QUELLI DEL VIETNAM

Attenzione: per comprendere il senso di questo editoriale, bisogna leggerlo fino in fondo. Uno dei film più avvincenti e tragici creati da Hollywood per ricordare la guerra in Vietnam è Hamburger Hill, Colllina 937, prodotto nel 1987 sotto la regia di John Irvin, quest’ultimo più conosciuto cinematograficamente per aver diretto Codice Magnum con Arnold Schwarzenegger nel 1986. La trama del film è interamente ispirata a fatti realmente verificatisi, contrariamente invece a Platoon, Full Metal Jacket o Apocalypse Now i quali hanno ricostruito e messo in scena diverse azioni e teatri di guerra riprendendo la drammaticità di vita al fronte che hanno dovuto passare migliaia di soldati americani durante gli anni del conflitto. Hamburger Hill narra il sanguinario scontro a fuoco avvenuto nel 1969 tra le truppe statunitensi ed i Viet Cong sulle pendici di una collina considerata militarmente strategica in prossimità del confine con il Vietnam del Sud. Tale altura si trovava per la morfologia del territorio a quota 937 metri sul livello del mare e venne successivamente ribattezzata dalle cronache militari in Hamburger Hill dagli stessi soldati superstiti per le quantità di cadaveri che si trovavano uno sopra all’altro al termine dell’offensiva, quasi come fossero gli strati di hamburger in un Big Mac. Vinsero gli americani, dopo più assalti alle linee nemiche tanto da lasciare sul campo oltre 600 soldati vietnamiti. Tatticamente la conquista della collina fu un fallimento sul piano militare, in quanto non produsse successivamente la dominazione dell’area di guerra in prossimità del confine.

Film sul Vietnam ve ne sono a dozzine, e quasi ogni tre anni ne viene prodotto uno nuovo, magari non raccontando la guerra al fronte, ma la guerra in casa propria al ritorno dei superstiti. Da Rambo a Nato il 4 Luglio abbiamo sempre potuto avere straordinarie interpretazioni di grandi attori americani sull’argomento. Vi siete mai chiesti perchè Hollywood ha prodotto e produce così tanti film sulla guerra in Vietnam ? Perchè rappresenta la prima grande sconfitta militare degli Stati Uniti: una guerra intrapresa tra l’altro con un piccolo paese di contadini comunisti che hanno lottato e difeso la loro terra con incredibile resistenza e tenacia. L’establishment americano proprio attraverso il cinema ha voluto rappresentare attraverso varie sceneggiature (alcune anche acclamate e premiate a livello mondiale) il perchè della sconfitta. Così facendo nei vari film che si sono occupati di narrare tali vicende sono stati di volta in volta enfatizzati la natura avversa dei luoghi di combattimento (jungla con umidità), lo spirito combattivo dei vietnamiti, gli errori di strategia militare del comando statunitense, il supporto militare ricevuto dal Vietnam del Nord dalla Cina fino alle scelte di politica estera di Presidenti come Kennedy, Johnson e Nixon. Sono state narrate e rappresentate tutte le motivazioni della sconfitta, tranne una, quella militarmente più rilevante: per la prima volta nella storia dell’esercito americano durante la Guerra in Vietnam i plotoni dei vari battaglioni erano misti: vale a dire che combattevano assieme tra loro tanto i soldati bianchi quanto quelli neri.

Il cinema ci ha fatto sempre vedere che nelle retrovie, nelle trincee e negli accampamenti vigeva uno spirito di cameratismo ed affiatamento tra bianchi ed afroamericani, uniti fra di loro per annientare Charlie (il nemico di allora nel linguaggio militare). Potreste arrivare a denigrarmi per quanto avete appena letto ritenendo il tutto un insieme di fandonie, tuttavia quello che ho rappresentato è supportato e confermato proprio dalla stessa storia dell’esercito militare statunitense. Le forze armate statunitensi sono rimaste segregate per ragioni razziali fino al 1948, significa che vi erano plotoni e reggimenti predisposti per andare a combattere di soli soldati bianchi e di soli soldati afroamericani. A livello pratico pertanto un plotone di bianchi non andava a combattere a fianco di un plotone di afroamericani e nè tanto meno questi si mischiavano durante le varie incursioni ed azioni militari. Addirittura durante la Guerra di Secessione l’esercito nordista arruolò i primi soldati afroamericani facendoli tuttavia confluire all’interno dei ranghi dello Unites States Colored Troops dal quale nascerà nel 1868 il Buffalo Soldier, vale a dire il primo reggimento dell’Esercito degli Stati Uniti d’America composto esclusivamente di afroamericani ed appartenenti alle etnia minoritarie (asiatici ed ispanici). Durante la Seconda Guerra Mondiale gli afroamericani occupavano solitamente il ruolo di conducenti di camion (truck drivers) oppure di stivatori e sguatteri nelle forze armate della Marina degli Stati Uniti.

Durante l’offensiva delle Ardenne nel 1944 il Generale Eisenhower, più che altro per carenza e disponibilità di truppe bianche, decise di utilizzare per la prima volta duemila volontari afroamericani organizzati in plotoni comandati da sottotenenti bianchi. Gli episodi di razzismo tra i soldati americani bianchi e codesti soldati afroamericani erano talmente consuetudinari da generare conflitti ed ostilità all’interno dello stesso esercito americano. Alla fine della guerra i plotoni sperimentali vennero sciolti e gli afroamericani che sopravvissero (esattamente 1.292) vennero assegnati ad unità militari di servizio (pertanto non più combattenti). Fu tuttavia il Presidente Harry Truman che nel 1948 attraverso l’Executive Order # 9981 diede avvio al processo di disgregazione delle forze militari statunitensi, richiedendo alle varie gerarchie militari che si impedissero ogni sorta di discriminazione. Nonostante questo il processo di disgregazione non venne implementato interamente per svariati anni tanto che le unità di combattimento di bianchi ed afroamericani rimasero separate anche durante la Guerra in Korea (diciamo che l’establishment militare non aveva molto gradito l’ordine presidenziale). L’ultimo plotone di soli soldati afroamericani venne dismesso nel 1954. La guerra in Vietnam inizia nel 1955. Il clima che regna tra i plotoni pertanto, composti per la prima volta da un mix di bianchi ed afroamericani, è tutt’altro quello che Hollywood ci vuole far credere con la sua propaganda perbenista. La conflittualità che si instaura tra i soldati bianchi e gli afroamericani è tale che quasi sempre a questi ultimi viene ordinato di iniziare le azioni e le rappresaglie più pericolose.

Appare da subito evidente come l’esercito americano in Vietnam non è coeso e risoluto tanto quanto quello che affrontò lo sbarco in Normandia, il quale si basava ancora sulla segregazione razziale nei vari reparti. In dieci anni di scontro il numero dei soldati afroamericani che perisce durante il conflitto militare è notevolmente più elevato e sproporzionato rispetto al numero dei soldati bianchi che cadono combattendo. Con il tempo questa anomalia produce ulteriore contrasto e conflitto in seno alle forze armate. Con il benestare del Presidente Lindon Johnson, al fine di soluzionare velocemente la necessità di reperire nuovi soldati da mandare al fronte visto l’elevato numero di perdite, il Segretario della Difesa, Robert McNamara vara il programma militare denominato Projet 100.000. Quest’ultimo consentiva di arruolare anche persone che non rispettassero gli standard medici, fisici e militari che invece richiedeva espressamente l’esercito (pensate a Palla di Lardo in Full Metal Jacket e capirete questo passaggio). Project 100.000 rientrava all’interno della lotta alla povertà che aveva promesso Johnson alla popolazione statunitense per consentire alle persone dai mezzi limitati e prive di una buona educazione scolastica di potersi in qualche modo emancipare ed affrancare socialmente servendo la patria. Questi soldati con il tempo vennero chiamati i McNamara’s Boys: la maggior parte di loro proveniva dagli stati del sud e quasi la metà era afroamericana. Potete immaginare pertanto che mix esplosivo di tensione razziale che si venne a ricreare: pensate ad un bifolco dell’Arizona che si trova a combattere assieme ad un negro dell’Alabama (questo termine è stato consentito dall’esercito sino al 2014).

Il numero di soldati impiegati in Vietnam passò dai 23.300 del 1965 ai 465.600 di fine 1967. La metà di questi ultimi vennero reclutati tramite il Project 100.000: gli afroamericani rappresentavano il 40%. I plotoni vennero pertanto formati unendo tanto ragazzi bianchi provenienti dalla middle class quanto quelli afroamericani provenienti dalle comunità rurali. I bianchi istruiti (college students) generalmente venivano assegnati alle unità di servizio logistico (non-combat units), mentre gli afroamericani arrivavano anche a costituire il 70% delle truppe d’assalto. Numerosi sociologici dell’esercito ed analisti di strategie militari alla fine della guerra, che vide per la prima volta perdente nella sua storia proprio gli Stati Uniti d’America, dissero che rappresentò una follia obbligare a combattere assieme bianchi ed afroamericani quando appariva evidente che la guerra non era in Vietnam ma negli stessi Stati Uniti a fronte delle problematiche sociali legale all’integrazione razziale di quell’epoca. Proprio in quegli anni tra l’altro nascevano i movimenti di protesta capeggiati da Martin Luther King e da Malcom X. Con il tempo le scelte azzardate di McNamara vennero ribattezzate come McNamara’s Folly ossia la follia di McNamara, quest’ultima responsabile diretta del disagio e sofferenza che dovettero vivere quella che successivamente venne chiamata la Vietnam Generation. Stranamente di queste scelleratezze militari e sociali perpetrate dall’establishment democratico statunitense, Hollywood se ne guarda bene dal portarne a conoscenza.

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DURI E PURI

Anno: 2006
Editore: Macroedizioni
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 11 Euro
Completamente esaurito

Il libro descrive ed analizza lo scenario macroeconomico nazionale ed internazionale, avvisando in anticipo di come si possa ripetere tra qualche anno un crash finanziario sui mercati azionari simile a quello avvenuto nel 1929 sottolineando le nefaste conseguenze a cui assisteremo: pesante correzione degli indici azionari, rischio di bolla immobiliare, problema mutui, rialzo dei tassi ed il possibile default della moneta unica. Vengono altresì analizzati conflitti di interesse, prodotti e forme di investimento classiche presenti sul panorama italiano che porteranno nei prossimi anni ad altri crash finanziari. Autorevole nell'esposizione delle più prestigiose teorie di analisi economica, offre informazioni ed indicazioni determinanti per le scelte future di ogni attento risparmiatore.

BEST BEFORE

Anno: 2007
Editore: Macroedizioni
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 11 Euro
Completamente esaurito

Dopo il clamoroso successo del primo saggio economico, DURI E PURI, adesso arriva il turno del tanto atteso BEST BEFORE, che prende corpo dal tour itinerante dello show finanziario BLEKGEK, a cui è largamente ispirato. BEST BEFORE non ha rivali sul panorama editoriale: è l'unico libro in Italia che descrive, analizza ed elabora tematiche fra di loro separate, ma in realtà molto contigue per le conseguenze che hanno ed avranno sul nostro denaro e sulla nostra vita. Il picco di produzione del petrolio, la globalizzazione allo stadio terminale, la bolla finanziaria degli strumenti derivati, il riscaldamento globale ed il rischio di collasso del sistema assicurativo sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo saggio, tematiche che spaziano dalla climatologia all'energia, dalla speculazione di borsa alla socioeconomia.

BLEKGEK

Anno: 2007
Editore: Macro Video
Tipologia: DVD
Prezzo: 17.50 Euro
Completamente esaurito

Il DVD della tournée con cui Eugenio Benetazzo ha girato l’Italia, svelando ogni volta ad un pubblico allibito i segreti dei mercati finanziari, la globalizzazione, il picco di produzione del petrolio, i mutui con la miccia accesa ed il processo di indebitamento delle famiglie italiane. Uno show itinerante in numerose città italiane, definito un inedito momento di informazione finanziaria indipendente che, grazie alla sorprendente e irriverente analisi inquisitoria, cattura il pubblico lasciandolo letteralmente incollato alla sedia. Una sensazionale indagine finanziaria, spietata e cinica, che l'incalzante narrazione dell'autore rende avvincente ed apprezzata da un pubblico estremamente vario, dal pensionato al manager rampante.

PADRONE DEL TUO DENARO

Anno: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Vademecum finanziario
Prezzo: 6.70 Euro
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Luigi Einaudi diceva conoscere per decidere ed è proprio questo che manca oggi al popolo risparmiatore italiano: la conoscenza di tematiche economiche e prodotti di investimento. Su questa constatazione è stato scritto questo vademecum ovvero fornire risposte, strumenti, metodo e disciplina necessari a far acquisire al piccolo risparmiatore una significativa dimestichezza necessaria a prendere decisioni di investimento per gestire al meglio il proprio patrimonio. L'’obiettivo di questo saggio è dimostrare di come non si possa più delegare ciecamente ad altri le decisioni di investimento dei propri risparmi senza prima aver bene in chiaro quali sono i rischi del mercato che si sta per affrontare e come seconda finalità trasmettere un bagaglio culturale che servirà ad evitare ulteriori episodi di sodomia finanziaria o ad evitare come un investimento sbagliato si trasformi in un salasso finanziario.

COME SALVARE I PROPRI RISPARMI

Anno: 2009
Editore: Macro Video
Tipologia: DVD
Prezzo: 24.50 Euro
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Il DVD è una guida rivolta a tutti i risparmiatori e a coloro che si trovano a dover gestire l’intricato periodo di crisi. Una lezione che dovrebbe essere presente in tutte le scuole superiori ed università italiane, adatta tanto al pensionato, quanto al manager, per la semplicità espositiva e l’innata capacità dell’autore nello spiegare la dinamica dei mercati azionari anche a persone poco amanti della sfera economica.
Un DVD senza rivali nel panorama italiano che offre strategie ed informazioni per una gestione indipendente del proprio patrimonio. Eugenio Benetazzo mostra al piccolo risparmiatore come sviluppare da sé una propria capacità di analisi dei mercati finanziari e come operare delle scelte di investimento corrette, in funzione dei propri rischi, capitali ed obiettivi.

BANCAROTTA

Anno: 2008
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Vademecum finanziario
Prezzo: 6.00 Euro
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Fino ad ora abbiamo lasciato i nostri risparmi in mano ad altri, convinti che fossero più competenti di noi. Peccato che, grazie a loro, oggi ci ritroviamo tutti più poveri e confusi: adesso è arrivato il momento di riappropriarci del nostro denaro. Il libro intervista a Eugenio Benetazzo da parte di David Parenzo ha un pregio innegabile: non racconta false verità, ma si occupa di analizzare lo scenario di crisi che ha colpito il sistema turbocapitalistico dall'estate del 2008. Il messaggio che si percepisce leggendolo è inquietante ovvero prepariamoci al peggio, come già precedentemente ammonito durante la primavera del 2007 all'uscita del bestseller Best Before. Da mesi i commentatori televisivi parlano di crollo del mercatismo, ma chi ci ha portato veramente sull'orlo del più grande baratro finanziario di tutti i tempi ?

L'ECONOMIA ALLA SBANDO

Anno: 2009
Editore: Macrovideo
Tipologia: DVD
Prezzo: Euro 17.50
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Il fenomenale ed inimitabile show finanziario che sta riscuotendo innumerevole successo in tutte le piazze italiane, tratto dallo spettacolo teatrale itinerante di denuncia mediatica denominato Bad Apples, lettralmente Mele Marce. Con dissacrante humor, Eugenio Benetazzo rivela con sarcasmo irriverente come entro i prossimi anni il genere umano si troverà a gestire la convergenza spiacevole di tre crisi strutturali: quella macroeconomica, quella energetiica ed infine quella alimentare. Solo una sensazionale trasformazione nelle abitudini di consumo e nello stile di vita occidentale potranno consentire all'umanità di pianificare un futuro realmente sostenibile. Un documentario che dovrebbe essere visionato in tutte le scuole italiane per il significativo contributo alla formazione ed alla informazione indipendente.

BANCAROTTA (LO SHOW)

Anno: 2009
Editore: Fabio D'Ambrosio
Tipologia: DVD
Prezzo: 14.90 Euro
Completamente esaurito

L'irriverente show finanziario ispirato all'omonimo libro bestseller, registrato presso il Teatro Franco Parenti di Milano, con cui Eugenio Benetazzo e David Parenzo raccontano ad un pubblico incredulo quanto sta accadendo a livello planetario alle principali economie del mondo ed analizzano gli spiacevoli episodi di cronaca finanziaria che hanno caratterizzato l'inizio della grande crisi finanziaria del 2008/2009. Sul palco i due autori con voluto accento veneto alternano momenti di spiritosa ilarità a profonde riflessioni sul mercatismo e le sue inattese conseguenze sul piano sociale. Uno spettacolo unico nel suo genere all'interno del panorama teatrale italiano per lo spirito critico e il taglio informativo che pochi riescono a dare.

FUNNY MONEY

Anno: 2010
Editore: Fabio D'Ambrosio
Tipologia: DVD
Prezzo: 14.50 Euro
Completamente esaurito


Si ripropone ancora il felice sodalizio tra Eugenio Benetazzo e Fabio D'Ambrosio Editore: senza false verità con questo spettacolo, l'autore analizza lo scenario di crisi che ha colpito il sistema turbocapitalistico dall'estate del 2008. Il messaggio che si percepisce leggendolo è inquietante ovvero prepariamoci al peggio, come già precedentemente ammonito durante la primavera del 2007 all'uscita del bestseller Best Before. Un'inquietante momento di approfondimento mediatico che dovrebbe essere visionato in tutte le scuole italiane per il significativo contributo alla formazione ed alla informazione indipendente. Sarà possibile continuare a pensare ad un futuro di prosperità solo con una sensazionale trasformazione nelle abitudini di consumo e nello stile di vita occidentale per consentire all'umanità di pianificare un futuro realmente sostenibile.

L'EUROPA SE' ROTTA

Anno: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 6.00 Euro
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Ma il peggio non era passato ? Ci avevano detto che il terremoto fi nanziario che aveva messo in ginocchio il mondo intero era ormai un ricordo e che era giunto il momento di guardare al futuro con ottimismo. Ma dalla primavera del 2010, dopo il crollo delle Borse e il default della Grecia, la domanda da porsi è un’altra: e se il peggio dovesse ancora arrivare? E se dopo la Grecia toccasse ad altri Stati? E se l’Italia non fosse così solida come ci hanno fatto credere? E se il sistema dell’euro che, dicevano, ci ha salvato dal tracollo, fosse invece vicino al collasso? Un nuovo viaggio nella crisi, fra agenzie di rating farlocche e promesse da marinaio dei governi, fra balle e bolle, fra eurofallimenti e serial killer dell’economia reale.

ERA IL MIO PAESE

Anno: 2011
Editore: Baldini & Castoldi
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 12.90 Euro
Completamente esaurito

Quale futuro attende l'Italia ? Eugenio Benetazzo descrive ed analizza come è cambiato il nostro paese negli ultimi 25 anni, una mutazione dalle conseguenze decisamente critiche sia per il mondo del lavoro e sia per la stabilità e coesione sociale.  Nulla viene risparmiato, dal sistema bancario al sistema scolastico, dall'immigrazione alla televisione, dalla crisi della famiglia alla nascita del precariato giovanile: un'analisi lucida e spietata nel tipico spirito giornalistico dell'autore.  L'Italia è ormai un paese in via di sottosviluppo: il peso quasi eterno del debito pubblico, l'invecchiamento progressivo della popolazione, i conflitti razziali ancora sommersi, il decadimento della chiesa cattolica, la perdita di produttività industriale: che cosa resta di un paese un tempo ammirato ed invidiato dagli altri, quale futuro attende le giovani generazioni.

NEUROLANDIA

Anno: 2012
Editore: Chiarelettere
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 9.99
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L'analisi dello scenario macroeconomico dell'eurozona rappresenta il tema principale di questo pamphlet, incentrato sull'origine ed evoluzione futura della crisi del debito sovrano oltre alla previsione sull'economia del pianeta per gli anni che verranno. Nulla viene risparmiato, dai processi di deindustrializzazione alla politica di una moneta troppo forte imposta dall'alto, dalla teoria di Euro 2 al pressapochismo e immobilismo che hanno contraddistinto le istituzioni sovranazionali, colpevoli di non aver saputo leggere in anticipo le priorità dell'Unione Europea. Un'analisi complessa ma al tempo stesso molto comprensibile tanto per il piccolo risparmiatore quanto per il giovane studente universitario che vogliano rendersi conto del mutamento epocale che contraddistingue tutta l'economia occidentale.

LA CRISI INFINITA

Anno: 2014
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 15.00
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Questo pamphlet è incentrato sull’evoluzione della crisi infinita del debito sovrano e del declino delle potenze economiche occidentali: viene analizzato il processo di metamorfosi che contraddistingue tutta la old economy, dando ampio spazio alle spiacevoli conseguenze sul piano occupazionale. Argomenti chiave affrontati capitolo per capitolo sono le reti di protezione finanziaria per l’euro, la metodologia di ricerca di investimenti considerati sicuri, la crisi immobiliare, quella bancaria e quella sociale. Grande approfondimento viene dedicato ai mestieri e lavori del futuro e su quelli ormai obsoleti. L’Europa si avvia a perdere quel ruolo chiave di faro economico per le politiche di protezionismo sociale attuate che la storia passata le aveva sempre riconosciuto. Il mondo del lavoro si appresta ad un mutamento epocale in cui le giovani generazioni sono completamente impreparate ad affrontare.

EUROCRACY

Anno: 2016
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 10.00
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La lucida e puntuale analisi dei principali driver di cambiamento dell'economia mondiale è il filo conduttore dell’incalzante pamphlet scritto da Eugenio Benetazzo con Gianluca Versace. Dopo il successo di Neurolandia, forti della loro geniale interazione, i due autori vivisezionano senza pietà la mutazione genetica che sta sconvolgendo il neocapitalismo. Bombardando il lettore con notizie, dati e riscontri inediti, con uno stile discorsivo e divulgativo, Benetazzo & Versace gettano un forte fascio di luce chiarificatore sui principali fenomeni ed eventi di portata economica e non solo. Temi cruciali come eurocrazia, banche allo sfascio, sharing economy, potenze emergenti e declinanti, crisi asiatica, storico crollo del prezzo dell’oro nero ed infine anche il golpe italiano, si susseguono in queste pagine a ritmo incalzante, non senza di colpi di scena. L’obiettivo ? Tenere incollato chi legge, al pari di un giallo. Eurocracy dedica profonda attenzione alle grandi trasformazioni politiche, culturali ed economiche della nostra vita, soffermandosi anche sul dilemma lacerante della sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici e di welfare. Il mondo in cui viviamo si sta trasformando a velocità supersonica: Eurocracy offre strumenti di conoscenza indispensabili per vivere e cavalcare questo cambiamento. E per non farsi travolgere impreparati.

APOCALYPS€URO

Anno: 2017
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 12.00
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Continua il fortunato sodalizio tra Eugenio Benetazzo e Gianluca Versace, dopo il successo di Neurolandia ed Eurocracy non poteva mancare Apocalyps€uro, come in ogni prestigiosa trilogia che si rispetti. Con un taglio giornalistico ed al contempo analitico, i due poliedrici autori scandagliano lo scenario socioeconomico europeo, a fronte del recente voto francese. Il cuore di questo pamphlet rimane ancora e doverosamente la moneta unica europea, il cui progetto sovranazionale concepito due decenni fa sembra ormai volgere ad una fine ingloriosa. L'ascesa del populismo dagli States, passando per il Regno Unito ed arrivando sino in casa nostra, rappresenta un tema molto caro agli autori, che lo vivisezionano da più punti di osservazione. Non manca una retrospettiva con precisione chirurgica sull'economia e politica italiana, in particolar modo sulla salute del sistema bancario italiano. Apocalips€uro quindi, è uno strumento unico e prezioso per comprendere il mutamento epocale che caratterizza, in questo momento, l'economia europea e per non farsi trovare impreparati, qualora l'euro venisse definitivamente dato per spacciato. Scenario che sembra ogni giorno sempre più probabile ed incombente.

IL CAPITALE CULTURALE

Anno: 2019
Editore: Hype Editions
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 15.00
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Passo dopo passo il lettore viene condotto in una coinvolgente narrazione che riguarda l'economia mondiale successivamente alla Grande Recessione del 2007. L'opera letteraria nasce in risposta alle richieste di una moltitudine di lettori desiderosi di avere una raccolta pratica, facilmente consultabile, dei principali editoriali dell'autore pubblicati negli ultimi anni su varie tematiche economiche: globalizzazione, mercati finanziari, mondo del lavoro, digital economy, immigrazione, evoluzione sociale e tecnologia. Le analisi più apprezzate sono state indicizzate in sette aree tematiche, creando in questo modo una straordinaria lettura che ipnotizza il lettore grazie al tipico stile espositivo che contraddistingue l'autore, riconosciuto ormai come uno dei più accreditati saggisti economici fuori dal coro in Italia. Il Capitale Culturale può essere considerato un sorprendente sussidiario di approfondimento per le giovani generazioni smaniose di comprendere i principali drivers di cambiamento dell'economia mondiale e del mondo del lavoro.

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