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In un modo o in un altro

pubblicato in data 15 Mag 2014 | Scarica in PDF | Stampa |
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Ogni cinque giorni la popolazione mondiale aumenta, al netto delle morti, di un milione di essere umani. Fate questo esperimento, sono sicuro che rimarrete colpiti: provate a chiedere al vostro vicino di casa, alla vostra amica in palestra o al conoscente che gioca a calcetto con voi a quanti miliardi ammonta la popolazione umana nel mondo.Non stupitevi se vi sentirete dire sei miliardi ovvero il numero di esseri umani che abitavano la Terra verso la fine del 1999. Nel momento in cui scrivo siamo 7 miliardi e oltre 233 milioni. Due anni fa in occasione del 7 Billion Day (giorno in cui la Terra raggiungeva i sette miliardi) organizzai un live show incentrato sulla sostenibilità economica ed ambientale intitolato Too Much Siamo Troppi. Molti partecipanti se ne andarono a metà dello svolgimento, lamentandosi con il event manager in quantodurante la mia esposizione si parlava solo di ambiente, ecosistemi, catene alimentari e popolazione umana, mentre a loro interessava sapere solo dove investire e come avere maggiori rendimenti. Non ho dubbi sul destino che attende la razza umana. Stando alle proiezioni demografiche dovremmo raggiungere gli otto miliardi, se non ci saranno sorprese tipo carestie o epidemie, tra il 2020 ed il 2021.
Il decennio che intercorre tra il 2010 ed il 2020, per chi non lo sapesse, è stato definito il Decennio della Sostenibilità della Terra: una decade che vedrà il pianeta dover gestire e assorbire il maggior momentum di crescita demografica della civiltà umana, vale a dire che mai nella nostra storia la popolazione umana è cresciuta così tanto in così poco tempo. Il pensiero ortodosso moderno tanto occidentale quanto orientale considera i bambini che nascono ogni giorno in tutto il mondo come una risorsa, soprattutto una risorsa per l’economia del paese che può beneficiare di queste nascite. Le nuove nascite rappresentano per qualsiasi settore economico nuovi consumatori del futuro che necessiteranno di cibo, vestiti, abitazioni, automobili e divertimento. Per ogni nazione che voglia produrre benessere e ricchezza per la sua popolazione questo rappresenta il migliore carburante che possa generare tasse e oneri per mantenere lo status quo e le certezze delle generazioni precedenti (pensioni, investimenti e valore delle proprietà). Per la Terra invece nuove nascite significa sempre più risorse da mettere a disposizione o da saccheggiare o sfruttare impunemente a danno degli altri ecosistemi: acqua, materie prime, foreste e mondo animale.
In prossimità delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, si sta fomentando un odio e ribrezzo nei confronti dell’Europa, della sua moneta e delle sue istituzioni, rei di aver cagionato ed aggravato la crisi finanziaria nel Vecchio Continente. Ognuno di voi ormai si è fatto una propria idea su questo e voterà di conseguenza il prossimo 25 Maggio. Ciò nonostante l’Europa sin dalla sua nascita embrionale, prima CECA, poi CEE, dopo CE e ora UE, ha di certo consentito e protetto un valore che diamo tutti per scontato: la stabilità e l’autosufficienza alimentare. L’abbondanza e disponibilità di cibo è l’elemento determinante a consentire la crescita in numero di qualsiasi specie vivente, uomo compreso. La popolazione mondiale continua a crescere indefinitivamente proprio per questo motivo, dal dopoguerra nei paesi occidentali non vi è mai stata una carenza di risorse alimentari, grazie anche ai continui progressi tecnologici post Rivoluzione Verde. Sento spesso parlare di produzioni alimentari a km zero o produzioni biologiche come il futuro dell’agricoltura. Lo saranno sicuramente a patto di decidere quale dei sei su sette miliardi di persone dovranno morire di fame, visto che la portata naturale delle terre coltivabili arriva forse a sostenere circa 1.5 miliardi di esseri umani.
Anche se oggi la crisi finanziaria e i suoi effetti sono gli argomenti principali dei media e della politica in quanto le sue conseguenze impattano sul vostro lavoro, sui vostri investimenti e sulle vostre tasse, prima si inizierà a parlare di pianificazione mondiale delle nascite  e controllo delle risorse in ottica globale prima si darà una speranza di vita alle future generazioni ed a tutto il genere umano. Per il 2040 si stima che la popolazione mondiale supererà i nove miliardi: mi auguro che questo non si verifichi veramente, in quanto il mondo che ci troveremmo a vivere ricorderà quello del robotino Wally della Pixar, in cui il pianeta ormai è diventato invivibile per gli esseri umani a causa di acqua, terra ed aria, inquinate e tossiche per la salute. Non vi è molto su cui discutere, si tratta di avviare quanto prima un coordinamento mondiale per il controllo demografico della popolazione umana. Da questo punto di vista abbiamo due possibilità davanti a noi: o questo lo farà l’uomo di sua sponte attraverso una graduale e lenta discesa del momentum demografico oppure lo farà brutalmente e velocemente il pianeta. In un modo o in un altro sarà un collasso per le attività economiche umane. Purtroppo è possibile che la maggior parte di voi si troverà a vivere di persona questo scenario. Per la cronaca, mentre leggevate questo articolo la popolazione mondiale ha avuto un incremento netto di altri cinquecento essere umani.

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