Facebooktwittergoogle_pluslinkedinyoutube

Troppo poco

pubblicato in data 6 Lug 2012 | Scarica in PDF | Stampa |
Invia a un amico
image_pdfimage_print
Si parla tanto di fare le riforme, di cambiare il paese, di abbassare la pressione fiscale, di aumentare la competitività delle imprese italiane, ma non appena si procede in tal senso da ogni fronte emergono forze conservatrici che vogliono mantenere congelato lo status quo del paese. La spending review che è stata recentemente proposta prova almeno a contrastare il conservatorismo storico che ha ingessato e imballato il nostro paese. Sia chiaro che non voglio passare per un montiano, come mi continuano ad etichettare in rete, ma se volete smettere di lavorare il 60% del vostro tempo solo per pagare tasse e tributi su quanto guadagnate o possedete, allora una sola strada si può intraprendere: il ridimensionamento del costo della macchina statale, tutto il resto è pura conversazione come diceva Gordon Gekko nel film cult Wall Street. Se volete ridimensionare il peso ed il ruolo della burocrazia allora dovete iniziare a levare sia i fondi per farla funzionare e sia le risorse umane necessarie per manifestare il suo potere e la sua ingerenza nella vita di tutti i giorni.
Taglio dei dipendenti statali fino a 90.000 unità entro il 2014, taglio del 50% delle auto blu, snellimento dei consigli di amministrazione degli enti pubblici e parastatali, mobilità del personale dipendente e dirigente, riduzione delle province e tante altre ancora novità che subito hanno scatenato il malessere ed angoscia delle varie caste in Italia con i sindacati in prima linea intenti a dichiarare guerra alla medicina proposta. Forse il paese ha intrapreso veramente la strada del cambiamento: quando infatti vedete in Italia tante persone che improvvisamente protestano significa che in quel momento si stanno creando le condizioni per levare privilegi e protezioni a chi sino ad oggi ne ha fatto una ragione di vita. Non dimenticatevi infatti che per questi nuovi “trombati” della spending review che adesso si lamentano e scalpitano perchè si sentono il fiato sul collo, abbiamo milioni e milioni di contribuenti italiani che per decenni hanno subito oppressione fiscale per il mantenimento di questo status quo.
Pertanto troppo poco si sta ancora facendo: non una cura dimagrante con centomila esuberi in tre anni, ma almeno una con cinque volte tanto dovevano proporre i tecnici che ci stanno amministrando. Insomma essere ancora più cinici e inesorabili, basta con la casta dei dipendenti pubblici intoccabili che costano (e sappiamo come nella loro generalità rendono e lavorano) sia sul piano fiscale e sia sulla competitività del paese. Ricordo che ad una tavola rotonda in cui sono stato inviato, sono rimasti tutti sorpresi nell’apprendere come il vecchio Ministero della Pubblica Istruzione (oggi ribattezzato Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) sia tra i primi dieci datori di lavoro al mondo con i suoi 1.250.000 dipendenti, dietro a colossi nazionali o corporations private come il Dipartimento della Difesa Americana, l’Esercito Militare Cinese, i magazzini Wall-Mart, le Ferrovie Indiane e la Foxxcon (produttrice degli iPhone su commessa della Apple). Non ci sono altre vie d’uscita, il paese comincerà ad aumentare l’occupazione solo se la reddittività delle imprese migliorerà grazie ad un sostanziale diminuzione del TTR (Total Tax Rate).
Ricordate che ci stiamo deindustrializzando anche perchè chi fa impresa è stanco di essere vessato burocraticamente e prosciugato fiscalmente. Confido che Monti & Company si dimostrino ancora più cinici purgando (finalmente) anche gli organi costituzionali (Camera, Senato e Quirinale) con i relativi privilegi connessi. Ad oggi infatti nulla è stato ancora proposto per limitare le spese indotte che generano Parlamento & Company, che ricordo ancora una volta pesano appena 2,7 miliardi di Euro sugli oltre settecento miliardi di spesa pubblica comlessiva. Cercate di vedere la luna e non il dito, non sono i costi della politica parlamentare a mettere in ginocchio il paese, semmai generano sentimenti di malcontento e protesta, assolutamente condivisibile, per il fatto di vedere come quelle persone siano lontane anni luce dal vivere quotidiano del piccolo contribuente, pur tuttavia per cambiare significativamente l’outlook economico del nostro paese e creare le premesse per una ripresa dell’occupazione la strada è quella dei tagli (anche indiscriminati) alla sgangherata ed ingolfata macchina Italia.

Iscritivi alla Newsletter

EVENTO IN EVIDENZA

image_pdfimage_print

WEBINAR

LA TUA PENSIONE
QUANDO > 21/01/2017
DOVE > YOUR TABLET
INFORMAZIONI  ED ISCRIZIONI
Vedi Tutti

rivediamoli

1
2
3
4
5