2017

MALTA PAPERS

Ci si può rendere conto di quale destino attenda l’Italia leggendo l’inchiesta esclusiva che trovate sull’Espresso questa settimana in merito all’outlook economico su Malta. Andiamo per gradi. Di esclusiva sostanzialmente non vi è niente: i dati che vengono riportati dal settimanale il cui team di redazione ha una fede politica ben intuibile si possono desumere, per quanto concerne l’arcipelago maltese e le società ivi costituite, da una semplicissima visura (enquiry) presso il Register of Companies del MFSA (Malta Financial Services Authority). Sostanzialmente un facsimile della nostra Camera di Commercio. La redazione di questo periodico italiano definisce Malta come l’isola…

OCCIDENTALI’S DRAMMA

Ad inizio di questa settimana è uscito ufficialmente il nuovo pamphlet Apocalypseuro scritto a quattro mani assieme a Gianluca Versace. Sin dall’inizio dei lavori ci siamo dati un’agenda molto ferrea con l’obiettivo di essere in libreria giusto giusto pochi giorni dopo l’esito delle presidenziali francesi. Pensate addirittura che in origine visto il quadro incerto che si stava delineando in prossimità del primo turno elettorale per l’Eliseo avevamo addirittura ipotizzato una variante al libro qualora avesse vinto a sorpresa proprio Marine Le Pen. Apocalypseuro è di gran lunga il miglior lavoro che abbiamo prodotto assieme in questi dieci anni di…

ORDINARIA FOLLIA

Siete mai stati rimandati in qualche materia scolastica da recuperare a settembre durante il vostro passato scolastico quando adolescenti ? Vi ricordate come funzionava ? Durante i primi giorni di giugno uscivano i risultati degli scrutini del corpo docente che decretavano chi era stato promosso, chi rimandato a settembre e chi invece bocciato. Le liste degli alunni suddivise per classe di appartenenza solitamente venivano esposte sulla porta di ingresso dell’istituto scolastico che si frequentava. Non mi ricordo di compagni di scuola o conoscenti che festeggiassero con grida di gioia e danze liberatorie per essere stati rimandati a settembre. In…

TUTTO DA RIFARE

Mai come in quest’anno la politica si è trasformata in un main driver di rilevanza sistemica. L’inattesa richiesta di Theresa May di convocare alle urne con largo anticipo la popolazione britannica prima ha sorpreso i mercati e dopo ha preoccupato considerevolmente le autorità sovranazionali. Ricordiamoci che cosa aveva detto questa lady inglese un mese fa: non sarà Brexit, ma Hard Brexit, via da tutto e nessuna pietà. A quanto pare di ferro questa donna ha ben poco, deve destare significativa perplessità questo cambio di marcia, soprattutto a fronte delle sue recenti esternazioni riguardanti il voto anticipato, in origine assolutamente…

LONDRA COME DETROIT

Di tutte le varie exit – grexit, frexit, nexit, italexit fixit e brexit – che ci sono state paventate nei semestri precedenti l’unica per adesso che si è concretizzata sul piano pratico è proprio la sola Brexit, quella che tra l’altro aveva la minor possibilità di verificarsi. Tra qualche settimana con molta presunzione si affiancherà in seconda posizione quasi come fosse la prima fila di un gran premio di Formula Uno anche la Francia con la rispettiva Frexit. Nell’attesa che si verifichi questo evento proviamo a fare alcune considerazioni con dati a consuntivo dopo nove mesi dalla consultazione popolare…

LE ELITE DOMINANTI

Sono ormai più di cinque anni che in seno all’Unione Europea emergono costantemente quasi semestralmente eventi di portata politica sovranazionale e nazionale tali da destabilizzare potenzialmente tutta questa macroarea geografica. Sembrano trascorsi decenni, tuttavia ricordo molto bene come negli anni passati abbiamo vissuto la minaccia fantasma di turno: siamo partiti con la Grecia, poi l’Italia, dopo Cipro, dopo la Spagna, poi ancora l’Italia e nuovamente la Grecia, il Regno Unito ed adesso è il turno della Francia. In ogni occasione è andata in scena una exit strategy appositamente dedicata: pensiamo solo a Cipro che è stato un terreno di…

CIGNI GRIGI

Sdoganate le elezioni olandesi, il Nexit si è improvvisamente polverizzato. Stando al commento mediatico internazionale, Mark Rutte avrebbe vinto su tutto e tutti. Che abbia vinto non vi sono dubbi, che tuttavia questo possa essere considerato un risultato che faccia stato fra le parti, appare invece molto più dubbioso. Il suo VVD (Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia) è il primo partito dei Paesi Bassi con 33 seggi su un totale di 150. Invece Geert Wilders con il suo PVV (Partito per la Libertà) che tanto faceva paura si è dovuto accontentare solo (si fa per dire)…

THE ROBOT TAX

Ci hanno talmente imbonito di propaganda perbenista in attesa delle elezioni presidenziali francesi che ormai la nostra attenzione è solo focalizzata sul pericolo, secondo il pensiero main stream, della avanzata e consenso del Fronte National, del suo programma e soprattutto del carisma del suo candidato all’Eliseo, Marine Lepen, descrivendo quest’ultima come l’essenza del male. Sempre secondo il giornalismo di tampo radical chic, politically correct, lo stesso che alla fine dello scorso anno dava la Clinton come indiscussa vincitrice alle presidenziali americane. In Francia per questo turno elettorale si fronteggiano sostanzialmente cinque contendenti: Marine Lepen appunto, Francois Fillon, conservatore antagonista…

LIVING IN A VUCA WORLD

Consapevoli dell’agenda elettorale europea che ci attende durante tutto il corso dell’anno, molte case di gestione hanno sdoganato un acronimo per rappresentare finanziariamente i rischi e le opportunità che dovremmo affrontare prossimamente: vuca ossia volatility, uncertainty, complexity, ambiguity. Traducendo dall’inglese: volatilità, incertezza, complessità e ambiguità. Ci rendiamo conto di vivere in uno scenario vuca dalla dimensione dei depositi bancari a vista che hanno raggiunto soprattutto in Italia il loro massimo storico in termini di volumi (oltre un trilione di euro). Nonostante la messa a regime del bail-in, il pubblico retail ha timore dei mercati finanziari, è consapevole che sono…

TRUMPONOMICS

Sono passati ormai cento giorni dalla proclamazione di Donald Trump alla carica di 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Abbiamo assistito durante questo lasso di tempo a una nauseante e ridondante propaganda di regime messa in scena dall’attuale establishment mediatico internazionale proprio contro la sua figura e tutto quello che rappresenta. Vedere come ogni telegiornale italiano commenta ogni passo o scelta della nuova amministrazione statunitense per mano di Trump produce un senso di disprezzo e ripudio nei confronti di quasi tutto il giornalismo italiano. Se qualcuno aveva l’idea che vivessimo sotto l’egemonia ed il controllo di qualcosa o qualcuno, può…