DUBBI FINANZIARI

pubblicato in data 31 Mag 2018 | Scarica in PDF | Stampa |
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Anche quest’anno in prossimità dell’estate ho raccolto ed analizzato la hit parade dei dubbi finanziari del piccolo risparmiatore ed investitore italiano. Iniziamo per gradi. Il primo semestre del 2018 ha finalmente riportato tutti con i piedi per terra dopo il tipico clima di esuberanza irrazionale che aveva caratterizzato sia i mercati finanziari tradizionali che il mondo delle criptovalute. Soffermiamoci in tal senso a rileggere le esternazioni di sei mesi fa: gli outlook di analisti e commentatori finanziari erano spocchiosamente positivi, l’anno che stava per iniziare ci doveva proiettare in un nuovo mondo fatto di mega performance. Solo per ricordarne uno: a fine 2017 si parlava del Bitcoin a 500.000 dollari o dello S&P500 oltre i 3000 punti grazie al boost della Trumponomics. Tuttavia dopo le prime settimane dell’anno abbiamo potuto assistere alla più violenta ed improvvisa contrazione all’interno di una singola seduta di negoziazione dell’indice americano degli ultimi dieci anni, mentre il settore delle criptovalute ha visto esplodere la bolla che si era andata formandosi in progressione dall’estate del 2017. Il rendimento del decennale statunitense nel frattempo si è portato a ridosso della soglia dei tre punti percentuali aprendo la porta del peggiore scenario per gli investimenti obbligazionari. La divergenza delle politiche monetarie tra USA ed Europa, restrittiva la prima ed ancora espansiva per quasi un anno la seconda, ha creato i presupposti per il rafforzamento del dollaro, quest’ultimo rinvigorito anche dalle nuove dinamiche di mercato che scaturiscono dal Governo Trump.

Per la prima volta gli investitori istituzionali fanno i conti con un leader politico che fa esattamente quello che aveva promesso durante la campagna elettorale: i nuovi dazi doganali imposti dalla sua amministrazione, per ora solo ad una limitato basket di beni e prodotti, rappresentano la vera incognita per la crescita economica globale nei prossimi semestri. L’aumento dei tassi di interesse negli States ha prodotto una prima fuga di capitali dai paesi emergenti i quali hanno dovuto intervenire per limitare i danni nei confronti delle rispettive divise nazionali: alcune economie emergenti sono attualmente in osservazione finanziaria per le conseguenze di questo nuovo scenario finanziario mondiale come ad esempio Turchia ed Argentina. Il peso da novanta è arrivato invece dalle elezioni politiche italiane del 4 Marzo: il loro esito ha riesumato sorprendentemente il dissolution risk per la moneta unica a fronte di una maggioranza politica in Parlamento dichiaratamente anti-establishment. L’Italia risulta pertanto l’unica economia fondatrice dell’Eurozona che non è uscita dalle urne con un esecutivo in sintonia con il consensus di Bruxelles, ricordiamoci a tal fine quali erano i rischi sistemici e gli oggettivi timori finanziari durante la fitta agenda di appuntamenti elettorali che aveva l’Europa durante il 2017. In aggiunta a questo dobbiamo anche sottolineare con veemenza l’evoluzione del quadro politico italiano che sta generando insicurezza e sfiducia sulla capacità del Paese di rendere sostenibili i conti ed il debito pubblico in forza di una possibile manovra di governo molto audace e populista. Qui sotto trovate riepilogata la consueta hit parade dei dubbi finanziari risalenti agli ultimi tre mesi:

Come posso difendermi dal rialzo dei tassi di interesse ?
La correzione che abbiamo visto in febbraio è destinata a riprendere ?
Ho solo obbligazioni a tasso fisso in euro: posso stare tranquillo ?
L’Italia rischia una nuova estate calda proprio come la Grecia nel 2015 ?
Che cosa faccio con il BTP che risulta a rischio di downgrade ?
Vi sono ETF che pagano cedole periodiche superiori al 5% ?
Ha ancora senso mantenere fondi azionari sul mercato statunitense ?
Vorrei correre dei rischi: su quali paesi emergenti mi conviene puntare ?
Le banche italiane sono nuovamente a rischio con l’attuale instabilità politica ?
Detengo Bitcoin comprati a 15.000 dollari: che cosa mi posso aspettare ?
Ho visto che l’oro sta tornando di moda: vale la pena di metterlo in portafoglio ?
Quali sono le aree tematiche su cui investire in sintonia con l’agenda di Trump ?
Cosa posso fare con le obbligazioni in lira turca visto il recente crollo ?
Ci sono fondi che mi permettono di investire senza correlazione positiva ?

Il risparmiatore medio è consapevole che in questo momento di mercato le obbligazioni sono paradossalmente più rischiose delle azioni in senso generale: al tempo stesso la moltitudine di loro riconosce che i mercati finanziari siano stati anestetizzati dall’operato delle banche centrali in questi ultimi cinque anni e che pertanto la percezione del rischio è andata via via affievolendosi. Ci auguriamo tutti che la seconda parte dell’anno non produca scossoni e soprattutto mutamenti significativi allo scenario mondiale, tuttavia è doveroso ricordare che annose questioni strutturali soprattutto in Europa sono ritornate alla ribalta e che proprio una gestione peregrina della crisi di governo italiana potrebbe scatenare la nuova apocalisse finanziaria in caso di downgrade del Paese, rischio tutt’altro che remoto. Purtroppo l’assenza di strumenti risk-free a quotazioni ragionevoli su cui dirigersi (ossia il cosiddetto flight to quality) rende molto vulnerabili i portafogli finanziari tradizionali. Per cercare di dare un aiuto con indicazioni pratiche, commenti e note tecniche all’intera community dei lettori, ho provveduto a redigere anche quest’anno il tanto atteso report finanziario denominato INVESTMENT & STRATEGY REPORT 2018 di 54 pagine in formato PDF in cui sono contenute informazioni macroeconomiche e note operative che dovrebbero aiutare a salvaguardare il proprio patrimonio e a guidare il piccolo risparmiatore nelle proprie scelte di allocazione per i prossimi mesi, quest’anno molto più ardue e delicate rispetto al precedente triennio. Con l’occasione invio a tutti i migliori auguri di buoni investimenti per l’inizio di questa nuova estate confidando in una soluzione alla crisi di governo italiano che riporti un clima di serenità finanziaria.

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