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Mao e il passero

pubblicato in data 8 Mag 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
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Alcuni giorni fa ricorreva l’anniversario della nascita di Karl Marx, l’economista e sociologo di origini ebraiche i cui studi ed opere contribuirono ad influenzare in misura decisiva la formazione delle ideologie socialiste e comuniste durante il Novecento. Il pensiero principale di Marx, all’anagrafe conosciuto come Moses Kiessel Marx Mordechai Levi, è incentrato sulla contestazione della Teoria della Mano Invisibile di Adam Smith, ovvero quella legge astratta che regola il mercato e l’industria in modo armonico e naturale. Secondo Marx invece l’economia è governata da conflitti e lotte di classe tra chi ha il capitale e chi ne è privo e per questo deve alienare il proprio corpo per poterlo ottenere. Il suo pensiero trova la massima espressione nella notissima opera denominata Das Kapital (Il Capitale), all’interno della quale viene analizzato il modo di produzione capitalistico con particolare descrizione dell’introduzione delle macchine in sostituzione degli operai all’interno dei processi produttivi, le quali creano un impoverimento crescente tra gli operai ed una forte disoccupazione che a sua volta abbassa ulteriormente i salari. Il sistema economico denominato comunismo e sue varianti, adottato da oltre 1/4 delle nazioni del mondo, ha incentrato la sua consistenza ed il suo sviluppo proprio grazie alle opere di Marx.
Il lavoro ed il pensiero di Marx, che con il tempo è stato considerato più un filosofo idealista che un economista, è stato nel corso del tempo ed è ancora oggi fonte di ispirazione per numerosi leader politici, Lenin, Stalin, Mao Tse Tung, Castro, Ceausescu, Tito, Hoxha, Kim Jong, Chavez. Ricordiamo una delle frasi più celebri di Winston Churchill: il capitalismo è un’ingiusta ripartizione della ricchezza, mentre il comunismo è una giusta distribuzione della miseria. I due esponenti politici più fervidi credenti dell’ideologia marxista furono proprio Stalin e Mao Tse Tung che avevano grandi progetti di sviluppo e magnificenza per i loro paesi, Russia e Cina ed erano anche al tempo stesso anche nemici-amici. Tralasciando per ragioni espositive la Russia, il Grande Timoniere come venne battezzato dagli storici cinesi di allora proprio Mao Tse Tung, voleva rilanciare la Cina nel mondo come potenza mondiale partendo dalla collettivizzazione delle proprietà agricole che avrebbero consentito prodromicamente la nascita di un’industria rurale a base collettiva. In buona sostanza i terreni vennero espropriati ai grandi e piccoli proprietari e furono gestiti in ottica collettiva per i contadini nullatenenti con il fine di massimizzarne la produzione.
Diciamo che più di un esproprio si è trattato di un opera di soppressione fisica, oltre cinque milioni di persone vennero assassinate brutalmente per derubarle della proprietà delle terre, erano gli anni tra il 1950 ed il 1952. Successivamente Mao intraprese l’idea di far fare alla Cina un Grande Balzo in avanti nel 1958 puntando tutto sull’agricoltura a differenza della Russia che invece preferiva l’industria pesante. Le terre gestite in ottica collettiva dovevano ottenere la massima produttività agricola, per questo motivo Mao Tse Tung dichiarò guerra a tutto quello che poteva nuocere al conseguimento di questo risultato, a cominciare proprio dagli animali infestanti come il passero, reo di appropriarsi di preziosi chicchi di riso e grano,  proclamato per questo nemico del popolo. Nei mesi seguenti vennero intraprese piani di abbattimento e caccia al povero e docile pennuto da parte della popolazione cinese supportata addirittura dall’esercito. Si stima che in quell’anno vennero sterminati oltre dieci milioni di passeri e che le campagne risultarono finalmente liberate pronte a generare grandi raccolti senza la presenza di inutili parassiti. In vero nel giro di qualche anno ci si rese conto di quanto utili fossero tutti quei passeri sterminati.
Causa assenza di un predatore naturale, le campagne ed i raccolti cinesi furono presto colpite da locuste e cavalette, che iniziarono a moltiplicarsi senza alcun freno deteriorando in misura considerevole i raccolti. Oltre alla piaga incontenibile degli insetti vi fu anche una errata progettazione di faraonici progetti di irrigazioneche contribuirono a produrre quella che oggi viene ricordata come la Grande Carestia tra il 1959 ed il 1961 durante la quale morirono letteralmente di fame oltre 40 milioni di cinesi. Il Grande Balzo in avanti è considerato ad oggi come il peggior fallimento e disastro di politica economica di tutta la civiltà umana. Oggi il comunismo ècompletamente fallito sin dal 1989 come del resto anche il tanto denigrato capitalismo da Marx nel Settembre 2008 (Crash Lehman). Esistono solo due stati vetrina, Korea del Nord e Cuba, in cui la popolazione è obbligata ad adottare tale modello economico grazie al ricorso delle armi e della violenza. Di certo chi era un tempo un paese comunista oggi è un credente fautore del mercato libero. Possiamo dire che ormai l’unico modello economico tuttora vigente nel mondo è un socialismo sovranazionale ibrido di nuova generazione in cui molta attività di governance economica è pianificata a livello sovranazionale nell’interesse – si spera – di ogni singola macro area economica.

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