ANCORA TRUFFE FINANZIARIE

pubblicato in data 10 Ott 2019 | Scarica in PDF | Stampa |

A fronte delle varie richieste pervenutemi dalla community di YouTube racconto la narrativa di un nuovo tentativo di adescamento finanziario di cui sono stato oggetto telefonicamente qualche settimana fa. Ho notato che questo tipo di informazioni è particolarmente gradita in forza ormai del proliferare di servizi truffa legati al forex, ai CFD ed alle opzioni binarie. Suppongo che quanto sto per esporre sia già capitato anche a numerosi colleghi. Mi chiama una signorina con un inglese ciancicante, che presumibilmente era di nazionalità sovietica. Sul display del cellulare appare un numero con prefisso nazionale inglese. Mi fa presente che è in corso una promozione per sottoscrivere uno straordinario servizio di financial advice e mi chiede se sono interessato a conoscerne i dettagli. Ovviamente chi mi chiama telefonicamente non si rende conto che da quel momento in poi andrà in scena una pantomima degna di una candid camera. Prima di tutto le chiedo dove ha reperito il mio contatto telefonico: risponde con qualche difficoltà sostenendo che la sua società finanziaria lo ha acquistato da una banca inglese: faccio finta di niente ben sapendo che la risposta è già di per sé un primo indizio di truffa o attività illecita. Mi chiede se ho esperienza finanziaria e se mi interessa ottenere elevati rendimenti finanziari anche superiori al 20% su base mensile. Rispondo che sono molto interessato e le chiedo di rappresentarmi i termini della sua proposta di servizio finanziario.

A questo punto, mi dice che avrebbe trasferito la telefonato ad un senior advisor in grado di fornirmi tutti i dettagli del caso: dopo circa tre minuti di attesa (già questo deve considerarsi anomalo) la chiamata viene trasferita ad un nuovo interlocutore che si presenta con un nome veramente molto originale, William Jackson, il quale sostiene di essere un financial trader operante su diversi mercati finanziari quali indici, commodity, azioni, obbligazioni e addirittura criptovalute. Parla un perfetto inglese con il tipico accento di Londra: mi dice che si è laureato a Cambridge e che ha lavorato per dieci anni in una banca svizzera prima di scegliere la libera professione ossia quella del trader professionista. Lo lascio parlare: rompe subito il ghiaccio, asserisce che con le sue indicazioni operative può farmi guadagnare molto denaro (generate a huge ammount of profits), arriva addirittura a garantirmi alcune percentuali di rendimento tramite i suoi consigli finanziari. A quel punto con un tono da tonto gli chiedo come fa a garantire i rendimenti e come è possibile che lui possa sostenere questo assunto. Cade in un imbarazzante silenzio, mettendo in modalità mute la sua cornetta telefonica (lo si capiva perchè improvvisamente il rumore di sottofondo del call center scompare). Dopo circa quindici secondi risponde in questo modo: la società per cui lavora ha il miglior software di analisi finanziaria del mondo che gli consente di prevedere con largo anticipo i movimenti dei mercati finanziari.

Gli faccio presente che questa risposta non rappresenta una garanzia di rendimento: a quel punto con un tono piuttosto infastidito inizia a dirmi che lo devo ascoltare senza interruzioni fino alla fine in questo modo potrò capire il suo modo di operare da professionista dei mercati. Più che raccontarmi in che cosa consiste la sua attività, inizia a pormi delle domande personali del tipo: quale banca utilizzi per fare trading, quanto sei disposto ad investire per un primo test e di quanto denaro dispongo in termini di ricchezza personale. Ovviamente rispondo fornendo dati squisitamente inventati ma credibili, aggiungendo di volta in volta alcuni dettagli che rendono il tutto veritiero. Sento dalla sua voce che si sta gasando e che vuole formalizzare velocemente una financial parterniship mediante la quale riuscirò a guadagnare molto denaro in poco tempo. Sostanzialmente mi offre di aprire un conto di trading nella sua società finanziaria, il quale sarà gestito per l’attività di acquisto e vendita di strumenti finanziari da lui stesso al fine di farmi ottenere lauti proventi. Il suo onorario rappresenta il 10% di ogni profitto ottenuto. Gli rispondo in piena commedia teatrale che il suo performance fee è troppo oneroso: a quel punto pateticamente mi dice che sulle commissioni possiamo trattare. Mi dice che posso sentirmi sicuro dell’investimento in quanto il denaro che investirò sarà depositato su un conto di trading nominativo, e pertanto non può essere movimentato in entrata o in uscita da nessuno tranne che da me.

Lui come financial trader avrebbe il mandato esclusivo (limited power of attorney) per effettuare acquisti e compravendite sul suddetto conto e di prelevare ovviamente il 10% da ogni trades chiuso in profitto quale ricompensa per il suo operato. Sempre con l’aria da tonto lo interrompo facendogli osservare che ha menzionato l’apertura di una società finanziaria in cui si dovrebbe aprire il trading account. A tal punto gli chiedo il sito internet della società e se quest’ultima è autorizzata dalla FCA (Financial Conduct Authority) a proporre investimenti al pubblico retail. Mi risponde dicendo che ovviamente la società ha ricevuto tale approvazione. Gli chiedo allora di fornirmi il nome di questa società, il numero di licenza rilasciato dalla FCA ed anche il sito internet di questa società finanziaria in modo da poter avere qualche riferimento societario. Risposta: non mi può dare la licenza in quanto io non sono cliente della società e tali informazioni sono riservate. Gli contesto questo assunto, facendogli osservare che il sito della FCA ha una sezione online apposita che serve appunto per verificare istantaneamente le credenziali autorizzative di qualsiasi proponente. Cade nuovamente nel silenzio e dopo qualche secondo la linea cade bruscamente. Ricordate sempre quando vi chiamano di verificare in tempo reale se il soggetto proponente è autorizzato ad operare finanziariamente effettuando con grande semplicità una query online sul sito del regolatore finanziario cui il proponente asserisce di avere sede legale.

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