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RIMINI RIMINI 30 ANNI DOPO

pubblicato in data 6 Giu 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
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Avete mai visto il film “The Full Monty” che è stato anche Premio Oscar come Miglior Film straniero nel 1998 ? Vi ricordate come iniziava ? Un documentario di propaganda televisiva riprendeva la città di Sheffield nel South Yorkshire dell’Inghilterra agli inizi degli anno Sessanta esaltando il benessere economico di questa area metropolitana, benessere che scaturiva dalla produzione di acciaIo e dal settore automobilistico. Veniva messo in evidenza come Sheffield rappresentava uno dei pistoni che alimentava il motore economico dell’Inghilterra ed al contempo uno dei motivi di orgoglio del benessere economico di quel periodo. Il cinedocumentario ad un certo punto andava in dissolvenza e riportava lo spettatore ai giorni in cui era stato girato il film, alla fine degli anni Novanta, evidenziando come Sheffield fosse caduta in disgrazia a seguito della deindustrializzazione che aveva caratterizzato tutto il Regno Unito dagli inizi degli anni Novanta. Sheffield diventa una città economicamente depressa con una elevata disoccupazione e su questo quadretto inizia ad ambientarsi l’irriverente commedia inglese.
Ora per stare sempre in tema cinematografico, avete visto il film prodotto nel 2002 da Luciano Ligabue, Da zero a dieci, in cui una compagnia di amici di vecchia data si ritrovano a trascorrere una breve vacanza a Rimini per rimembrare le gesta di una epica vacanza non convenzionale trascorsa vent’anni prima ? Durante il film questa missione viene osannata con un tono quasi solenne, della serie stiamo andando a Rimini perchè è il posto più figo che esiste per una vacanza da urlo. Quando avevo dieci anni sono stato in vacanza con i miei genitori (come si usava un tempo) proprio a Rimini, era il 1983. A quell’epoca era la capitale del turismo mondiale. Da tutto il mondo si sognava di venire in estate in vacanza a Rimini per la movida, la cucina ed il lifestyle italiano. Miami, Sharm el Sheik o Ibiza erano ancora in stato embrionale, rispetto ad ora. Pensate solo che nel momento di massimo splendore, Rimini era la località turistica con la maggiore capacità ricettiva del mondo. Un litorale che pulsava di giorno e di notte per far divertire e spensierare milioni di persone da tutto il mondo. Nel frattempo sono passati trent’anni da quell’estate. Proprio come Sheffield anche Rimini è caduta in disgrazia.
Di tipico romagnolo c’è rimasto ancora poco. Listini delle camere d’albergo e menù nei ristoranti sono scritti principalmente in cirillico come prima lingua. Alle volte compare anche la scritta in lingua italiana. Fare una passeggiata nel lungomare in zona Viale Regina Margherita è piuttosto imbarazzante durante il giorno: negozi ed esercizi commerciali generalmente sono gestiti da indiani, pakistani, iraniani, ucraini e bielorussi. Espongono quasi tutti la stessa inutile merce (made nell’altra parte del mondo) a prezzi da Etiopia o Bangladesh. La sera è decisamente peggio: prostitute e adescatrici dell’est europa ti fermano di continuo o provano ad attirare la tua attenzione mentre stai guidando con espedienti degni di un ultrapremiato film per adulti. Non è uno spettacolo decoroso per chi ha figli in tenera età. C’è un numero impressionante di auto di grossa cilindrata con targa rumena o bulgara, solitamente sono i protettori di queste prostitute che monitorano e presidiano il territorio. Durante il giorno negli incroci con semafori in prossimità degli snodi stradali principali vi sono extracomunitari diversamente bianchi che, con vestititi di marca e scarpe sportive da 100 euro, chiedono e pretendono di lavarti il parabrezza per qualche euro.
La buona cucina romagnola te la puoi scordare. La maggior parte dei chioschi e dei take away vendono tranci di pizza immangiabile o kebab multi etnici in cui se decidi di fermarti a mangiare qualcosa sarebbe di buon senso dare l’allerta all’ospedale in modo che si tengano pronti per una possibile lavanda gastrica. La maggior parte degli alberghi fa pena, tranne quei pochi che si sono riqualificati in questi ultimi dieci anni, la gestione solitamente è affidata a personale dell’est europa che con la Romagna non penso abbiano molto legame. Le camere se sei fortunato hanno la tv a schermo piatto altrimenti ti ritrovi con un vecchio valvolone sintonizzato su cinque canali sfigati con il telecomando che funziona ad intermittenza. Nelle docce se non sono state ben pulite o disinfettate è facile prendersi qualche fungo o anche peggio. I letti solitamente hanno i materassi semisfondati con le molle che ti parlano durante il sonno quando ti giri per cercare di trovare una posizione più comoda per dormire. Gli hotel fanno la gara al ribasso sul prezzo delle camere, 20 euro con prima colazione, che in molti casi diventa anche l’ultima dopo che l’hai provata almeno una volta. Questa è Rimini Rimini 30 anni dopo. In comune con la capitale del turismo degli anni 80 c’è rimasto veramente poco. Se ci sono delle colpe e ce ne sono sicuramente allora non guardate tanto distante. Chi è causa del suo male pianga se stesso.

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