QUESTIONE DI DIMENSIONI

Se torniamo indietro di vent’anni quando l’idea di una Unione Europea e di una moneta in comune tra tutti i suoi stati componenti era ancora in gestazione, scopriamo con grande sorpresa che la nazione più europeista ossia quella più desiderosa di adottare questo nuovo conio condiviso con molte altre nazioni europee era proprio il nostro Paese. Sostanzialmente durante la fine degli anni novanta gli italiani erano in Europa la popolazione più entusiasta della moneta unica e desiderosa della sua implementazione in tempi ristretti. Si può dire per semplicità che gli italiani erano il paese più europeista, addirittura molto più dei germanesi. A distanza di due decenni questo quadretto è stato completamente ribaltato: vale a dire che oggi in seno alla UE, i paesi più critici sono l’Italia, seguita addirittura dalla Grecia. Parlare di Euro e di Europa ad un italiano che rappresenta la media della popolazione equivale a sentirsi dire un profluvio di imprecazioni e denigrazioni, tutte rivolte alla moneta unica come unico e principale responsabile del declino sociale ed economico italiano. Ne abbiamo parlato diffusamente su Apocalyps€uro assieme a Gianluca Versace: raffreddando gli animi ed analizzando senza emotività il quadro macroeconomico complessivo esistono elementi oggettivi che ci possono far dichiarare l’euro l’unico responsabile del nostro attuale stato di rovina ? Non voglio passare per il difensore della BCE, del QE e della moneta unica, tuttavia in questi ultimi anni a fronte di riscontri continui sia con il mondo politico italiano che con quello imprenditoriale ho iniziato a chiedermi se effettivamente non stia andando in scena la tipica sceneggiata napoletana da parte della popolazione italiana. Ovunque e trasversalmente mi sento dire che è tutta colpa dell’euro, la moneta unica ci ha portato alla rovina, non se ne può più dell’Europa, siamo schiavi di un’establishment sovranazionale che decide tutto e per tutti.

Proviamo a mettere a fuoco il tutto, confidando di avere la vostra attenzione e soprattutto la vostra lungimiranza nel giudicare il tutto con un approccio possibilmente oggettivo. In questi ultimi due anni abbiamo avuto tre episodi eclatanti in ambito politico che avrebbero potuto dare il colpo di grazia all’euro ed all’Europa: il primo è avvenuto nel 2015 con la pantomima greca (che sembra essere andata nel dimenticatoio), il secondo lo scorso anno con il Regno Unito che ha votato per andarsene dalla UE (almeno questo era l’intento), la terza invece con la Francia giusto qualche mese fa, che avrebbe potuto rompere queste catene al collo ed alle mani, il cui voto invece ha prodotto un risultato esattamente opposto ossia Europa Uber Alles ed Euro Nothing Compares You. Il voto francese è stato analizzato in più occasioni e va decisamente contro il pensiero e la cultura media italiana. Recentemente lo stesso UK ha dovuto far marcia indietro sulla Hard Brexit tanto sbandierata da Theresa May, della serie “scusate stavamo scherzando” perchè questo è quello che emerge dal recente impasto di governo. Molti analisti ritengono a questo punto che la stessa Brexit possa essere messa completamente in discussione nei prossimi anni per le ovvie pressioni ricevute dall’establishment finanziario inglese. Lo hanno chiamato Brexit Regret vale a dire il rimorso di aver votato per l’abbandono della UE lo scorso anno, in buona sostanza molte persone (parliamo di milioni di britannici) se potessero rivotare, manifesterebbero un desiderio completamente diverso ossia rimanere nella UE. Come si spiega allora il fatto che alcune nazioni a cui è stata data la possibilità di provare ad abbandonare l’euro e questa Europa, se ne siano guardate bene dal farlo sul piano pratico e formale (Atene, Parigi e Londra insegnano). Questione di dimensioni. Proviamo a spiegarlo con semplicità senza appesantire la narrazione con cifre, statistiche e richiami alla teoria economica.

Ad esempio, in Italia il principale assunto che viene sbandierato al vento ad ogni tribuna politica è sempre lo stesso mantra: ritorniamo indietro, riprendiamoci la lira, ripristiniamo la cosidetta sovranità monetaria e usciamo da questa Europa. Detta così chi non vorrebbe non essere più schiavo della BCE. Tuttavia ci si dimentica di rammentare che per fare questo, allora dovrebbe tornare indietro anche i 2/3 dell’economia planetaria. Alla fine degli anni novanta, prima che la Cina entrasse nel WTO, i competitors delle aziende italiane erano sostanzialmente nostrani ovvero ubicati a poche centinaia di km dai centri di produzione. L’Italia arrivava all’inizio del uovo millennio con una propulsione economica tutto sommato rilevante, era allora la quinta potenza economica mondiale. Oggi lo scenario è invece decisamente cambiato e molto più desolante. Sono subentrati due nuovi players planetari che non c’erano vent’anni fa, o meglio c’erano ma non spaventavano ancora nessuno. Nel 2030 i paesi leaders al mondo saranno Cina e India seguiti a distanza dagli USA, che nel frattempo vedranno insediata la loro terza posizione da Indonesia, Brasile e Messico. La povera Italia sarà catapultata in quindicesima posizione scavalcata dalla Turchia. Lo stesso UK non se la passerà tanto bene, situato al decimo posto, scavalcato da Russia e Messico. Quindi per semplificare al massimo, mentre vent’anni fa noi italiani potevamo competere con economie di dimensione simile alla nostra come Francia, Germania e Regno Unito, adesso e sempre di più nel futuro che ci attende ci dobbiamo scontrare con giganti economici del calibro di Cina, India, Messico e Turchia. Stiamo parlando non solo di giganti per il proprio potenziale economico che possono sprigionare, ma anche per il relativo impulso demografico, autentico motore di crescita universale. Pertanto va bene tornare alla lira, ma allora anche la Cina deve tornare ad essere la Cina di vent’anni fa. Vi sembra un caso che la prima banca in Europa, HSBC (fatalità una banca inglese) abbia dichiarato che sposterà il proprio head quarter da Londra a Shanghai e questo molto prima che si conoscesse il voto del 23 Giugno 2016.

Senza gli scudi europei, un paese come il nostro (purtroppo) sarebbe semplicemente spazzato via alla prima aggressione valutaria, senza dimenticare gli effetti sui tassi di interesse. Facciamo un altro esempio: secondo voi, come impresa, è meglio provare a trattare da soli con le dogane indiane oppure è più conveniente che lo faccia un’autority sovranazionale europea nell’interesse (si spera) di tutte le nazioni europee. Non è un caso che il M5S stia facendo marcia indietro sull’euro rendendosi conto dei rischi devastanti a cui verrebbe esposto il Paese. L’Europa, oggi è il più grande mercato del mondo, per il risparmio, i consumi privati e l’energia: rappresenta non una potenza economica, ma la prima potenza economica al mondo, se solo riuscisse politicamente a far nascere gli Stati Uniti d’Europa. A paesi come la Cina e gli USA, gli andrebbe di lusso che nazioni come la Francia, l’Italia ed il Regno Unito se ne andassero ognuno per la loro strada ossia ricercassero l’indipendenza perchè in tal senso non sarebbero più un competitor viste le loro dimensioni ridotte come singole nazioni. Washington sogna la disgregazione monetaria, perchè a quel punto il dollaro non avrebbe più avversari credibili nel lungo termine. Ritornando al nostro Paese: chiediamoci che cosa abbiamo fatto in vent’anni per rendere più competitiva l’Italia. Niente, anzi abbiamo creato le condizioni per far scappare i più capaci che difficilmente ritorneranno indietro. Non sono un eurista convinto, tuttavia mi è difficile mettere in cattiva luce l’euro, soprattutto perchè i vantaggi (risparmi in oneri finanziari) che ci ha consentito di avere in quasi vent’anni (il cosidetto dividendo di Maastricht) ce li siamo fumati per continuare a dare sostegno alle tipiche scelte di politica sociale iperprotezionistica volta ad accontentare il più possibile l’elettorato e preservare il consenso. Purtroppo euro o non euro, il declino del nostro Paese sembra inarrestabile, solo incredibili razionalizzazioni nei costi e fruizioni dell’assistenza sanitaria e una profonda revisione del sistema pensionistico con tagli lineari alle sue rendite attuali potrebbero generare risorse significative da impiegare per un nuovo rinascimento fiscale e forse industriale. Tuttavia in Italia provare a mettere mano a questi capitoli di spesa equivale a firmare il proprio suicidio politico. Continuiamo perciò a credere che sia l’euro il male assoluto tanto chi si è reso conto del futuro che attende la maggior parte degli italiani ha già abbandonato da tempo il Vecchio Stivale, lasciando il resto della popolazione a filosofeggiare su un mondo che presto sopprimerà le loro ambizioni e polverizzerà ogni sogno di vita.

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DURI E PURI

Anno: 2006
Editore: Macroedizioni
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 11 Euro
Completamente esaurito

Il libro descrive ed analizza lo scenario macroeconomico nazionale ed internazionale, avvisando in anticipo di come si possa ripetere tra qualche anno un crash finanziario sui mercati azionari simile a quello avvenuto nel 1929 sottolineando le nefaste conseguenze a cui assisteremo: pesante correzione degli indici azionari, rischio di bolla immobiliare, problema mutui, rialzo dei tassi ed il possibile default della moneta unica. Vengono altresì analizzati conflitti di interesse, prodotti e forme di investimento classiche presenti sul panorama italiano che porteranno nei prossimi anni ad altri crash finanziari. Autorevole nell'esposizione delle più prestigiose teorie di analisi economica, offre informazioni ed indicazioni determinanti per le scelte future di ogni attento risparmiatore.

BEST BEFORE

Anno: 2007
Editore: Macroedizioni
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 11 Euro
Completamente esaurito

Dopo il clamoroso successo del primo saggio economico, DURI E PURI, adesso arriva il turno del tanto atteso BEST BEFORE, che prende corpo dal tour itinerante dello show finanziario BLEKGEK, a cui è largamente ispirato. BEST BEFORE non ha rivali sul panorama editoriale: è l'unico libro in Italia che descrive, analizza ed elabora tematiche fra di loro separate, ma in realtà molto contigue per le conseguenze che hanno ed avranno sul nostro denaro e sulla nostra vita. Il picco di produzione del petrolio, la globalizzazione allo stadio terminale, la bolla finanziaria degli strumenti derivati, il riscaldamento globale ed il rischio di collasso del sistema assicurativo sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo saggio, tematiche che spaziano dalla climatologia all'energia, dalla speculazione di borsa alla socioeconomia.

BLEKGEK

Anno: 2007
Editore: Macro Video
Tipologia: DVD
Prezzo: 17.50 Euro
Completamente esaurito

Il DVD della tournée con cui Eugenio Benetazzo ha girato l’Italia, svelando ogni volta ad un pubblico allibito i segreti dei mercati finanziari, la globalizzazione, il picco di produzione del petrolio, i mutui con la miccia accesa ed il processo di indebitamento delle famiglie italiane. Uno show itinerante in numerose città italiane, definito un inedito momento di informazione finanziaria indipendente che, grazie alla sorprendente e irriverente analisi inquisitoria, cattura il pubblico lasciandolo letteralmente incollato alla sedia. Una sensazionale indagine finanziaria, spietata e cinica, che l'incalzante narrazione dell'autore rende avvincente ed apprezzata da un pubblico estremamente vario, dal pensionato al manager rampante.

PADRONE DEL TUO DENARO

Anno: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Vademecum finanziario
Prezzo: 6.70 Euro
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Luigi Einaudi diceva conoscere per decidere ed è proprio questo che manca oggi al popolo risparmiatore italiano: la conoscenza di tematiche economiche e prodotti di investimento. Su questa constatazione è stato scritto questo vademecum ovvero fornire risposte, strumenti, metodo e disciplina necessari a far acquisire al piccolo risparmiatore una significativa dimestichezza necessaria a prendere decisioni di investimento per gestire al meglio il proprio patrimonio. L'’obiettivo di questo saggio è dimostrare di come non si possa più delegare ciecamente ad altri le decisioni di investimento dei propri risparmi senza prima aver bene in chiaro quali sono i rischi del mercato che si sta per affrontare e come seconda finalità trasmettere un bagaglio culturale che servirà ad evitare ulteriori episodi di sodomia finanziaria o ad evitare come un investimento sbagliato si trasformi in un salasso finanziario.

COME SALVARE I PROPRI RISPARMI

Anno: 2009
Editore: Macro Video
Tipologia: DVD
Prezzo: 24.50 Euro
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Il DVD è una guida rivolta a tutti i risparmiatori e a coloro che si trovano a dover gestire l’intricato periodo di crisi. Una lezione che dovrebbe essere presente in tutte le scuole superiori ed università italiane, adatta tanto al pensionato, quanto al manager, per la semplicità espositiva e l’innata capacità dell’autore nello spiegare la dinamica dei mercati azionari anche a persone poco amanti della sfera economica.
Un DVD senza rivali nel panorama italiano che offre strategie ed informazioni per una gestione indipendente del proprio patrimonio. Eugenio Benetazzo mostra al piccolo risparmiatore come sviluppare da sé una propria capacità di analisi dei mercati finanziari e come operare delle scelte di investimento corrette, in funzione dei propri rischi, capitali ed obiettivi.

BANCAROTTA

Anno: 2008
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Vademecum finanziario
Prezzo: 6.00 Euro
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Fino ad ora abbiamo lasciato i nostri risparmi in mano ad altri, convinti che fossero più competenti di noi. Peccato che, grazie a loro, oggi ci ritroviamo tutti più poveri e confusi: adesso è arrivato il momento di riappropriarci del nostro denaro. Il libro intervista a Eugenio Benetazzo da parte di David Parenzo ha un pregio innegabile: non racconta false verità, ma si occupa di analizzare lo scenario di crisi che ha colpito il sistema turbocapitalistico dall'estate del 2008. Il messaggio che si percepisce leggendolo è inquietante ovvero prepariamoci al peggio, come già precedentemente ammonito durante la primavera del 2007 all'uscita del bestseller Best Before. Da mesi i commentatori televisivi parlano di crollo del mercatismo, ma chi ci ha portato veramente sull'orlo del più grande baratro finanziario di tutti i tempi ?

L'ECONOMIA ALLA SBANDO

Anno: 2009
Editore: Macrovideo
Tipologia: DVD
Prezzo: Euro 17.50
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Il fenomenale ed inimitabile show finanziario che sta riscuotendo innumerevole successo in tutte le piazze italiane, tratto dallo spettacolo teatrale itinerante di denuncia mediatica denominato Bad Apples, lettralmente Mele Marce. Con dissacrante humor, Eugenio Benetazzo rivela con sarcasmo irriverente come entro i prossimi anni il genere umano si troverà a gestire la convergenza spiacevole di tre crisi strutturali: quella macroeconomica, quella energetiica ed infine quella alimentare. Solo una sensazionale trasformazione nelle abitudini di consumo e nello stile di vita occidentale potranno consentire all'umanità di pianificare un futuro realmente sostenibile. Un documentario che dovrebbe essere visionato in tutte le scuole italiane per il significativo contributo alla formazione ed alla informazione indipendente.

BANCAROTTA (LO SHOW)

Anno: 2009
Editore: Fabio D'Ambrosio
Tipologia: DVD
Prezzo: 14.90 Euro
Completamente esaurito

L'irriverente show finanziario ispirato all'omonimo libro bestseller, registrato presso il Teatro Franco Parenti di Milano, con cui Eugenio Benetazzo e David Parenzo raccontano ad un pubblico incredulo quanto sta accadendo a livello planetario alle principali economie del mondo ed analizzano gli spiacevoli episodi di cronaca finanziaria che hanno caratterizzato l'inizio della grande crisi finanziaria del 2008/2009. Sul palco i due autori con voluto accento veneto alternano momenti di spiritosa ilarità a profonde riflessioni sul mercatismo e le sue inattese conseguenze sul piano sociale. Uno spettacolo unico nel suo genere all'interno del panorama teatrale italiano per lo spirito critico e il taglio informativo che pochi riescono a dare.

FUNNY MONEY

Anno: 2010
Editore: Fabio D'Ambrosio
Tipologia: DVD
Prezzo: 14.50 Euro
Completamente esaurito


Si ripropone ancora il felice sodalizio tra Eugenio Benetazzo e Fabio D'Ambrosio Editore: senza false verità con questo spettacolo, l'autore analizza lo scenario di crisi che ha colpito il sistema turbocapitalistico dall'estate del 2008. Il messaggio che si percepisce leggendolo è inquietante ovvero prepariamoci al peggio, come già precedentemente ammonito durante la primavera del 2007 all'uscita del bestseller Best Before. Un'inquietante momento di approfondimento mediatico che dovrebbe essere visionato in tutte le scuole italiane per il significativo contributo alla formazione ed alla informazione indipendente. Sarà possibile continuare a pensare ad un futuro di prosperità solo con una sensazionale trasformazione nelle abitudini di consumo e nello stile di vita occidentale per consentire all'umanità di pianificare un futuro realmente sostenibile.

L'EUROPA SE' ROTTA

Anno: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 6.00 Euro
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Ma il peggio non era passato ? Ci avevano detto che il terremoto fi nanziario che aveva messo in ginocchio il mondo intero era ormai un ricordo e che era giunto il momento di guardare al futuro con ottimismo. Ma dalla primavera del 2010, dopo il crollo delle Borse e il default della Grecia, la domanda da porsi è un’altra: e se il peggio dovesse ancora arrivare? E se dopo la Grecia toccasse ad altri Stati? E se l’Italia non fosse così solida come ci hanno fatto credere? E se il sistema dell’euro che, dicevano, ci ha salvato dal tracollo, fosse invece vicino al collasso? Un nuovo viaggio nella crisi, fra agenzie di rating farlocche e promesse da marinaio dei governi, fra balle e bolle, fra eurofallimenti e serial killer dell’economia reale.

ERA IL MIO PAESE

Anno: 2011
Editore: Baldini & Castoldi
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 12.90 Euro
Completamente esaurito

Quale futuro attende l'Italia ? Eugenio Benetazzo descrive ed analizza come è cambiato il nostro paese negli ultimi 25 anni, una mutazione dalle conseguenze decisamente critiche sia per il mondo del lavoro e sia per la stabilità e coesione sociale.  Nulla viene risparmiato, dal sistema bancario al sistema scolastico, dall'immigrazione alla televisione, dalla crisi della famiglia alla nascita del precariato giovanile: un'analisi lucida e spietata nel tipico spirito giornalistico dell'autore.  L'Italia è ormai un paese in via di sottosviluppo: il peso quasi eterno del debito pubblico, l'invecchiamento progressivo della popolazione, i conflitti razziali ancora sommersi, il decadimento della chiesa cattolica, la perdita di produttività industriale: che cosa resta di un paese un tempo ammirato ed invidiato dagli altri, quale futuro attende le giovani generazioni.

NEUROLANDIA

Anno: 2012
Editore: Chiarelettere
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 9.99
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L'analisi dello scenario macroeconomico dell'eurozona rappresenta il tema principale di questo pamphlet, incentrato sull'origine ed evoluzione futura della crisi del debito sovrano oltre alla previsione sull'economia del pianeta per gli anni che verranno. Nulla viene risparmiato, dai processi di deindustrializzazione alla politica di una moneta troppo forte imposta dall'alto, dalla teoria di Euro 2 al pressapochismo e immobilismo che hanno contraddistinto le istituzioni sovranazionali, colpevoli di non aver saputo leggere in anticipo le priorità dell'Unione Europea. Un'analisi complessa ma al tempo stesso molto comprensibile tanto per il piccolo risparmiatore quanto per il giovane studente universitario che vogliano rendersi conto del mutamento epocale che contraddistingue tutta l'economia occidentale.

LA CRISI INFINITA

Anno: 2014
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 15.00
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Questo pamphlet è incentrato sull’evoluzione della crisi infinita del debito sovrano e del declino delle potenze economiche occidentali: viene analizzato il processo di metamorfosi che contraddistingue tutta la old economy, dando ampio spazio alle spiacevoli conseguenze sul piano occupazionale. Argomenti chiave affrontati capitolo per capitolo sono le reti di protezione finanziaria per l’euro, la metodologia di ricerca di investimenti considerati sicuri, la crisi immobiliare, quella bancaria e quella sociale. Grande approfondimento viene dedicato ai mestieri e lavori del futuro e su quelli ormai obsoleti. L’Europa si avvia a perdere quel ruolo chiave di faro economico per le politiche di protezionismo sociale attuate che la storia passata le aveva sempre riconosciuto. Il mondo del lavoro si appresta ad un mutamento epocale in cui le giovani generazioni sono completamente impreparate ad affrontare.

EUROCRACY

Anno: 2016
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 10.00
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La lucida e puntuale analisi dei principali driver di cambiamento dell'economia mondiale è il filo conduttore dell’incalzante pamphlet scritto da Eugenio Benetazzo con Gianluca Versace. Dopo il successo di Neurolandia, forti della loro geniale interazione, i due autori vivisezionano senza pietà la mutazione genetica che sta sconvolgendo il neocapitalismo. Bombardando il lettore con notizie, dati e riscontri inediti, con uno stile discorsivo e divulgativo, Benetazzo & Versace gettano un forte fascio di luce chiarificatore sui principali fenomeni ed eventi di portata economica e non solo. Temi cruciali come eurocrazia, banche allo sfascio, sharing economy, potenze emergenti e declinanti, crisi asiatica, storico crollo del prezzo dell’oro nero ed infine anche il golpe italiano, si susseguono in queste pagine a ritmo incalzante, non senza di colpi di scena. L’obiettivo ? Tenere incollato chi legge, al pari di un giallo. Eurocracy dedica profonda attenzione alle grandi trasformazioni politiche, culturali ed economiche della nostra vita, soffermandosi anche sul dilemma lacerante della sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici e di welfare. Il mondo in cui viviamo si sta trasformando a velocità supersonica: Eurocracy offre strumenti di conoscenza indispensabili per vivere e cavalcare questo cambiamento. E per non farsi travolgere impreparati.

APOCALYPS€URO

Anno: 2017
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 12.00
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Continua il fortunato sodalizio tra Eugenio Benetazzo e Gianluca Versace, dopo il successo di Neurolandia ed Eurocracy non poteva mancare Apocalyps€uro, come in ogni prestigiosa trilogia che si rispetti. Con un taglio giornalistico ed al contempo analitico, i due poliedrici autori scandagliano lo scenario socioeconomico europeo, a fronte del recente voto francese. Il cuore di questo pamphlet rimane ancora e doverosamente la moneta unica europea, il cui progetto sovranazionale concepito due decenni fa sembra ormai volgere ad una fine ingloriosa. L'ascesa del populismo dagli States, passando per il Regno Unito ed arrivando sino in casa nostra, rappresenta un tema molto caro agli autori, che lo vivisezionano da più punti di osservazione. Non manca una retrospettiva con precisione chirurgica sull'economia e politica italiana, in particolar modo sulla salute del sistema bancario italiano. Apocalips€uro quindi, è uno strumento unico e prezioso per comprendere il mutamento epocale che caratterizza, in questo momento, l'economia europea e per non farsi trovare impreparati, qualora l'euro venisse definitivamente dato per spacciato. Scenario che sembra ogni giorno sempre più probabile ed incombente.

IL CAPITALE CULTURALE

Anno: 2019
Editore: Hype Editions
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 15.00
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Passo dopo passo il lettore viene condotto in una coinvolgente narrazione che riguarda l'economia mondiale successivamente alla Grande Recessione del 2007. L'opera letteraria nasce in risposta alle richieste di una moltitudine di lettori desiderosi di avere una raccolta pratica, facilmente consultabile, dei principali editoriali dell'autore pubblicati negli ultimi anni su varie tematiche economiche: globalizzazione, mercati finanziari, mondo del lavoro, digital economy, immigrazione, evoluzione sociale e tecnologia. Le analisi più apprezzate sono state indicizzate in sette aree tematiche, creando in questo modo una straordinaria lettura che ipnotizza il lettore grazie al tipico stile espositivo che contraddistingue l'autore, riconosciuto ormai come uno dei più accreditati saggisti economici fuori dal coro in Italia. Il Capitale Culturale può essere considerato un sorprendente sussidiario di approfondimento per le giovani generazioni smaniose di comprendere i principali drivers di cambiamento dell'economia mondiale e del mondo del lavoro.

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