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The neverending story

pubblicato in data 27 Set 2012 | Scarica in PDF | Stampa |
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In dialetto siciliano stretto l’allocuzione “a schifiu finisce” significa che qualcosa sta per finire male o che sta per scoppiare una rissa rabbiosa. In molti mi scrivono chiedendomi ma perchè in Italia non finisce a schifiu, vedendo come con periodicità costante è possibile assistere in continuazione a scandali politici a sfondo finanziario vedi i vari Lusi, Belsito, Bossi e adesso Fiorito, della serie “the neverending story”. Perchè in Italia non assistiamo a fenomeni di sommossa o rivolta sociale violenta al pari di quanto sta accadendo in queste ultime 48 ore in Spagna o peggio ancora anche atti di giustizia sommaria come in Romania all’epoca di Ceausescu (peraltro oggi anche eventualmente giustificabili sul piano morale visto il clima di impoverimento socialeed oppressione fiscale che contraddistingue questi ultimi anni). Quest’ultimo, lo ricordo per chi fosse nato in quegli anni ed oggi si trova ad essere un ventenne senza speranza di vita lavorativa, venne processato e condannato a morte per fucilazione per crimini contro lo stato e distruzione dell’economia nazionale.
Perchè in Italia non abbiamo visto il movimento giovanile degli indignados ? Perchè in Italia non abbiamo avuto manifestazioni di protesta violenta, al di là del movimento dei forconi in Sicilia e del V-Day, che di violento non avevano nulla quanto piuttosto agli occhi della stampa estera sembravano più momenti di folklore locale ? Lo ricordo ancora, perchè l’ho vissuto in diretta alla televisione, ma l’unico momento in cui abbiamo fatto quasi paura, rischiando di imitare la soluzione rumena, è stato il 30 Aprile 1993 quando davanti all’Hotel Raphael di Roma a seguito di un lancio di monetine, Bettino Craxi & Company sono scappati da un linciaggio di massa. Quelle immagini fecero il giro del mondo, furono un monito per i successori della prima repubblica, generarono un sentimento di pulizia e rinnovamento nella politica, che aprirono la strada all’ascesa di Berlusconi e di molti altri nuovi partiti come la stessa Lega Nord. Sono passato ormai vent’anni e come possiamo vedere non è cambiato sostanzialmente nulla, anzi forse siamo peggiorati. Fiorito, tanto per fare gossip, era tra quelli che lanciavano le monetine contro Craxi in quel lontano 30 Aprile 1993.
Ho avuto modo di scriverlo in più occasioni, ricevendo anche pesanti critiche ed insulti, ma ormai il nostro paese della democrazia rappresentativa e dei partiti ordinarinon se ne fa più niente, più mantiene in vita questi apparati più condanna se stesso ad una lenta morte prima economica e poi sociale. Le menti migliori del nostro paese, quelli che dovrebbero rappresentare la nuova intelligentia per un ricambio della classe dirigente non ci sono, perchè sono emigrate all’estero a lavorare per qualche multinazionale o a fare ricerca per qualche ateneo prestigioso. Il resto della maggior parte degli italiani che rimangono, ahimè mediocri e cialtroni, perchè impossibilitati ad abbandonare il paese, causa vincoli con le banche o la loro famiglia d’origine, sono ormai stati inebetiti da una televisione che si concentra su bisogni superflui o notizie di gossip, piuttosto che diffondere e promuovere ideali e forma pensiero verso un nuovo rinascimento culturale. Chi prova e vuole cambiare il paese dal basso, viene deriso in tutti i modi, quasi fosse una minaccia incombente da sopprimere quanto prima, vedi il Movimento 5 Stelle, brutalmente attaccato dall’establishment conservatore che vuole mantenere e congelare per sempre l’attuale status quo, per non parlare del giovane Renzi.
L’accessibilità alla vita politica dimostra che non esiste la democrazia rappresentativa, solo pochi si possono permettere di fare politica, e lo fanno perchè investendo tanto per entrarvi, successivamente ne saranno pienamente ricompensati. Ne ho menzionato anche lo scorso anno, i 2/3 del parlamento italiano è composto da medici ed avvocati, e questo va avanti da anni: per me il tutto rappresenta una nuova forma di aristocrazia. Lo stesso si può estendere anche alla vita negli enti locali, partendo dalle regioni andando ai comuni. Il motto è per tutti ormai se sei un libero professionista affermato allora sei pronto per entrare nella pancia della balena. Probabilmente, ma è un atto di presunzione personale, se fossero adottate le Quote Professioni come avevo proposto lo scorso anno, rendendo possibile una maggiore rappresentatività di tutti gli attori della vita economica del nostro paese, avremmo un futuro governo in grado di essere più in sintonia con le necessità e problemi delle famiglie ed imprese, piuttosto che avere un’aristocrazia che vive mantenuta e protetta come ai tempi di Luigi XVI. Non so voi, ma mi sentirei più bensperante in un miglioramento, se in parlamento ci fossero molti meno avvocati e molti più operai, insegnanti, artigiani, poliziotti, dipendenti pubblici, macchinisti, autotrasportatori, oltre a tantissime altre professioni al momento snobbate.

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