CYPRUS RULES

pubblicato in data 27 Dic 2014 | Scarica in PDF | Stampa |

Il 2014 si chiuderà con l’ennesimo triste primato per l’economia italiana, ormai sempre più moribonda ed in declino inarrestabile, sto parlando del deficit demografico in relazione ai fenomeni migratori. Il Vecchio Stivale mette per il secondo anno consecutivo a segno un numero maggiore di emigrati rispetto agli immigrati. Escludiamo da questo computo il vergognoso e pericoloso apporto che ha generato l’operazione Mare Nostrum (soprannominata anche Cazzi Vostrum), in quanto sul piano demografico il suo contributo (si fa per dire) interessa tutta l’Unione Europea come già descritto in altro precedente post. Ricordiamo che per il nostro paese l’emigrazione è quasi sempre molto qualificata (imprenditori, professionisti, pensionati e giovani laureati), mentre non si può dire lo stesso per i flussi di immigrazione, soprattutto disperati dall’Europa dell’Est. Le mete preferite dagli italiani che scappano dal Titanic Italia volgono a paesi in cui sono già presenti comunità di italiani o che sono caratterizzate da una fiscalità agevolata, che per noi significa non opprimente. Da questo punto di vista mi sento di segnalare le potenzialità di Cipro, un paese europeo che non viene quasi mai considerato in tal senso.

Abbiamo sentito parlare molto di Cipro durante la primavera del 2013 per l’annosa vicenda della deposit tax al 38.5% sui depositi bancari. Su questo come ho avuto modo di parlarne diffusamente nell’ultimo pamphlet, vi è ancora oggi molta confusione ed errata informazione. Sostanzialmente per essere conciso, le tre major domestic banks, Bank of Cyprus, Hellenic Bank e Laiki Bank all’epoca dei fatti incriminati erano pesantemente e maldestramente esposte in debito governativo greco, la crisi finanziaria che ha colpito la Grecia a partire dal 2011 ha impattato con violenza nei bilanci di queste istituzioni finanziarie minandone la solidità a seguito dell’hair cut del debito ellenico (50%) a cui la Grecia è stata obbligata dalla Troika. Le autorità monetarie cipriote a tal punto hanno avviato una procedura di ripatrimonializzazione coatta delle tre banche sopra menzionate attingendo direttamente ai depositi qualificati per la sottoscrizione di nuovo capitale di rischio. In termini pratici chi era non residente e deteneva più di Euro 100.000 sotto forma di depositi bancari, si è visto decurtare il saldo che superava tale soglia di quasi il 40% e come contropartita ha ricevuto azioni ordinarie della banca in questione per compensazione.

Di certo per la prima volta si è comunque infranto un tabù ovvero che oggi i depositi sono a rischio, almeno se non superiori alla fatidica soglia di Euro 100.000. L’economia cipriota è strettamente legate alle sorti di quella greca in quanto la Grecia rappresenta il principale partner commerciale, seguita da Israele e Germania. Il paese è stato in questi due anni declassato dalle agenzie di rating allo scalino B, pertanto entro la griglia cosidetta di non-investment grade. L’economia nel 2014 chiuderà con un risultato negativo a seguito di una contrazione di due punti percentuali. Nonostante questo l’sola sta dimostrando di avere un settore particolarmente frizzante quasi in controtendenza al mood che si percepisce in altri stati europei: mi sto riferendo al settore delle costruzioni e delle abitazioni residenziali d’elite (luxury residence). Il Governo ha deciso di investire in quello che hanno già implementato altri paesi ovvero la delocalizzazione della vecchiaia. Questo termine sintetizza un concetto di portata economica che in inglese si traduce sommariamente con retirement planning. Il Parlamento di Nicosia vuole attirare persone benestanti e dalle disponibilità finanziarie di rilievo, oltre che pensionati da tutto il Nord Europa, che vogliano trasferirsi a vivere a Cipro godendo del suo eccellente clima mediterraneo e beneficiando di una infrastruttura giuridica e societaria di impostazione anglosassone.

Per questo motivo sono stati varati recentemente svariate forme di incentivo oltre a specifici permessi di residenza permanente a cui possono accedere anche i cittadini non europei. Cipro infatti sta suscitando un vivo interesse anche nei confronti dei paesi del sud est asiatico, che vedono nell’isola in cui è nata la dea Afrodite uno strategico hub tanto commerciale quanto finanziario per aggredire i mercati del Nord Europa e del Vicino e Medio Oriente. Anche Cipro vende la cittadinanza o meglio il passaporto a fronte di un acquisto in proprietà qualificate ubicate in determinate realizzazioni residenziali di alta gamma: il Governo in questo modo sta tentando di alleviare le ferite ai magnati russi che hanno dovuto subire la medicina imposta dal FMI durante il 2013 con il noto bail-in di cui abbiamo fatto menzione sopra. La crisi in corso tra Russia ed Ucraina sta generando ripercussioni nell’indotto che questi due paesi producevano all’isola cipriota, adesso pertanto è plausibile aspettarsi nei prossimi anni l’interessamento anche di altre nazioni in qualita di potenziali partners commerciali. Infine per chi sta scappando dall’Italia per l’oppressione fiscale e cerca un paese nell’Eurozona in cui insediarsi per ripartire con una nuova attività oppure delocalizzando la propria, evitando tuttavia di incorrere nel reato di esterovestizione, allora dovrebbe prendere in considerazione anche Cipro in quanto la corporate tax del 12.5 % sugli utili ne fanno una delle migliori giurisdizioni europee in cui insediare il proprio business, sia consolidando il vecchio e sia lanciandone uno nuovo.

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