Facebooktwittergoogle_pluslinkedinyoutube

Quella volta con Cipro

pubblicato in data 29 Mar 2013 | Scarica in PDF | Stampa |
Invia a un amico
image_pdfimage_print
Sono sommerso in questi giorni da richieste su richieste di come si deve fare per aprire un conto di deposito bancario in un altro paese al di fuori dell’Italia e di comedelocalizzare la propria ricchezza finanziaria al fine di  evitare in futuro di essere vittime di soluzioni finali come quella implementata recentemente da Cipro. Inutile dilungarsi più di tanto sull’argomento, ho avuto modo di relazionare su questa eventualità e possibilità in più occasioni anche recentemente, persino molte emittenti televisive adesso fanno a gara per invitarmi in questo o quel talk show, restando colpiti mentre al telefono ricordo loro che al momento mi trovo a Malta. Subito cominciano allora a farneticare: ma allora Malta sarà la prossima, lei si trovi a studiare edanalizzare con anticipo rispetto agli altri il prossimo bubbone, è andato a sondare con mano la situazione nel cuore del Mediterraneo: è sicuro che non può partecipare, siamo disponibili anche ad un ponte video con il satellite. Sorrido, lasciandoli proseguire con la loro vivida immaginazione, sottolineando che forse nelle prossime settimane sarò disponibile per una intervista o altro, ma che per adesso non posso fare anticipazioni sullo status finanziario di Malta e/o altri paesi dell’area periferica.
Sono tutti assorbiti ed intimoriti dalle modalità e percentuali con cui è stato effettuato questo prelievo inaspettato sulle giacenze a prima vista con le varie proposte di franchigia, tutti sono all’unisono attoniti sul tabù che si è deciso di rompere per la prima volta dalla creazione dell’Euro, tutti fanno a gara adesso per simulare se quanto accaduto all’economia cipriota possa accadere anche in Italia, visto il clima di continuo indebolimento e sgretolamento del quadro economico e sociale. Nessuno invece si è soffermato ed analizzato con attenzione quanto non hanno invece fatto le autorità sovranazionali di fronte al Cyprus Scenario. Questa volta la Troika doveva prendere posizione con un approccio inflessibile ed espellere Cipro fuori dall’Unione Europea e dall’Euro. Gli esiti di questa operazione sarebbero stati di straordinario beneficio per tutti gli altri europei, infatti così facendo si sarebbe una volta per tutte creato unpropedeutico precedente la cui funzione sarebbe stata di esempio e monito a tutti i paesi, germanesi compresi, che da qualche trimestre hanno visto emergere movimenti politici dichiaratamente antieuropeisti ed antieuro.
Vi sembreranno affermazioni piuttosto forti ed anche controcorrente, ma lasciatemi spiegare, prima di fare gli sputasentenze. Perchè condannare Cipro e non la Greciadopo quello che si è dovuto fare in questi ultimi due anni ? La risposta la troviamo nella Nato: si è deciso a suo tempo di estendere anche la Grecia prima nella CEE (naturale evoluzione della CECA) e successivamente nella Comunità Europea solo ed esclusivamente per ragioni turistiche e logistiche. Queste ultime sono di rilevanza sostanziale per comprendere la necessità di poter interagire e di poter fare affidamento in  un avamposto tattico per il controllo strategico nel centro del Mediterraneo da parte della Nato e di tutti i paesi ad essa allineati. La Grecia insomma non è possibile abbandonarla, è palesemente un caposaldo da proteggere e mantenere, nell’interesse di politiche di controllo sovranazionale di aree nel mondo che sono considerate strategiche. Diversamente non si può dire lo stesso per Cipro, di fatto uno stato ambiguo e problematico sul piano della vicinanza all’occidente, senza dimenticare i risaputi legami ed ingerenze con le potenti e pericolose oligarchie russe. Più che farla pagare ai sovietici, si doveva utilizzare Cipro per far capireche cosa significava uscire dall’Euro e dall’Europa.
Se la Troika si fosse espressa per una espulsione definitiva di Cipro, a quel punto tutto il mondo avrebbe capito che l’euro sarebbe stata una moneta veramente credibile ed anche sostenibile, ne sarebbe uscita un’Europa rafforzata e rinvigorita. In parallelo Cipro sarebbe potuto diventare al pari di un laboratorio sperimentale in cui si sarebbe studiato nel giro di qualche settimana che cosa accade ad un paese ed alla sua economia che escono dall’euro: questo sarebbe potuto rappresentare il miglior corroborante per attenuare la tensione sulle politiche di austeriry che a quel punto verrebbero maggiormente accettate dalle singole nazioni vedendo che cosa si rischia ad abbandonare l’Europa. Quanto accaduto fa emergere invece che il salvataggio di Cipro con tutti i suoi strascichi mediatici non ha fatto altro che proiettare nel mondo l’idea di un Europa priva di una cabina di regia sovranazionale, un Europa che naviga alla giornata, senza un piano di contenimento ancora definito. Il futuro europeo pertanto rimane ancora molto più incerto e rischioso di due settimane fa e adesso siaffaccia anche la Slovenia: già me lo vedo a distanza di tempo qualche “herr direktor” che a Bruxelles se ne uscirà con “dannazione, se quella volta con Cipro avessimo”. A questo punto nonostante i proclami volti a rasserenare gli animi ed i mercati, tutto può succedere, come anche nuove forme ibride di prelievo in altri paesi in difficoltà, Italia compresa.

Iscritivi alla Newsletter

EVENTO IN EVIDENZA

image_pdfimage_print

WEBINAR

LA TUA PENSIONE
QUANDO > 21/01/2017
DOVE > YOUR TABLET
INFORMAZIONI  ED ISCRIZIONI
Vedi Tutti

rivediamoli

1
2
3
4
5