di oltre venti miliardi di
euro all'anno i risparmi che avevano negli anni
precedentemente allocato. Per semplificare ancora
maggiormente per chi non fosse esperto dell'argomento,
significa che la differenza tra apporti in denaro di
nuovi sottoscrittori e gli smobilizzi di precedenti
investimenti, è pesantemente negativo. Una vera e
propria fuga di capitali. Una fuga da Bancatraz ovvero
il sistema bancario che ha segregato i risparmi degli
italiani in questi ultimi anni, al pari di una prigione
con un trattamento a pane e acqua: quindi con
aspettative e rendimenti molto deludenti.
La conferma di questo l'abbiamo avuta
proprio un anno fa, quando l'Ufficio Studio di
MedioBanca ha analizzato il pianeta del risparmio
gestito di banche ed affini, esprimendo un pesante
giudizio di inefficienza. Tanto per fare un esempio
lampante, se tornassimo indietro di 20 anni ed
investissimo 100 milioni di lire del vecchio conio in
BOT ed altri 100 in fondi comuni di investimento nella
categoria azionari italiani, ci troveremmo, trascorsi i
due decenni, con oltre 420 milioni nel primo caso e con
meno di 380 nel secondo ! L'investimento in titoli di
stato ha reso notevolmente di più senza esporre a
rischio di mercato l'investitore che avesse optato per
questa allocazione. Paradossalmente se avessi investito
a caso sui primi trenta titoli per capitalizzazione di
borsa i suddetti 100 milioni, dopo due decenni mi
ritroverei con quasi 900 milioni di vecchie lire !
Ma come si spiega allora tutto questo
? Semplice: con la commissione di gestione ovvero quell'importo
in percentuale che deve essere riconosciuto al gestore
del fondo (solitamente un soggetto bancario o
parabancario) per ogni trimestre di gestione. La
cosiddetta commissione di gestione annua può variare da
un 2 ad un 3 % con una dinamica di prelievo che
prescinde i risultati di gestione stessa: questo
significa prelevare sia in caso di performance positive
o negative. Evviva la meritocrazia ! Lentamente nel
tempo gli italiani si sono resi conto del perchè in
banca oppure dai loro dipendenti viene propinato il
famoso detto che la borsa paga nel lungo termine.
Solo che paga per la banca e non per
il risparmiatore che si è rivolto ad essa: infatti quei
500 milioni che mancano all'appello (380 milioni con i
fondi gestiti e oltre 900 con il fai date a caso)
rappresentano il profitto che la banca ha realizzato
mentre amministrava il vostro denaro durante il periodo
in questione! La pacchia tuttavia sembra stia finendo,
infatti gli italiani hanno iniziato a riprendersi tutto,
tornando ad investire come ai vecchi tempi: titoli di
stato, pronti contro termine, certificati di deposito e
conti di liquidità. E secondo voi il sistema bancario
può accettare una simile perdita ? Giammai ! Infatti
adesso le direzioni marketing dei gruppi bancari
spingono per i cosiddetti prodotti strutturati di ultima
generazione come ad esempio le fenomenali polizze unit
linked.
Fenomenali per il loro tornaconto e
non di certo per quello vostro: questi prodotti infatti
si riescono a vendere più facilmente potendo far leva
psicologica con la solita frase fatta: capitale protetto
e rendimento garantito. Decisamente meno facile risulta
lo smobilizzo (anticipato) di queste polizze:
praticamente impossibile, a meno di accettare una penale
molto onerosa. Lo scopo di queste polizze è duplice: per
primo, generare commissioni di adesione/sottoscrizione
dell'ordine del 4/5 % dell'importo investito ed in
secondo luogo potersi appropriare del vostro denaro per
un'epoca temporale piuttosto sostenuta !
Infatti con la sottoscrizione delle
unit linked, i gruppi bancari stanno recuperando
liquidità anche a fronte della contingente crisi di
liquidità del sistema dovuta all'eccessiva esposizione
in mutui erogati negli anni precedenti. Alla fine
l'unico capitale protetto e rendimento garantito che si
conosca è il patrimonio consolidato dell'istituto di
credito ed il rendimento garantito è il profitto che
devono ottenere da tutto quello che vi propongono ! Eh
sì perchè proprio questo è il punto: negli ultimi dieci
anni le banche italiane si sono specializzate a fare
profitti senza esporsi personalmente a condizioni di
rischio, preferiscono decisamente infatti far rischiare
voi e loro prelevare una commissione certa per il loro
operato ! E non illudetevi che le banche straniere che
vogliono entrare in Italia siano mosse da motivazioni
francescane: anche loro vogliono affiancarsi agli
istituti di credito italiani e sedersi alla mangiatoia
in comune.
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