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One man bastard inside

pubblicato in data 20 Apr 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
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Lo scorso anno, verso la fine dell’estate, ho pubblicato un programma di politica economica denominato MEI – Manifesto Economico per l’Italia: in esso potete trovare descritti ed analizzati numerosi strumenti innovativi di pianificazione economica. L’essenza del MEI è riconducibile al desiderio e necessità per il nostro Paese di ricreare un mercato del lavoro più vivace e dinamico, generando nel contempo un ambiente maggiormente business and investment friendly in numerosi settori strategici dell’economia italiana. Chi ha avuto modo di leggerlo per intero ha potuto conoscere le proposte del RUDAL, del PIVADIP, del MIRMEB, del VIS, della SESIUS TAX, dell’AIDA, del MIPEF o dell’OCCA. Non mi soffermo nuovamente a descriverli in quanto al relativo link sono perfettamente visionabili per intero. Quello ho ideato e sviluppato con molta enfasi e trasporto personale è il MIRMEB (Meccanismo Ibrido di Retribuzione per i Medici di Base), consapevole che in Italia per abbattere sensibilmente la pressione fiscale è necessario intervenire proprio sul settore dell’assistenza sanitariapubblica, mirando a riproporre un modello ibrido tra quello italiano e quello anglosassone.
Ricordo che quando lo pubblicai ricevetti moltissimi apprezzamenti proprio dal personale medico, mentre esternazioni di perplessità da parte soprattutto di tutti gli altri. In Italia sappiamo quanto pesa la Sanità: questa macrovoce è la più rilevante in assoluto all’interno del bilancio dello Stato, molto più dei soli interessi sul debito pubblico pregresso, solo per il 2013 siamo oltre i 112 miliardi di euro, spesa che cresce sistematicamente anno dopo anno al tasso del 2/3%. In dieci anni è quasi raddoppiata e sembra non vi sia modo di fermare questo trend. Con grande presunzione tutti gli attori economici che gravitano attorno a questa grande torta da spartirsi ogni anno rappresentano assieme la più potente lobby del paese. L’Italia è prima in classifica all’interno delle economie avanzate per la maggior incidenza della componente pubblica sul totale delle spese per servizi di assistenza sanitaria rapportati in percentuale al PIL. Sotto di noi si trovano Danimarca,Olanda, Norvegia e Nuova Zelanda. Non è un dato di cui vantarsi, soprattutto per il trend demografico che ci contraddistingue. Chi oggi governa il Paese e lo fa con un obiettivo di produrre risultati sostanziali di medio/lungo termine per la fiscalità diffusa dovrebbe quanto prima ridimensionare ampiamente questo capitolo di spesa.
Quando il MEI fu pubblicato, venni contattato da alcuni imprenditori della mia regione che avevano apprezzato il lavoro svolto e soprattutto i suoi contenuti. Mi proposero di creare un work team con il fine di dare visibilità alle proposte inserire nel programma economico ed al tempo stesso di generare interesse e attenzione nei confronti delle principali forze politiche del paese. Decidemmo di mettere a disposizione in pool un potenziale budget per spesa pubblicitaria di Euro 100.000 che si sarebbe raccolto attraverso un’associazione politica che avremmo costituito appositamente. Questo rilevante importo, rilevante a nostro modo di vedere, doveva servirci per acquistareall’inizio alcune uscite in quotidiani a tiratura nazionale con il fine di generare visibilità sui contenuti innovativi del Manifesto. Iniziammo pertanto a richiedere dei preventivi di spesa alle varie redazioni editoriali. Sembrava troppo facile. Purtroppo in Italia non è detto che se ti dimostri interessato ad aquistare una pagina intera sul tal quotidianoper veicolare un certo messaggio di politica economica puoi confidare che questo obiettivo si concretizzerà presto, a meno che tu non possa spendere un “qualche legame” con l’editore. Nello specifico è possibile infatti che il comitato di redazionedecida di non avallare la pubblicazione di tale comunicato, nonostante il proponente sia disposto a pagarlo ed anche profumatamente.
In definitiva su sette testate interpellate abbiamo ricevuto solo una “green light” da un quotidiano che apprezzava particolarmente le sezioni focalizzate all’immigrazione ed alla prostituzione (che tuttavia all’inizio non si voleva promuovere), mentre quattro testate hanno ritenuto di non gradire e quindi non consentire la pubblicazione ed infine gli ultimi due hanno letteralmente sparato un importo di spesa per una singola uscita che non era economicamente giustificabile (forse un modo elegante per esprimere il proprio diniego). Ora quello che abbiamo imparato noi piccoli ed insignificanti contribuenti ed imprenditori italiani del Nord Est è che non è possibile fare politica, fare pressioni alla politica e nemmeno provare a trasformarsi in un gruppo di pressione a meno che non si disponga di un proprio mezzo di comunicazione a larga diffusione ed al tempo stesso di ingenti risorse finanziarie da impiegare a fondo perduto. Per questo motivo sono ormai convinto ciecamente che in Italia potranno esserci dei cambiamenti epocali, di cui beneficeremo tutti come contribuenti, solo in presenza di un one man bastard inside o quello che in tanti chiamano l’uomo forte al comando ovvero un unico soggetto che ha potere di fare e mettere in esecuzione in poco tempo, una figura ibrida tra Putin, Haider e Chavez. In buona sostanza stiamo parlando di una dittatura. Purtroppo.

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