COSTAVA MENO

Abbiamo visto nell’editoriale precedente che durante il triennio 2013/2015 (Letta/Renzi) la spesa corrente è aumentata di 57 MLD, mentre la spesa in conto capitale tutto sommato è diminuita di un dieci per cento passando da 44 MLD a 40 MLD (sono diminuiti gli investimenti in capitale finanziario, leggasi banche & company). Il rimborso delle attività finanziarie nel 2015 ha raggiunto una della quattro massime letture storiche di sempre con 233 MLD di debito rimborsato: il record lo vanta il 2010 con 259 MLD di rimborsi. Lo ripeto allo sfinimento, fate attenzione a non confondere il rimborso del debito con gli interessi sul debito stesso. Il 2015 in ogni caso ha prodotto un nuovo record ossia quello relativo alla spesa corrente con 574 MLD. La Legge di Bilancio 2016/2018 stima una riduzione di questa posta durante il 2016, 2017 e 2018 con una proiezione a 570 MLD per appunto l’ultimo anno del triennio: stiamo a vedere se a consuntivo questo verrà confermato. Pertanto al momento attuale possiamo dire che il 2015 rappresenta l’anno in assoluto più costoso, storicamente parlando, per l’amministrazione pubblica dello stato. Quando sentite dire ci vorrebbe un taglio della spesa pubblica che produca uno shock fiscale di diverse decina di miliardi, non è niente di impossibile, si tratterebbe ad esempio con 100 MLD di riportare la spesa ai livelli del 2008 ossia dai 574 MLD del 2015 ai 469 MLD del 2008. Da un altro punto di vista possiamo dire che dal crash di Lehman Brothers (15-09-2008) ad oggi il nostro Paese necessita di 100 MLD in più per sostenersi: alla faccia della spending review. Il debito pubblico e la sua gestione in tal senso hanno inciso relativamente poco, nonostante sia aumentato di quasi il 10% durante il medesimo lasso temporale grazie soprattutto alla discesa dei tassi di interesse (passati da 82 MLD nel 2013 a 74 MLD nel 2015).

Cerchiamo a questo punto di focalizzarci sulla disinvolta salita della spesa corrente per capire quali missioni della politica di bilancio abbiano prodotto questo consistente aumento in rapporto invece ad una contrazione rilevante degli interessi sul debito. Concentrandoci solo sul 2015 (piena operatività del Governo Renzi) l’aumento della spesa corrente rispetto al 2014 è pari a quasi 31 MLD ossia quasi il 50% di aumento della spesa pubblica di parte corrente prodotto durante la finestra temporale che va dal 2013 al 2015: si tratta di un dato molto significativo che purtroppo non ha avuto la dovuta visibilità in ambito mediatico dalla stampa nazionale. Voglio ricordare a tal fine che quando sentite dire durante un telegiornale che Renzi è riuscito ad ottenere maggiore flessibilità dalla UE, questa notizia è tutt’altro che positiva per il contribuente. In termini pratici il tutto si traduce in un permesso che viene concesso a chi governa ad aumentare corposamente le spese correnti rispetto al totale delle entrate, per dirla in termini ulteriormente semplificati, significa spendere risorse che non si hanno, addebitandole al debito pubblico complessivo. Il Governo Renzi al pari di tanti altri nel passato sostanzialmente guida il Paese attuando un ricorso sistematico al deficit di bilancio (differenza tra entrate, uscite e interessi sul debito in costante saldo negativo). Questo è un tipico malcostume italiano nel governare la cosa pubblica ossia spendere sempre più di quello che ci si può permettere di spendere per ovvie ragioni di consenso con gli elettori. Il ricorso al deficit di bilancio (che ovviamente si traduce in un aumento del debito pubblico) deve essere sempre sporadico e soprattutto occasionale: ad esempio quando si verificano eventi che un governo non può prevedere in anticipo e le cui conseguenze necessitano di interventi di spesa non programmati (pensiamo agli effetti deleteri di un terremoto).

Torniamo tuttavia a noi e vediamo quali sono le missioni che hanno contribuito a generare questo aumento consistente di spesa corrente. Per fare questo bisogna utilizzare una tavola di raccordo predisposta dalla Ragioneria dello Stato tra il 2014 ed il 2016: sostanzialmente la Legge di Bilancio 2015 ha adottato una nuova contabilizzazione di finanza pubblica mediante la classificazione per missioni e programmi, mentre le precedenti si basavano su singole unità gestionali. Ovviamente questa nuova modalità di rilevazione contabile non permette il confronto con gli anni passati: adesso capite perchè l’analisi del Bilancio dello Stato non è un tema di facile analisi ed approfondimento. Comunque stando a questa nuova raccordo di dati riclassificati in rispetto della nuova struttura del Bilancio dello Stato possiamo dire che le missioni che assorbono maggiori risorse sono rispettivamente la Numero 3 (Relazioni finanziarie con le autonomie territoriali) con 131 MLD ossia i trasferimenti agli enti locali (soprattutto regioni), la Numero 25 (Politiche previdenziali) quindi la contribuzione previdenziale obbligatoria con 103 MLD e la Numero 29 (Politiche economiche finanziarie di bilancio) con 68 MLD la quale riepiloga i costi di molteplici attività di gestione dello Stato tra loro contigue (si va dalla gestione e coordinamento delle varie agenzie fiscali sino all’attività di polizia finanziaria svolta dalla Guardia di Finanza). Al quarto posto con una dotazione inferiore troviamo la Numero 22 (Istruzione scolastica) con 41 MLD.

Le missioni che hanno visto elevati incrementi di costo (per competenza) sono la Numero 3 (trasferimenti agli enti locali) per 10 MLD, la Numero 11 (Competitività e sviluppo delle imprese) che ha visto un aumento di quasi 11 MLD (sostanzialmente sgravi alle imprese, leggasi conseguenze del Jobs Act sugli oneri sociali a carico delle imprese), la Numero 25 (politiche previdenziali) con un aumento di 9 MLD ed infine la Numero 24 (Politiche sociali e famiglia) che aumenta di 1 MLD (sostanzialmente un aumento dei trasferimenti a favore dei programmi di assistenza e spesa sociale, che nel complesso assorbono 34 MLD). Le altre missioni non hanno avuto sostanziali incrementi o decrementi, se non al di fuori di qualche centinaia di milioni. Per questa ragione troviamo la Missione Giustizia (Numero 6) che costa 7.8 MLD nel 2015, in linea con il passato e senza scossoni previsti per il futuro: della serie la Giustizia va bene così per come si trova e vediamo di tenercela tale sia oggi che domani. La Missione Difesa e Sicurezza del territorio (Numero 5) che passa da 20.13 MLD del 2014 ai 18.60 previsti per il 2016, quindi in contrazione (proprio le risorse dedicate alle forze della Marina Militare sono state quelle a subire i maggiori tagli). La Missione 17 (Ricerca e innovazione) già ridicola di suo per le risorse che le vengono assegnate, nel 2014 poteva contare su 2.82 MLD, che nel 2015 sono diventati 2.62 (ossia 200 milioni in meno che sono comunque tanti per questa categorizzazione di spesa, infatti si tratta di una contrazione di quasi il 10%).

Sostanzialmente quindi il Governo Renzi si è occupato di foraggiare i tipici serbatoi di voti da cui attinge il PD: dipendenti pubblici, amministratori e funzionari pubblici, soprattutto del MIUR, pensionati dal reddito basso, disoccupati, extracomunitari e grandi imprese industriali, mentre di fatto nulla di meritevole è stato fatto a favore della piccola e media impresa, il popolo delle partite IVA, i risparmiatori italiani ed i liberi professionisti. Niente è stato concepito per la messa in sicurezza del debito pubblico che durante il triennio 2013/2015 ha prodotto record su record. Infine fatemi chiudere con la Missione 27 (Immigrazione ed accoglienza) caratterizzata da un trend in poderosa ascesa con 1.6 MLD nel 2014, 1.8 MLD nel 2015 e 2.40 attesi per il 2016. Il DEF 2016 (Documento di Economia e Finanza) invece stima per questa spesa categorizzata (non la sola missione in sé) la cifra di 3.43 MLD per il 2016 in caso di scenario costante sui flussi migratori e addirittura sempre per lo stesso anno la cifra di 4.22 MLD in caso di scenario in crescita dei flussi migratori. Questo è frutto di una stima autonoma della Ragioneria Generale dello Stato che tiene conto della spesa per l’accoglienza, per il soccorso in mare e per i riflessi immediati su sanità e istruzione (cosa che invece non viene conteggiata nei costi della singola missione così come concepita dal Governo). Le spese che crescono maggiormente sono l’accoglienza e la prima assistenza (che passano da 684 milioni del 2014 a 1.84 MLD previsti per il 2016) mentre la voce trasporti (incluse le operazioni di soccorso) rimangono tutto sommato stazionarie limitandosi a quasi 900 milioni attesi per il 2016. Ricordo che il DEF è presentato e firmato da Renzi e Padoan, pertanto è il Governo stesso che si fa garante e diffusore di tali importi. Proprio quanto potete trovare in seno al DEF relativamente all’emergenza migranti e costi connessi vi fa comprendere l’essenza della falsa retorica perbenista con cui il PD sta da diversi anni ingannando gran parte della nazione. Cito testualmente quanto riportato dal DEF: “Le spese sostenute (in merito all’emergenza migranti negli anni 2015 e 2016) derivano in larga parte dalla posizione geografica dell’Italia, considerata prevalentemente un paese di transito dei rifugiati. A fronte del costo sostenuto nel breve termine, questo fattore riduce la potenzialità per l’Italia di ricevere un beneficio economico di medio-lungo periodo derivante dall’integrazione dei migranti nel tessuto produttivo, che sarà invece valorizzato nei vari paesi di destinazione finale.

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DURI E PURI

Anno: 2006
Editore: Macroedizioni
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 11 Euro
Completamente esaurito

Il libro descrive ed analizza lo scenario macroeconomico nazionale ed internazionale, avvisando in anticipo di come si possa ripetere tra qualche anno un crash finanziario sui mercati azionari simile a quello avvenuto nel 1929 sottolineando le nefaste conseguenze a cui assisteremo: pesante correzione degli indici azionari, rischio di bolla immobiliare, problema mutui, rialzo dei tassi ed il possibile default della moneta unica. Vengono altresì analizzati conflitti di interesse, prodotti e forme di investimento classiche presenti sul panorama italiano che porteranno nei prossimi anni ad altri crash finanziari. Autorevole nell'esposizione delle più prestigiose teorie di analisi economica, offre informazioni ed indicazioni determinanti per le scelte future di ogni attento risparmiatore.

BEST BEFORE

Anno: 2007
Editore: Macroedizioni
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 11 Euro
Completamente esaurito

Dopo il clamoroso successo del primo saggio economico, DURI E PURI, adesso arriva il turno del tanto atteso BEST BEFORE, che prende corpo dal tour itinerante dello show finanziario BLEKGEK, a cui è largamente ispirato. BEST BEFORE non ha rivali sul panorama editoriale: è l'unico libro in Italia che descrive, analizza ed elabora tematiche fra di loro separate, ma in realtà molto contigue per le conseguenze che hanno ed avranno sul nostro denaro e sulla nostra vita. Il picco di produzione del petrolio, la globalizzazione allo stadio terminale, la bolla finanziaria degli strumenti derivati, il riscaldamento globale ed il rischio di collasso del sistema assicurativo sono solo alcuni degli argomenti trattati in questo saggio, tematiche che spaziano dalla climatologia all'energia, dalla speculazione di borsa alla socioeconomia.

BLEKGEK

Anno: 2007
Editore: Macro Video
Tipologia: DVD
Prezzo: 17.50 Euro
Completamente esaurito

Il DVD della tournée con cui Eugenio Benetazzo ha girato l’Italia, svelando ogni volta ad un pubblico allibito i segreti dei mercati finanziari, la globalizzazione, il picco di produzione del petrolio, i mutui con la miccia accesa ed il processo di indebitamento delle famiglie italiane. Uno show itinerante in numerose città italiane, definito un inedito momento di informazione finanziaria indipendente che, grazie alla sorprendente e irriverente analisi inquisitoria, cattura il pubblico lasciandolo letteralmente incollato alla sedia. Una sensazionale indagine finanziaria, spietata e cinica, che l'incalzante narrazione dell'autore rende avvincente ed apprezzata da un pubblico estremamente vario, dal pensionato al manager rampante.

PADRONE DEL TUO DENARO

Anno: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Vademecum finanziario
Prezzo: 6.70 Euro
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Luigi Einaudi diceva conoscere per decidere ed è proprio questo che manca oggi al popolo risparmiatore italiano: la conoscenza di tematiche economiche e prodotti di investimento. Su questa constatazione è stato scritto questo vademecum ovvero fornire risposte, strumenti, metodo e disciplina necessari a far acquisire al piccolo risparmiatore una significativa dimestichezza necessaria a prendere decisioni di investimento per gestire al meglio il proprio patrimonio. L'’obiettivo di questo saggio è dimostrare di come non si possa più delegare ciecamente ad altri le decisioni di investimento dei propri risparmi senza prima aver bene in chiaro quali sono i rischi del mercato che si sta per affrontare e come seconda finalità trasmettere un bagaglio culturale che servirà ad evitare ulteriori episodi di sodomia finanziaria o ad evitare come un investimento sbagliato si trasformi in un salasso finanziario.

COME SALVARE I PROPRI RISPARMI

Anno: 2009
Editore: Macro Video
Tipologia: DVD
Prezzo: 24.50 Euro
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Il DVD è una guida rivolta a tutti i risparmiatori e a coloro che si trovano a dover gestire l’intricato periodo di crisi. Una lezione che dovrebbe essere presente in tutte le scuole superiori ed università italiane, adatta tanto al pensionato, quanto al manager, per la semplicità espositiva e l’innata capacità dell’autore nello spiegare la dinamica dei mercati azionari anche a persone poco amanti della sfera economica.
Un DVD senza rivali nel panorama italiano che offre strategie ed informazioni per una gestione indipendente del proprio patrimonio. Eugenio Benetazzo mostra al piccolo risparmiatore come sviluppare da sé una propria capacità di analisi dei mercati finanziari e come operare delle scelte di investimento corrette, in funzione dei propri rischi, capitali ed obiettivi.

BANCAROTTA

Anno: 2008
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Vademecum finanziario
Prezzo: 6.00 Euro
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Fino ad ora abbiamo lasciato i nostri risparmi in mano ad altri, convinti che fossero più competenti di noi. Peccato che, grazie a loro, oggi ci ritroviamo tutti più poveri e confusi: adesso è arrivato il momento di riappropriarci del nostro denaro. Il libro intervista a Eugenio Benetazzo da parte di David Parenzo ha un pregio innegabile: non racconta false verità, ma si occupa di analizzare lo scenario di crisi che ha colpito il sistema turbocapitalistico dall'estate del 2008. Il messaggio che si percepisce leggendolo è inquietante ovvero prepariamoci al peggio, come già precedentemente ammonito durante la primavera del 2007 all'uscita del bestseller Best Before. Da mesi i commentatori televisivi parlano di crollo del mercatismo, ma chi ci ha portato veramente sull'orlo del più grande baratro finanziario di tutti i tempi ?

L'ECONOMIA ALLA SBANDO

Anno: 2009
Editore: Macrovideo
Tipologia: DVD
Prezzo: Euro 17.50
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Il fenomenale ed inimitabile show finanziario che sta riscuotendo innumerevole successo in tutte le piazze italiane, tratto dallo spettacolo teatrale itinerante di denuncia mediatica denominato Bad Apples, lettralmente Mele Marce. Con dissacrante humor, Eugenio Benetazzo rivela con sarcasmo irriverente come entro i prossimi anni il genere umano si troverà a gestire la convergenza spiacevole di tre crisi strutturali: quella macroeconomica, quella energetiica ed infine quella alimentare. Solo una sensazionale trasformazione nelle abitudini di consumo e nello stile di vita occidentale potranno consentire all'umanità di pianificare un futuro realmente sostenibile. Un documentario che dovrebbe essere visionato in tutte le scuole italiane per il significativo contributo alla formazione ed alla informazione indipendente.

BANCAROTTA (LO SHOW)

Anno: 2009
Editore: Fabio D'Ambrosio
Tipologia: DVD
Prezzo: 14.90 Euro
Completamente esaurito

L'irriverente show finanziario ispirato all'omonimo libro bestseller, registrato presso il Teatro Franco Parenti di Milano, con cui Eugenio Benetazzo e David Parenzo raccontano ad un pubblico incredulo quanto sta accadendo a livello planetario alle principali economie del mondo ed analizzano gli spiacevoli episodi di cronaca finanziaria che hanno caratterizzato l'inizio della grande crisi finanziaria del 2008/2009. Sul palco i due autori con voluto accento veneto alternano momenti di spiritosa ilarità a profonde riflessioni sul mercatismo e le sue inattese conseguenze sul piano sociale. Uno spettacolo unico nel suo genere all'interno del panorama teatrale italiano per lo spirito critico e il taglio informativo che pochi riescono a dare.

FUNNY MONEY

Anno: 2010
Editore: Fabio D'Ambrosio
Tipologia: DVD
Prezzo: 14.50 Euro
Completamente esaurito


Si ripropone ancora il felice sodalizio tra Eugenio Benetazzo e Fabio D'Ambrosio Editore: senza false verità con questo spettacolo, l'autore analizza lo scenario di crisi che ha colpito il sistema turbocapitalistico dall'estate del 2008. Il messaggio che si percepisce leggendolo è inquietante ovvero prepariamoci al peggio, come già precedentemente ammonito durante la primavera del 2007 all'uscita del bestseller Best Before. Un'inquietante momento di approfondimento mediatico che dovrebbe essere visionato in tutte le scuole italiane per il significativo contributo alla formazione ed alla informazione indipendente. Sarà possibile continuare a pensare ad un futuro di prosperità solo con una sensazionale trasformazione nelle abitudini di consumo e nello stile di vita occidentale per consentire all'umanità di pianificare un futuro realmente sostenibile.

L'EUROPA SE' ROTTA

Anno: 2010
Editore: Sperling & Kupfer
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 6.00 Euro
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Ma il peggio non era passato ? Ci avevano detto che il terremoto fi nanziario che aveva messo in ginocchio il mondo intero era ormai un ricordo e che era giunto il momento di guardare al futuro con ottimismo. Ma dalla primavera del 2010, dopo il crollo delle Borse e il default della Grecia, la domanda da porsi è un’altra: e se il peggio dovesse ancora arrivare? E se dopo la Grecia toccasse ad altri Stati? E se l’Italia non fosse così solida come ci hanno fatto credere? E se il sistema dell’euro che, dicevano, ci ha salvato dal tracollo, fosse invece vicino al collasso? Un nuovo viaggio nella crisi, fra agenzie di rating farlocche e promesse da marinaio dei governi, fra balle e bolle, fra eurofallimenti e serial killer dell’economia reale.

ERA IL MIO PAESE

Anno: 2011
Editore: Baldini & Castoldi
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: 12.90 Euro
Completamente esaurito

Quale futuro attende l'Italia ? Eugenio Benetazzo descrive ed analizza come è cambiato il nostro paese negli ultimi 25 anni, una mutazione dalle conseguenze decisamente critiche sia per il mondo del lavoro e sia per la stabilità e coesione sociale.  Nulla viene risparmiato, dal sistema bancario al sistema scolastico, dall'immigrazione alla televisione, dalla crisi della famiglia alla nascita del precariato giovanile: un'analisi lucida e spietata nel tipico spirito giornalistico dell'autore.  L'Italia è ormai un paese in via di sottosviluppo: il peso quasi eterno del debito pubblico, l'invecchiamento progressivo della popolazione, i conflitti razziali ancora sommersi, il decadimento della chiesa cattolica, la perdita di produttività industriale: che cosa resta di un paese un tempo ammirato ed invidiato dagli altri, quale futuro attende le giovani generazioni.

NEUROLANDIA

Anno: 2012
Editore: Chiarelettere
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 9.99
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L'analisi dello scenario macroeconomico dell'eurozona rappresenta il tema principale di questo pamphlet, incentrato sull'origine ed evoluzione futura della crisi del debito sovrano oltre alla previsione sull'economia del pianeta per gli anni che verranno. Nulla viene risparmiato, dai processi di deindustrializzazione alla politica di una moneta troppo forte imposta dall'alto, dalla teoria di Euro 2 al pressapochismo e immobilismo che hanno contraddistinto le istituzioni sovranazionali, colpevoli di non aver saputo leggere in anticipo le priorità dell'Unione Europea. Un'analisi complessa ma al tempo stesso molto comprensibile tanto per il piccolo risparmiatore quanto per il giovane studente universitario che vogliano rendersi conto del mutamento epocale che contraddistingue tutta l'economia occidentale.

LA CRISI INFINITA

Anno: 2014
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 15.00
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Questo pamphlet è incentrato sull’evoluzione della crisi infinita del debito sovrano e del declino delle potenze economiche occidentali: viene analizzato il processo di metamorfosi che contraddistingue tutta la old economy, dando ampio spazio alle spiacevoli conseguenze sul piano occupazionale. Argomenti chiave affrontati capitolo per capitolo sono le reti di protezione finanziaria per l’euro, la metodologia di ricerca di investimenti considerati sicuri, la crisi immobiliare, quella bancaria e quella sociale. Grande approfondimento viene dedicato ai mestieri e lavori del futuro e su quelli ormai obsoleti. L’Europa si avvia a perdere quel ruolo chiave di faro economico per le politiche di protezionismo sociale attuate che la storia passata le aveva sempre riconosciuto. Il mondo del lavoro si appresta ad un mutamento epocale in cui le giovani generazioni sono completamente impreparate ad affrontare.

EUROCRACY

Anno: 2016
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 10.00
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La lucida e puntuale analisi dei principali driver di cambiamento dell'economia mondiale è il filo conduttore dell’incalzante pamphlet scritto da Eugenio Benetazzo con Gianluca Versace. Dopo il successo di Neurolandia, forti della loro geniale interazione, i due autori vivisezionano senza pietà la mutazione genetica che sta sconvolgendo il neocapitalismo. Bombardando il lettore con notizie, dati e riscontri inediti, con uno stile discorsivo e divulgativo, Benetazzo & Versace gettano un forte fascio di luce chiarificatore sui principali fenomeni ed eventi di portata economica e non solo. Temi cruciali come eurocrazia, banche allo sfascio, sharing economy, potenze emergenti e declinanti, crisi asiatica, storico crollo del prezzo dell’oro nero ed infine anche il golpe italiano, si susseguono in queste pagine a ritmo incalzante, non senza di colpi di scena. L’obiettivo ? Tenere incollato chi legge, al pari di un giallo. Eurocracy dedica profonda attenzione alle grandi trasformazioni politiche, culturali ed economiche della nostra vita, soffermandosi anche sul dilemma lacerante della sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici e di welfare. Il mondo in cui viviamo si sta trasformando a velocità supersonica: Eurocracy offre strumenti di conoscenza indispensabili per vivere e cavalcare questo cambiamento. E per non farsi travolgere impreparati.

APOCALYPS€URO

Anno: 2017
Editore: Create Space
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 12.00
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Continua il fortunato sodalizio tra Eugenio Benetazzo e Gianluca Versace, dopo il successo di Neurolandia ed Eurocracy non poteva mancare Apocalyps€uro, come in ogni prestigiosa trilogia che si rispetti. Con un taglio giornalistico ed al contempo analitico, i due poliedrici autori scandagliano lo scenario socioeconomico europeo, a fronte del recente voto francese. Il cuore di questo pamphlet rimane ancora e doverosamente la moneta unica europea, il cui progetto sovranazionale concepito due decenni fa sembra ormai volgere ad una fine ingloriosa. L'ascesa del populismo dagli States, passando per il Regno Unito ed arrivando sino in casa nostra, rappresenta un tema molto caro agli autori, che lo vivisezionano da più punti di osservazione. Non manca una retrospettiva con precisione chirurgica sull'economia e politica italiana, in particolar modo sulla salute del sistema bancario italiano. Apocalips€uro quindi, è uno strumento unico e prezioso per comprendere il mutamento epocale che caratterizza, in questo momento, l'economia europea e per non farsi trovare impreparati, qualora l'euro venisse definitivamente dato per spacciato. Scenario che sembra ogni giorno sempre più probabile ed incombente.

IL CAPITALE CULTURALE

Anno: 2019
Editore: Hype Editions
Tipologia: Saggio economico
Prezzo: Euro 15.00
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Passo dopo passo il lettore viene condotto in una coinvolgente narrazione che riguarda l'economia mondiale successivamente alla Grande Recessione del 2007. L'opera letteraria nasce in risposta alle richieste di una moltitudine di lettori desiderosi di avere una raccolta pratica, facilmente consultabile, dei principali editoriali dell'autore pubblicati negli ultimi anni su varie tematiche economiche: globalizzazione, mercati finanziari, mondo del lavoro, digital economy, immigrazione, evoluzione sociale e tecnologia. Le analisi più apprezzate sono state indicizzate in sette aree tematiche, creando in questo modo una straordinaria lettura che ipnotizza il lettore grazie al tipico stile espositivo che contraddistingue l'autore, riconosciuto ormai come uno dei più accreditati saggisti economici fuori dal coro in Italia. Il Capitale Culturale può essere considerato un sorprendente sussidiario di approfondimento per le giovani generazioni smaniose di comprendere i principali drivers di cambiamento dell'economia mondiale e del mondo del lavoro.

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