ALIBABA E TENCENT

pubblicato in data 30 Ago 2018 | Scarica in PDF | Stampa

Le cinque grandi del settore tecnologico piu conosciute ed influenti al mondo sono Apple, Google, Facebook, Microsoft e Amazon. Sono citate come le piu grandi in forza della loro capitalizzazione di mercato superiore ai 500 miliardi di dollari, nel caso di Apple la cifra diventa addirittura monstre superando il trilione di dollari come nessuno al mondo. Tuttavia da qualche mese il club si è allargato cooptando due new entry cinesi: Alibaba e Tencent che surclassano le posizioni a Intel e IBM. Pertanto si dovrebbe iniziare a parlare delle sette grandi o delle nuove sette sorelle. Le due ultime arrivate sono ognuna leader di mercato nel rispettivo campo di competenza oltre che grandi investitori istituzionali in molte paesi ritenuti strategici per il loro sviluppo. Anche se la loro ascesa è stata differente per entrambi i casi, Alibaba e Tencent hanno molto in comune tra loro. Il maggior mercato digitale al mondo è quello cinese con più di 700 milioni di utenti, neanche unendo le forze USA ed Europa potrebbero avvicinarsi a tanto. Solo Alibaba può vantare oltre 500 milioni di consumatori attivi mensilmente sulla sua piattaforma, mentre Tencent grazie al servizio di messaggeria WeChat (alternativa a WhatsApp) possiede un miliardo di utenti. Iniziando con la fine degli anni Novanta, queste due imprese cinesi hanno costruito lentamente e progressivamente la loro posizione di egemonia sul mercato, mettendo profonde radici non solo sul mercato interno ma anche su quelli asiatici limitrofi.

Amazon e Facebook non potrebbero e non potranno mai sostituirsi a loro in quanto per ovvio buon senso del governo cinese non potrebbero mai operare sul territorio cinese visto che non sarebbero controllabili e censurabili dallo stesso governo. Il che può sembrare un aspetto negativo per noi occidentali, tuttavia considerando quanto accaduto recentemente in USA con lo scandalo Cambridge Analytica il tutto appare più che sensato. Ricordiamoci che negli USA e in Europa recentemente sono state influenzate le elezioni politiche tramite il ricorso a fake news e profili di trolls. Quello che differenzia Alibaba e Tencent dai loro concorrenti statunitensi è l’environment di riferimento ed il suo stesso sviluppo: il mercato domestico cinese è in continua ascesa con necessità di sviluppare costantemente innovazione tecnologica a fronte di una popolazione che si sta riscattando socialmente dai precedenti decenni di povertà endemica. In USA ed Europa le rivali americane hanno ormai raggiunto il loro massimo sviluppo, pensate solo a Facebook: se non potrà espandersi in Cina è ormai giunta al capolinea in termini di utenti potenziali. Tencent e Alibaba operano su due distinti settori tecnologici in continua crescita: la prima nel campo dello sviluppo e gestione di reti sociali e videogiochi online, la seconda detiene il monopolio dell’e-commerce non solo in Cina, ma in tutta l’Asia.

Il fondatore di Tencent è Pony Ma (ovviamente cosi ribattezzato in occidente, il suo vero nome è Ma Huateng, ricordiamoci che gli asiatici prima antepongono il cognome al nome). Fondè l’impresa nel 1998 lanciando proprio un servizio di chat istantanea per pc desktop molto simile a quello di ICQ di fine anni Novanta. La differenza con il concorrente israeliano (è stata infatti una start-up di Tel Aviv a creare il famoso software in quegli anni) era basata sul diverso modello di remunerazione del business: mentre gli israeliani inserivano la pubblicità all’interno delle chat, Pony Ma pensù di offrire a pagamento tanto la chiamata quanto il download di giochi online. Da queste basi iniziò lo sviluppo negli anni successivi di WeChat al punto tale che oggi questa applicazione è un vero e proprio ecosistema operativo indipendente per smartphone che consente addirittura i pagamenti NFC mediante WeChat Pay: i cinesi ci pagano il ristorante, il cinema, le bollette e gli acquisti online. Se ci pensate anche Apple e Google si stanno muovendo in tal senso: entro cinque anni il denaro contante sarà un simpatico ricordo del passato. Il fondatore di Alibaba è Jack Ma (anche per lui vale lo stesso, il nome all’anagrafe è infatti Ma Yun) il quale costituì la società nel 1999 assieme a 17 soci di investimento per lo sviluppo e gestione dell’e-commerce in Cina.

Alibaba si differenzia da Amazon in quanto connette venditori ed acquirenti di tutto il mondo senza gestire e maneggiare materialmente la merce oggetto di una compravendita: i venditori pagano solo per avere maggior visibilità all’interno della piattaforma. Anche Alibaba ha sviluppato una propria applicazione per i pagamenti online e l’e-commerce: si chiama Alipay che permette di pagare anche mediante il proprio conto bancario e la ricezione della documentazione fiscale degli acquisti effettuati. Il vantaggio competitivo tuttavia di Tencent ed Alibaba è rappresentato dal protezionismo cinese: Facebook & Company non possono infatti operare in Cina. Fino allo scorso anno le mire espansionistiche delle due grandi sorelle cinesi ipotizzava anche la penetrazione sui mercati occidentali attraverso investimenti volti a controllare altri attori di mercato. A questo tuttavia ha posto un freno ed un cambio di marcia proprio Donald Trump impedendo alcune acquisizioni strategiche come l’acquisto di Money Gram da parte proprio di Alipay per ragioni di sicurezza nazionale: l’organo politico che ha impedito l’acquisizione tecnicamente è la Commissione per gli Investimenti Esteri negli USA (Committee on Foreign Investment in the United States), questo dovrebbe far riflettere molto anche l’establishment politico italiano visto che sempre più spesso si permette l’acquisizione di eccellenze italiane da parte di investitori e competitors stranieri senza tante riserve e limitazioni.

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