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Hispanico cercasi

pubblicato in data 7 Giu 2006 | Scarica in PDF | Stampa |
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Anche le strappone che fanno marketing lungo i marciapiedi delle strade si sono ormai uniformate alla strepitoso ricorso al credito al consumo, alcune di loro propongono campagne pubblicitarie veramente stuzzicanti della serie “trombami oggi e paghi a rate a cominciare da Gennaio 2007” consentendo così di poter aumentare il fatturato dei propri servizi pur in un momento di contrazione di mercato. Grazie a queste sensazionali opportunità adesso è possibile consumare subito il rapporto sessuale senza preoccuparsi delle successive conseguenze debitorie. Non c’è più ritegno: ormai ci si indebita (senza aver con certezza la effettiva capacità di remissione) non solo per acquistare beni di consumo assolutamente inutili, veri e propri status symbol per cloni di Costantino, tipo la tv al plasma o il tivufonino di settima generazione, ma anche per poter sopravvivere. A tal proposito sono lodevoli le iniziative di molteplici catene di centri commerciali che propongono la rateizzazione della borsa della spesa alimentare a colpi di 4 o 5 euro al mese, giusto giusto per evitare di alleggerire troppo il portafoglio con l’acquisto di vivande porcheria preconfezionate. Non c’è più nulla da dire e né tanto meno da fare: se pensate che queste giovani generazioni con il cervello strippato dai format dei programmi televisivi della “tal bionda umanoide di turno” possano comprendere l’attuale gravità di scenario socioeconomico, beh allora, mi sa che anche voi siete tra i primi a sintonizzarvi per vedere una madre piangere orgogliosa di avere un figlio transex sul tal programma pomeridiano. Vere e proprie generazioni di giovani pollastri che si sono indebitati o si stanno indebitando saranno le prossime vittime dei leoni nell’arena (banche e finanziarie che li disosseranno): e proprio come nelle arene solo i gladiatori, quelli di un tempo, resisteranno, quelli che hanno imparato a resistere nei momenti di difficoltà, quelli che la strada l’hanno battuta in senso lato del termine, quelli che per anni magari con la loro obsoleta e poco fashion mentalità taccagna hanno consentito di lasciare qualcosa ai loro figli o nipoti, a forza di accantonare lira su lira. Perché questo è il punto: il resto sono chiacchiere senza distintivo. L’Italia ed il suo popolo non risparmiano più, anzi devono intaccare quel poco che hanno per sopravvivere. Un tempo eravamo conosciuti come il secondo paese al mondo per propensione al risparmio, quelli che compravano l’auto e la casa quasi tutto di tasca propria. Dopo sacrifici e rinunce immani. Orgogliosamente. Di questo c’era di che vantarsi, di questo c’era di che essere fieri. Non di un figlio frocio che fa il barman in un locale di scambisti. Recentemente l’offerta accalappia babbei “tanto ti prestiamo tutto a comode rate” ha individuato un insospettabile mercato in piena espansione: quello delle persone anziane, le prime ad essere indifese contro questo demone insaziabile del credito al consumo. Non ti basta la pensione ? Ti servono tanti soldi per curarti ? Vuoi comprarti l’ultimo modello di poltrona auto-massaggiante ? Poveri nonni anche loro inchiappettati da questo costruito sistema godereccio: tutto e subito, costi quel che costi. E quanto costi ? Non cè problema, tanto ti diamo tutto. Rendiamo reali i tuoi sogni della terza età. E chi se ne frega se la pensione non ti basta ? Ci pensiamo noi, affidaci la tua fiducia (e soprattutto la tua casa) e sta sicuro che non la rivedrai mai più indietro. Ganzissimi questi slogan, troppo stuzzicanti per non cascarci. Se vuoi prendere le api ci vuole il miele: ed eccoti pronto allora il vasetto adescante predisposto dalla NonnoFin o dalla Banca delle Giovani Marmotte. Povera Italia. Poveri Italiani: non posso che unirmi anch’io con le spade e con gli scudi, sveglia gladiatori, oggi è giunta la vostra alba: solo i duri e puri sopravvivranno. Solo gli audaci vedranno il sole di domani. Solo pochi sopravvivranno a questa immane ondata di scellerataggine. Ma non demordete. Al nostro segnale scatenate l’inferno. Con i fulmini e tempeste noi ci saremo. Sempre.

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