Lo avevo già predetto nel
Maggio del 2006, il miglior investimento per gli anni a
venire sarebbe stato l'acquisto di azioni di società che
producono vasellina, perchè ve ne sarebbe stata una fortissima
richiesta nel successivo biennio. Andate a rileggervi quello
spiritoso redazionale per capire perchè adesso la vasellina è
ampiamente richiesta dai piccoli risparmiatori italiani.
Iniziamo con lo svegliare tutte quelle persone che dormono
nell'innocente torpore accompagnato dalle affermazioni
rassicuranti delle nostre autorità istituzionali che non sanno
più come tranquillizzare il pubblico risparmiatore italiano.
Secondo autorevoli, quanto discutibili, fonti mediatiche,
l'attuale crisi finanziaria (la peggiore di sempre) non
contagierà più di tanto il vecchio continente ed il nostro
paese: questo perchè le banche italiane ed europee non sono
avventate e spudorate come quelle statunitensi che adesso si
scontrano con il mostro che loro stesse hanno creato (il
profitto indiscriminato). Infatti le banche italiane, per fare
un esempio, non hanno erogato mutui al 100 % a persone che non
hanno un reddito certo come in America, e nemmeno hanno
cartolarizzato posizioni di debito ipotecario quando si sono
rese conto che anche in Italia si stava verificando una
sistematica incapacità di onorare i propri debiti nel lungo
termine in seguito al progressivo rialzo dei tassi di interesse.
Secondo le fonti istituzionali, a
farla grande, forse saranno state un paio di banche nel nostro
paese ad aver erogato mutui ad intervento integrale, gonfiando
le perizie di valutazione degli immobili pur di rendere congrua
la rata del mutuo con il reddito mensile percepito e riuscire
così a fare budget. Di cosa vi stupite ! Ormai si cerca
all'inverosimile di nascondere anche quello che è stato palese
agli occhi di tutti per numerosi anni pur di evitare una crisi
di fiducia da parte del sistema. Crisi che molto presto si
riverserà anche sulle tasche di ignari risparmiatori che avevano
investito in prodotti a capitale protetto e rendimento
garantito, come le polizze index linked o le obbligazioni
strutturate, nella speranza di almeno riprendersi l'integralità
del proprio conferimento qualora i mercati avessero subito
perdite o fossero state colpite da un andamento sfavorevole
rispetto a quello pronosticato. E a questo punto si apre un vaso
di pandora: infatti adesso si profilano rischi non indifferenti
che vanno dall'impossibilità di smobilizzare la propria
posizione fino alla perdita anche totale di quanto investito,
nonostante la garanzia del capitale.
Prima di proseguire oltre è
opportuno spiegare che cosa sono e come sono costruiti questi
prodotti di investimento, in parte strumenti finanziari ed in
parte assicurativi. Sostanzialmente, per semplificare al
massimo, una obbligazione strutturata rappresenta l'unione di
due strumenti finanziari a se stanti: una obbligazione
tradizionale (emessa da un emittente con rating elevato) ed un
prodotto finanziario derivato (come ad esempio, un'opzione su un
indice di borsa). Quanto sopra esposto possiamo avallarlo anche
per una polizza index linked (il cui capitale assicurato dipende
dal valore di un indice azionario o di un altro valore di
riferimento). Passiamo adesso a descrivere le operazioni
finanziarie che effettua la banca che vi ha proposto
l'obbligazione strutturata di turno: supponiamo che abbiate
conferito 100.000 euro. Con questo importo viene sottoscritto
l'obbligazione tradizionale che fa da sottostante alla polizza
index linked, una obbligazione diciamo emessa da una primaria
banca internazionale il cui rating è indiscusso. Questa
obbligazione paga una cedola annuale del 4 % pari a 4.000 euro
annui di interesse. La vostra banca a questo punto anticipa di
tasca propria i 4.000 euro che percepirà alla fine dell'anno e
li investe in prodotti finanziari sofisticati, come le opzioni
su un indice di borsa, confidando in un rialzo di quell'indice
per gli anni successivi. Il vantaggio di investire acquistando
opzioni è duplice: infatti se il tal indice si muove al rialzo
come si prevedeva, i 4.000 euro investiti potrebbero anche
raddoppiare o triplicare, nel caso in cui invece questo non si
verifichi, ovvero l'indice di riferimento scende piuttosto che
salire, i 4.000 euro svaniscono in quanto il valore delle
opzioni sugli indici si riduce a zero.
Con questa architettura è
possibile pertanto investire anche su mercati molto volatili
come gli indici azionari, mantenendo comunque la garanzia sul
capitale in caso di andamenti avversi alle proprie aspettative,
infatti trascorso un anno la vostra banca incassa l'interesse
dell'obbligazione che ha per voi sottoscritto e copre la perdita
dei 4.000 euro anticipati per effettuare la speculazione
sull'indice di borsa. Naturalmente si può verificare che
l'andamento degli indici si manifesti secondo le proiezioni ed
analisi della vostra banca: in questo caso l'interesse percepito
su base annua dalla vostra obbligazione strutturata o dalla
vostra polizza index linked diventa significativa, anche oltre
il 10 %. Per come vi è stato descritto il tutto potete
capire che volendo ognuno si potrebbe costruire da solo la
propria obbligazione strutturata acquistando un titolo
obbligazionario di first standing come il Bund (titolo di stato
tedesco con scadenza decennale). E qui ora arriviamo al cuore di
quanto vi voglio svelare con questo redazionale: le tecniche di
marketing per vendere questi prodotti spingono molto sulle
caratteristiche esplicite del prodotto ovvero il capitale
protetto ed il rendimento garantito.
Tuttavia in pochi, temo, si
soffermino a leggere quanto riportato nelle offerte di
sottoscrizione o nei documenti di sintesi di queste obbligazioni
strutturate o di queste polizze unit linked. Alle voci "Rischio
Emittente" o "Garanzie" quasi tutti i modelli riportano la
stessa frase di rito ovvero "il contraente assume il rischio di
credito connesso all'insolvenza degli emittenti del portafoglio
finanziario strutturato: pertanto, esiste la possibilità che il
contraente ottenga, al momento del rimborso, un ammontare
inferiore al capitale nominale". Questa clausola viene riportata
molto spesso anche in grassetto, per far capire a chi
sottoscrive il prodotto che la famosa frase fatta "capitale
protetto e rendimento garantito" vale solo in teoria, infatti
qualora l'emittente andasse in default o fallisse, il proprio
capitale andrebbe a gonfiare le fila di penose vicende
finanziarie stile Argentina o Cirio.
Sappiate che in quest'ultima
settimana molti prodotti a capitale protetto (obbligazioni
strutturate o polizze index linked) si sono polverizzati in
quanto avevano come sottostante una obbligazione tradizionale di
Lehman Brothers !
Inutile raccontarvi di quante
banche italiane ora facciano a gara a ritirare la raccolta per
la tal obbligazione strutturata di turno sapendo benissimo il
marcio del sistema ed i rischi per chi le sottoscrive. Chi
invece avesse sottoscritto in passato prodotti di questa
fattezza è vivamente invitato ad informarsi quanto prima sulla
consistenza del sottostante della propria polizza od
obbligazione strutturata (per conoscere chi è l'emittente che
dovrebbe garantire loro almeno il capitale versato), e qualora
fosse ormai troppo tardi, di procurarsi una abbondante
confezione di vasellina con relativo applicatore per sopportare
con maggior serenità il dolore che avvertiranno dall'ennesima
sodomia finanziaria.